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martiniadriano.xoom.it

..... è sufficiente prendere un foglio di carta e scrivere

Nonostante sono anni che lo faccio, Ho sempre reputato un po’strano il sentire il bisogno di sfogare le mie emozioni, trascrivendole su un foglio di carta perché comunque sono le mie emozioni, le riconosco, le vivo, le coltivo in me, le custodisco gelosamente.
Ma poi, eccomi al PC, la tastiera e un candido foglio sono entrambi pronti a raccogliere qualunque cosa io vorrò scrivere.
.... Lui così freddo ed umile, non batterà ciglio, non mi giudicherà, non mi porrà domande o discuterà in alcun modo le cose che vorrò esprimere.
Che sia questo il motivo per cui una persona travasa le proprie emozioni dal cuore?
Ma poi cosa accade?
Il foglio sarà lo specchio delle mie emozioni, dovrò rileggerle e riviverle, ma è così necessario?
Oppure è necessario che sia colui il quale ora, in questo preciso istante, le apprenda, le viva, le giudichi... allora è questo... questo è ciò che mi spinge a scrivere, il desiderio di rendere partecipe qualcun'altro di ciò che sento?
Cambierà qualche cosa?
Sarò più felice o più triste?
No... nulla muterà, nulla in me cambierà, neppure il senso delle cose che provo e che riporto qui.
Resterà così com'è.
Se io ora iniziassi a scrivere di un amore sbocciato, qualcuno sognerebbe, qualcun'altro cercherebbe un raffronto nella sua vita, altri invece considererebbero il tutto come un semplice racconto.
Resta il fatto che scrivere di un amore in sboccio può interessare ma difficilmente può emozionare, se non pochi, pochissimi.
Ma se invece io iniziassi col dire: "Amica mia, traccerò su di te, ora, con un sottile filo d'inchiostro la tristezza, il dolore, le lacrime che mi corrodono lo spirito, il pianto incessante di un cuore ferito per la fine di un sogno mai vissuto".
Sono certo che molti resterebbero incuriositi e proseguirebbero con interesse, perché il dolore e la sofferenza danno modo di poter affrontare meglio quello altrui e vedere che al mondo c'è gente che soffre e sta male proprio come noi, ti porta quasi a "sperare" che ciò che si sta provando sia inferiore a ciò che si possa leggere.
Oramai penso che soffrire sia giusto, anche se queste frasi, così di impatto, portano le persone a innalzarti a vittima della crudele vita.
Io credo fermamente che soffrire sia giusto perché la sofferenza da una parte fa maturare le persone, le rende forti e capaci di affrontare situazioni analogamente difficili; dall'altra parte invece ti aiuta ad apprezzare le cose chiare, splendenti e lucenti della vita.
Quando soffro, piango e le lacrime le seguo nel loro breve corso, che nasce da occhi che della vita hanno conosciuto non tutto ma a sufficienza, che prosegue poi su un viso che il tempo segna inesorabilmente e termina su labbra che oramai provano solo l'amaro e non più il dolce delle cose.
E'un piccolo "miracolo" che si ripete, forse un po’ troppo spesso, ma è inequivocabilmente sempre unico ed emozionante.
Ho dedicato le mie lacrime a tantissime cose: la prima volta che caddi a terra dalla bici, la prima volta che presi una sberla da mio padre, la prima volta che una ragazza mi rifiutò, la prima volta che un mio amico mi tradì ma ciò che ricordo di più è la prima volta che piansi per un amore che tristemente fu destinato ad implodere in me.
Amare, si Amare.... tu che mi leggi, riesci a leggere la dolcezza che racchiude in se?
Ma ci riesci davvero?
Lo avverti il brivido che può farti provare al solo leggere?
Senti ciò che racchiude?
Lo senti quanto sia stupendo anche semplicemente leggerlo Amare...Amare.... Lo senti?
Spero di si, perché io non lo sento più.
Perché amare è vivere e condividere, è sentirti privo di fiato, sentire il cuore che ti si ferma, sentire i crampi allo stomaco, sentire il ticchettio dei secondi che scorrono mma tutto ciò in me non esiste più.
Forse sto morendo, è l'unica spiegazione che possa darmi e guarda, a te che stai leggendo, che ti ho già capito, ora mi dirai che la metto sul melodrammatico.
Ma se hai mai provato una sola volta nella tua vita cosa ti regala amare una persona, cosa pensi possa accadere in te non ravvisare più tutto ciò che prima ti dava splendore ed energia?
Un fiore senza luce e senza linfa vitale appassisce ed io sto seguendo una strada senza luce e senza un sentiero che non so sinceramente dove ha intenzione di condurmi e forse non voglio nemmeno scoprirlo.
Mi chiedo solo perché.
Certo, sarebbe bello ora che qualcuno o qualcosa mi rispondesse.
Il perché dovrei trovarlo dentro di me, ma devi credermi non è così facile.
Mettiamo il caso che ti svegli una mattina,felice e contento come un bimbo che sa che andrà in un parco giochi meraviglioso.
Supponiamo che in te le energie si moltiplicano, che l'adrenalina arrivi a livelli incontenibili, che senti che il mondo intero possa tremare ad ogni tuo passo.
Supponiamo che tutto velocemente ti corra accanto, che tutto velocemente si annulli e resta in te solo quel pensiero, solo quel desiderio, quel sogno che hai conservato sul tuo cuscino tutta la notte.
Supponiamo che giungi a quel parco immenso che sembra non aver fine.
Supponiamo però che venga a piovere.
Cosa ne pensi, triste vero?
Sei lì, colmo di vita e di gioia e.... un temporale.
Iu che ardevi dal desiderio, tu che volevi correre più veloce di un tuo supereroe e invece ti senti portar via, allungando una mano, chiedendo un perché, piangendo forse più forte della stessa pioggia.
Perché?
Il perchè non so dirtelo, ma io mi sento così.
Quel parco grande e pieno di luci, in cui echeggia musica carica di vita che è il mio cuore è sottoposto ad un temporale che con la pioggia che riga il mio volto sta cancellando un sogno che in me ha già altre volte sfidato le leggi della natura.
Anche tu devi ammettere che ti è capitato di aver amato una persona, così tanto e così intensamente che quasi ti sentivi mancare.
No, ti prego, non parliamo di desiderio fisico, per una volta usiamo il cuore, te ne prego.
Ci sarà stata una volta che tu abbia detto: "Con quella ragazza secondo me anche solo camminarci riuscirei a sentirmi in paradiso".
A me è successo per una ragazza che malgrado il suo splendore, la sua bellezza, malgrado il corpo che ha incatenato i miei desideri tanto da farli sanguinare nel tentativo di sradicarsi da lì e infrangersi su di lei, malgrado le sue forme e i suoi lineamenti, ha preso possesso del mio cuore per la semplicità, la dolcezza e la delicatezza che poche persone oggi come oggi sanno cosa siano.
Pensi che stia semplicemente riesumando spezzoni di libro cuore?
Sai bene che se sei un pò romantico non c'è nulla da vergognarsi, tutt'altro.
Io con lei ero e sono così, non cambio nulla di me, non lo potrei mai fare perchè so per esperienza che la persona che ti amerà dovrà farlo solo dopo aver visto chiaramente ciò che sei, limpidamente, senza veli e senza misteri.
Io le ho dato tutto ciò ed è nato l'amore.
Un amore così forte, così unico, splendente, travolgente, che si sta spegnendo, anche se emozionalmente non lo accetto, non lo posso accettare.
Può finire un amore per il troppo amore?
Ho 46 anni, non lo avrei mai pensato, anzi avrei detto che è una cosa così assurda che può essere semplicemente montata ad arte per trovare una dolce scusante per mandare a pezzi un cuore dolce e sensibile che in caso contrario, se venisse colpito in modo diretto, crollerebbe senza alcuna possibilità di riprendersi.
Ma non è così, è realmente un fuoco così forte che si sta spegnendo.
Vuoi sapere il perché?
Davvero?
Allora aspetta, perché siamo in due a farci questa domanda.
Non so dirti perché, so solo che sta accadendo a me e ne sento il dolore e la sofferenza.
Perché io amo questa ragazza in un modo così forte, che se di questo amore non resterà che un ricordo, forse non ne morirò, ma il colpo sarà così duro che riprendersi non sarà facile.
Mi sento come quel marinaio che per anni ha solcato oceani con il sole che lo conduceva verso mete meravigliose o con tempeste che lo portavano ad aver timore per l'esito del suo viaggio e che tutto ad un tratto si vede obbligato ad osservare quell'oceano da una finestra da lontano.
Sai, mi sento spento e avvilito, malinconico e privo di voglia di vivere, perché mi manca qualche cosa che in me è fondamentale, qualche cosa che riaccende quella fiammella che poi da inizio a tutto dentro di noi, mi manca lei, la sua voce, la sua dolcezza ed il suo amore.
La amo e la amo forse in un modo sbagliato, nel desiderio di sentirla sempre con me, di avere tutto il suo tempo, tutti i suoi sguardi, tutti i suoi pensieri, ogni piccolissimo istante della sua vita.
Sbaglio, Dio mio lo so, ma questa battaglia con me stesso la sto perdendo.
Forse lo persa, forse no.
C'è sempre speranza.
La sto perdendo ma ancora non è persa o forse si.
Lei mi ama, ed è meraviglioso essere amato da lei.
Dovete fidarvi di me.
Lei può regalare colore e gioia là dove non ce n'è, ve lo garantisco.
Io amo lei ma ci stiamo perdendo perché l'amore è strano, si vive in modo differente, perché c'è chi lo vive dentro di se nella consapevolezza che c'è e non chiede la continua conferma della sua forza e della sua potenza.
Ma c'è anche quell'amore che vive di piccoli gesti per dar legna ad un treno a vapore che corre all'impazzata.
L'amore è strano, molto strano e non può finire perché l'amore lo si vive in modi differenti.
Tu che dici, che bisognerebbe parlarsi e aiutarsi di più?
Ascoltare le necessità altrui e trovare nuoi punti di incontro?
E'questo che vuoi dirmi?
Certo, è una soluzione, la migliore ed è tutto così semplice che sembra quasi irrealizzabile.
Solitamente, si cerca di gettare sull'altra persona la colpa di problemi che si vivono e si soffrono ma qui, in questa storia, chi ha maggior colpe sono io, perché sono come mi leggete, sognatore e delicato come un bicchiere di cristallo.
Non sono l'uomo d'acciaio che alza la voce, prende una decisione fermamente la rispetta e ricomincia, nell'attesa che l'altra persona magari possa soffrire per lui così tanto da goderne quasi.
No, io non sono così.
Io sono molto, troppo semplice e in questa semplicità trovo del marcio, che porta a far star male questa ragazza che non lo merita perché vive una vita molto piena, con giornate che lei deve portare a termine anche con grossi sacrifici.
Lei non merita che una persona che la ami come l'amo io possa farla star male, piangere... no, non lo merita.
Ma allora, cosa posso fare?
Parlarle?
L'ho fatto, la pace tra noi torna sempre ed è dolce, così dolce che ci fa dimenticare tutto ma poi, passano poche ore e ricado nell'errore e non dirmi di chiudere, perché sarebbe come tirarmi una coltellata nella consapevolezza che è ciò che non desidero.
Forse l'unica soluzione è tenersi tra le braccia e non lasciarsi più.
Ma ciò ora come ora non è possibile e c'è chi mi dice di farla star male, tanto male da farle dimenticare di me e di regalarle con un ultimo gesto d'amore la felicità.
Anche questo però non è facile
Allora ho preso un foglio di carta, una penna e mi sono messo a scrivere e scrivendo è come se stessi parlando a lei, e le stessi dicendo che da quando l'ho conosciuta in me sono successe cose incredibili, paragonabili a una successione di maremoti, cicloni e temporali che hanno raso al suolo ciò che era in me portando poi un sole caldo e lucente, un piccolo soffio di vento che ha trasportato un seme abbandonato al suo destino, in un piccolo solco, colmo di acqua in cui è cresciuto ed ha generato una piantina che sta venendo su alla sua luce.... che però è destinata a seccare e morire senza di lei.
.... Si, sembra quasi che le stia dicendo che per me la sua felicità è la mia felicità, che i suoi sorrisi sono motivo per cui io voglia sorridere.
Come se io le stessi dicendo che non voglio perderla, che non voglio che questo sogno si tramuti in un incubo atroce e straziante.
Sembra dirle che la amo come nessun essere su questa terra possa concepire, come solo il cielo può capire, in un modo così estremamente vero, reale ed inimmaginabile che stento forse io stesso a crederlo.
La amo malgrado distanze fra noi, malgrado le piccole incomprensioni legate alla troppa irruenza di questo amore.
La amo, perché è lei e non potrei desiderare nessun'altra al suo posto e non è una frase fatta.
Perché lei è un piccolo miracolo che Dio mi ha voluto donare e che vuole che io provi a realizzare con le difficoltà che comunque ci sono.
La amo, perché lei ama me e fra noi esiste ormai un legame che non si può dissaldare, che non si deve e non si dovrà mai spezzare, perché sarebbe come cancellare da un quadro meraviglioso i suoi colori.
Io non voglio che mi giudichiate.
Non voglio che pensiate che sia l'ennesimo ragazzo che prova a far colpo con parole struggenti su una persona.
Voglio solo che capiate che non è difficile dire addio ad una persona o dirle ti amo, ma è estremamente doloroso aver paura di amare una persona che ti ama, in un modo che forse, anzi che è estremamente eccessivo.... e allora, ho imparato una cosa.
Per amare una persona e non perderla, è sufficiente prendere un foglio di carta, una penna, sedersi e scrivere, scrivere... scrivere finché il cuore non avrà tolto tutto l'amore che ha per lei in modo da tornare a nutrirne del nuovo e tornare a scrivere ancora una volta.
Dire, ti amo lo vivi, è un attimo, scriverlo provandolo sarà per sempre.
.... Ed allora ti amo e perdonami se l'amore che provo per te mi ha accecato.
Mentre a te che leggi e che sei arrivato fino a questo punto voglio semplicemente dire grazie, grazie per avermi aiutato.


......... Dreamer




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Racconto scritto il 02/10/2013 - 00:06
Da Semplicemente Dreamer
Letta n.739 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Complimenti per il modo di scrivere

PICCOLA STELLA SENZA CIELO 06/03/2017 - 00:01

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Mah, non so se leggere queste righe ti darà aiuto, certo è stato difficile capire. Voglio dire, ma qual'è il motivo di questa lunga introspezione che parla d'amore, di momenti meravigliosi, di felicità, di una ragazza di disumana bellezza, di dolcezze infinite e che si consuma con una sorta di autocommiserazione incomprensibile? Insomma, cos'è che non va in questo splendido rapporto? Dov'è l'arcano? Scusa autore, non ci sono arrivato. Peccato, perché il testo è scritto con ottima capacità descrittiva, c'è una buona costruzione, forse un po' esagerata l'insistenza nel riprendere questo stato d'animo da più angolazioni, ma, tutto sommato, la lettura è piacevole e rimanda il lettore alla riga successiva con la speranza che finalmente arrivi l'agognato motivo di tanta disperazione. Personalmente una donna così non potrebbe che ispirarmi amore e devozione, non certo lo sgomento per amarla, né, tanto meno, per essere amato.
Qualche refuso che richiede una rilettura più attenta prima della pubblicazione.
Un saluto.

sergio boldini 04/10/2013 - 14:14

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