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Il dubbio

• Amore ci sei ? Sono tornato – disse Paolo chiudendo l’uscio di casa alle sue spalle.- Amore…Rossana…dove sei ?
• Eccomi, eccomi ! – rispose la donna con voce assonnata. – Rientra il reuccio e tutti devono accorrere ad omaggiarlo. Che ore sono ? Le ventidue ? Accidenti ma è tardissimo ! Cosa è successo, stasera ? Come mai così tardi ? Siediti, ti scaldo la cena….
• Non mi va di cenare. Faccio una doccia e poi vado a nanna. Sono distrutto !
• Ma si perderà, benedetto uomo. Mi potevi avvertire, però. Ho impiegato una serata a mondare impanare, friggere, dopo essere uscita, in fretta, a fare la spesa e ora ? il reuccio non ha fame ! Cosa hai combinato in ufficio ? Mica avrete festeggiato qualcosa ?
• Ma no, amore. Siamo rimasti con Luisa a correggere dei disegni che avevamo sbagliato. Domani dobbiamo mostrarli al cliente.
• Luisa coscialunga ? Quella che indossa solo minigonne ? Certo, il signorino è sensibile alla bellezza ! Specie di certe parti anatomiche !
• Ma smettila, a farla breve, sono stato io a sbagliare e lei, gentilmente, si è fermata con me ad aiutarmi. Suonano alla porta…vado ad aprire. Chi sarà mai a quest’ora ?
• No, lascia, vado io ! – disse la donna alzandosi di scatto dalla sedia –
• Amore, c’è Giorgio…
Ne seguì un breve conciliabolo infine, i due, entrarono nel soggiorno dove, intanto Paolo aveva occupato la poltrona.
• Olà, Giorgio, qual buon vento a quest’ora ?
• Scusami tanto Paolo, scusami anche tu Rossana. Mi sono appena accorto di aver esaurito lo zucchero…domattina non potrei bere il caffè e allora…allora ho pensato che Rossana…tu, potessi darmene una tazzina, se non vi è di disturbo.
• Scherzi, amico. Prendi quel che ti serve e a buon rendere !
Giorgio era un amico che abitava al piano di sotto. Amico era una parola grossa, ma c’era rispetto tra loro. Andò quindi in cucina, prese ciò che cercava, altro conciliabolo con la donna ed infine salutò ed uscì.
• Possibile che quest’uomo sia sempre fra i piedi ? Gli manca sempre qualcosa ! Se non è capace di sposarsi, si trovasse almeno una donna che gli facesse i lavori di casa. Spesa compresa !
• Sai, poverino, dice che fino a quando non trova la donna dei suoi sogni, non si sposerà. Ha avuto brutte esperienze che l’hanno prostrato. Lui cerca una persona speciale. Una donna con determinate caratteristiche, che lo facciano sentire importante. Di questo tipo ce ne sono veramente poche di donne !
• Si, vabbè, ma a te, chi le dice queste cose ? Non hai certo l’aspetto del confessore.
• Io sono una che ascolta, non come te, che non sei sensibile affatto. A volte bastano quattro chiacchiere e si capisce tutto.
• E vuoi vedere che ora esco e gli trovo le donne con le caratteristiche che vuole lui ! Si adattasse come facciamo tutti !
• Tu ti sei adattato ?
• Che centra, io sono stato fortunato ad incontrarti, si però adesso andiamo a letto, casco dal sonno.
Paolo e Rossana si erano conosciuti ai tempi del liceo e si erano innamorati subito. In pratica si erano cresciuti assieme e si amavano. Solo che ora, a sei anni dal matrimonio, qualcosa era cambiato. Sarà stato perché erano arrivati ad uggia i difetti l’un dell’altra o forse perché non avevano avuto figli. Non si sa. Avevano fatto visite approfondite, a questo proposito, seguite innumerevoli cure con la raccomandazione di aumentare i…tentativi. Invece, i tentativi, si erano rarefatti per oscuri motivi. Nessun disagio era avvertibile, ma non si poteva dire che tutto filasse liscio fra loro. Lui, architetto, sempre preso dal suo lavoro che cresceva esponenzialmente alle sue qualità, dedicava poco tempo alla sua donna che, per converso, dovette crearsi una serie di amiche per colmare il senso di vuoto che si era creato col marito.
Anche quella sera, Paolo, franò sul letto e, in attesa che lo raggiungesse la moglie, decise di fumare l’ultima sigaretta. Si alzò aprì la finestra per fare aria e notò sul battente esterno di questa, la cicca di una sigaretta, come se qualcuno, prima di lui avesse fumato e poi schiacciato il filtro per spegnerlo. Gli sembrò un tantino strano. Quando la moglie venne a coricarsi, le chiese tra l’assonnato e il curioso :
• Tesoro, hai ripreso a fumare ?
• Chi, io ?
• Ho un’altra moglie, forse ?
• Certo che no ! Ed io non fumo, fossi matta!
• Strano !
• Cos’è strano ?
• Strano perché o i piccioni hanno modificato la qualità degli escrementi oppure qualcuno, in questa stanza, ha fumato ed ha spento la cicca sul battente della finestra. Tra l’altro, quel tipo di sigarette costano parecchio, non è roba da piccioni, proprio no ! Sono della marca che fuma Giorgio. Forse che, svolazzando in cerca di moglie, si è fermato sul nostro davanzale ? Domani gliene chiederò una…si, in cambio dello zucchero. Se sarà uguale gli chiederò di andarle a fumare sui davanzali di altri. Buonanotte.
Non fu una buonanotte per nessuno dei due. Paolo non chiuse, letteralmente, occhio. Rossana pianse in silenzio, agitandosi. Era la fine. Chissà se ci sarebbe stata una nuova alba tra loro.



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Racconto scritto il 22/05/2018 - 09:04
Da Nino Curatola
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