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LA STATUA

Le istruzioni sono:

Immagina il monologo di una statua in una gelida sera d'inverno, alternando contenuti contrastanti: la vita e le imprese della persona rappresentata, le lamentele per la dura vita della statua, i ricordi di quando era ancora un masso, l'insofferenza per l'attuale esposizione, l'invettiva contro i vandali (mi hanno scritto sulla pancia "forza Milan"), ecc...


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La statua

I giorni si susseguono …..e le notti placano quel serpeggiare di emozioni, di rabbia, di dolore che questo luogo comporta…
Non posso definire vita la mia, sono una statua posta al centro di una fontana davanti ad un tribunale….o palazzo di giustizia come lo si voglia chiamare.
Quello che vedo e che so, lo sento dalla gente che davanti a me scorre e passa indisturbata a volte neanche accorgendosi della mia presenza.
Alta , mento fiero, guardo avanti a me anche se gli occhi sono socchiusi, tengo in mano un libro delle leggi ed una spada nell’altra con la lama rivolta verso il basso, solo impugnata…….
Le vesti avvolgono il mio corpo lasciando intravedere forme di donna , il manto buttato dietro le spalle svolazza come se il vento passasse dietro di esso.
I capelli, lunghi mossi, seguono armoniosi il movimento della figura ed il ginocchio proteso in avanti come per fare il primo passo………….
L’acqua trasparente quasi di colore verde….zampilla ai miei piedi , con piccoli getti di diverse altezze e forme .
Davanti a me la strada, ed una piazzetta alle spalle .
Da decenni…..vedo passare persone ,anime che vagano in ogni dove, a volte senza sapere dove vanno ..o quale sia il loro vero posto nel mondo. ….
ed io che ci faccio qui davanti?....una volta la mia figura, la potenza e la bellezza che sentivo addosso….solo la parola Giustizia….echeggiava nell’aria e rifletteva forza , e speranza imparzialità e equità….
Ora quelli che passano inveiscono contro di me e dicono frasi sgarbate con gretti significati e scrivono parole che la vernice fissa su parti della mie vesti …….prima di questo…..io giacevo al fianco di una montagna , un masso enorme che si beava della sua posizione, perché mai aveva pensato di diventare qualcosa di diverso dallo stato iniziale di roccia.
Poi ….mi ritrovo con un bellissimo viso e una forte personalità di dama della giustizia e me ne stò qui a rappresentare quello che gli umani chiamano la bilancia del fato.
Tutto intorno a me è movimento ma i giorni e le stagioni vengono vissuti solo lontano dal mio stato attuale di roccia….più bello.. più in vista ….ma mai quanto la potenza della natura come prima rappresentavo.



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Scrittura creativa scritta il 28/12/2011 - 22:56
Da Alice clarence
Letta n.2042 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


sono molto lusingata che tu abbia letto questo mio racconto CIAO

alice clarence 02/02/2012 - 23:20

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la mia proff. (io faccio la prima media)
ce lo ha dato per compito quindi l'ho fatto a schifo capitooooooooooo

divincenzo m. celeste 01/02/2012 - 17:16

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Grazie per il commento... ma meglio di cosa ?....non ti ho trovato che cosa hai scritto..?! a risentirci. Ciao

Alice Clarence 30/01/2012 - 22:05

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è certamente più bello del mio

divincenzo m. celeste 29/01/2012 - 16:18

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