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INCIPIT CON L'INGRESSO DEL PERSONAGGIO

Le istruzioni sono:

Nella storia entra questo personaggio:
"La porta si aprì. Lei entrò. L'abito nero del lutto conferiva alla sua figura un'ancor maggiore bellezza ....."
... prova a continuare inventando la storia, magari arricchendo la presentazione del personaggio.


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Legge di Sangue

La porta si aprì.Lei entrò.L'abito nero del lutto conferiva alla sua figura un'ancor maggiore bellezza.
La baciò,più volte,sulle rosse labbra,chi l'avesse vista in quel momento non avrebbe mai pensato che aveva appena partecipato al funerale del marito.
Si chiamava Lisa,era la giovane moglie di un ricco avvocato residente vicino Piazza del Popolo,che ovviamente aveva sposato solo per potersi permettere una vita lussuosa e ricca dello sfarzo che a lei piaceva tanto.
Dopo un po di tempo si era però stancata dell'eccessiva gelosia che il marito teneva verso di lei e che la costringeva a vivere una vita piatta e inconsistente.
Aveva così avuto l'idea di trovarsi un amante,l'uomo che stava baciando ora,si chiamava Fernando ed era un immigrato colombiano che lavorava part time ad un alimentari in pieno centro.Si erano conosciuti una sera in una delle numerose feste alle quali Lisa partecipava alle spalle del marito e dopo la notte che avevano passato insieme avevano deciso di esser fatti l'uno per l'altro.In realtà ad una faceva comoda la libertà che il partner gli lasciava ed era piacevolmente impressionata dal suo aspetto fisica,all'altro facevano comodo i contanti di cui la donna disponeva in ogni momento.Questa relazione clandestina andò avanti per un anno e mezzo fino a quando Massimo De Righis,questo il nome del marito della donna,aveva iniziato a sospettare qualcosa e a spazientirsi per le continue e sospette assenze della donna.Lisa prudentemente ridusse le visite notturne,ma non si arrese mai all'idea di non poter vedere più il suo amante.Questa situazione procedette fino a quando fu rinvenuto il corpo di Massimo mutilato sul pavimento del suo appartamento,che casualmente fu scoperto da sua moglie.
Fernando aprì una bottiglia di Gordon's Dry Gin e riempì due bicchieri.Lui e la donna bevvero fino a terminare il prezioso distillato,poi lei si spogliò e i due si coricarono sul letto,per passare insieme la prima notte postuma all'omicidio dell'uomo tanto odiato.
Il commissario Volpe era stato assegnato a questo caso;la scena che gli si presentò davanti non appena entrò nell'appartamento dei De Righis era agghiacciante,l'uomo era raggomitolato su se stesso davanti alla porta d'ingresso,quasi in posizione fetale,il corpo era ricoperto di ferite da taglio e nemmeno il volto era stato risparmiato da questa macabra mutilazione.La prima cosa che il commissario notò fu che l'avvocato stringeva in una mano il tesserino magnetico d'ingresso dell'appartamento e nell'altra una penna.Molto probabilmente,pensò Volpe,l'uomo stava per uscire quando si è trovato davanti l'aggressore che ha colpito senza pietà a sangue freddo,poteva anche essere stato un appostamento premeditato.Il referto medico gli diceva che l'omicidio poteva esser stato commesso dalle 10 e mezza alle 11 della mattinata e che le ferite da taglio più diffuse erano in genere solo superficiali ed operate da una mano leggera,plausibilmente una femminile,ma ce n'era una precisa che affondando nel torace aveva reciso di netto l'aorta,decretando così la dolorosa fine dell'uomo.La prima cosa che pensò bene di fare il commissario fu di interrogare il portiere della palazzina per vedere se sapeva qualcosa dell'accaduto.Si chiamava Tommaso,era un uomo di mezza età,stempiato,ed indossava un elegante divisa nera rifinita da dei guanti bianchi e da un elegante orologio d'argento che aveva sul braccio sinistro.L'uomo iniziò dicendo che quella mattina,come di consueto,l'altra famiglia,i Dori,non erano presenti nell'appartamento poiché il marito lavorava come contabile di una famosa banca di Roma e la moglie doveva accompagnare la figlia a scuola e poi prestare servizio come una collaboratrice scolastica in un liceo di periferia.L'unica persona passata attenendosi alla versione di Tommaso era Lisa,una donna che lui descrisse con tratti irrequieti e volubili.Il commissario volle sincerarsi dell'alibi del portiere che impeccabilmente consegnò le registrazioni della videocamera d'ingresso al poliziotto.Non è colpevole,pensò subito Volpe,e chiese informazioni all'uomo anche sull'altra famiglia del palazzo,i Dori:Tommaso disse che erano una famiglia di duri lavoratori,generosi e ben apprezzati da tutti,tranne che dai De Righis,in particolare dal signor avvocato che in ogni evento al quale doveva partecipare con i vicini,dava sfoggio della sua immensa ricchezza per umiliarli.Era arrivato persino ad invitare i Dori a serate di gala che i poveretti non potevano permettersi,il tutto per dimostrare la propria superiorità economica e sociale.Credendo di essere sulla giusta pista il commissario andò ad interrogare Lisa.La donna era scoppiata in un pianto dirotto che Volpe reputò troppo studiato per essere vero,aspettò che si calmasse e poi con fare professionale si presentò e chiese alla donna se aveva un alibi per la mattinata,lei disse che era andata a fare compere nei negozi lì vicino e che probabilmente era stata ripresa dalle telecamere d'ingresso.Il commissario annuendo chiese quindi se c'era qualcuno che conoscesse che poteva provare rancori verso il marito.La donna confessò che in realtà c'erano delle persone alle quali il signor avvocato non andava a genio:I primi erano i Dori,una famiglia di poveracci che,stando a Lisa,li aveva sempre invidiati e che probabilmente aveva sempre voluto vendicarsi per la loro differenza di status sociali,il secondo era Tommaso,il marito l'aveva sempre detestato per la sua costante mancanza di rispetto e mirava a farlo licenziare,l'ultima si chiamava Anna ed era l'ex-moglie di De Righis,donna odiosa e detestabile che aveva scelto il divorzio per la condizione in cui la teneva il marito.Volpi salutò e si recò in banca,per sentire la testimonianza di Paolo Dori.L'uomo era di statura media,capelli brizzolati,occhiali rettangolari e indossava un completo standard da impiegato.Non era a conoscenza del fatto e non appena ricevette la notizia non poté trattenere un moto di sorpresa mista a sconforto.Interrogato però,non batté ciglio e rilasciò un alibi così preciso da sembrare inattaccabile:l'uomo era stato tutto il tempo in banca a svolgere il suo lavoro ripreso dalle telecamere.Volpi uscì dall'edificio un po deluso e si diresse verso la scuola dove lavorava Pia Dori.La donna era responsabile del laboratorio d'informatica e si era laureata in ingegneria elettronica:era di bassa statura,abbastanza corpulenta,capelli ricci corvini,orecchini pacchiani e un vestito a fiori che sembrava davvero orribile addosso a lei.Anche lei aveva un alibi perfetto,i colleghi giuravano di non averla vista uscire dall'edificio scolastico.Volpi allora,un po amareggiato,andò in centrale e,tramite un'accurata indagine trovò chi era Anna,la ex di De Righis.La donna lavorava come parrucchiera sul Gianicolo in una famosa attività della zona.Il commissario vi si diresse in tutta fretta ma quando arrivò,Anna stava finendo l'acconciatura di un anziana signora e quindi dovette aspettare prima di poterci parlare.La donna era alta con lunghi capelli neri mossi ben acconciati ed indossava jeans e un abito molto casual.Appena richiese di parlare con lei,Anna usci' fuori,si accese una sigaretta ed iniziò a parlare di come l'ex marito la picchiasse dopo lunghe litigate per la gestione delle finanze familiari,aveva preferito fuggire da quell'inferno di casa,se così poteva essere definita.Non aveva fatto una piega alla notizia dell'omicidio e anzi,stava abbozzando un leggero sorriso sulla sua faccia,comunque sia fornì anche lei delle registrazioni fornite dal gestore del negozio che cancellavano la possibilità che lei avesse commesso l'assassinio.Volpi si trovava ad un momento morto dell'indagine ma decise quindi di esaminare l'unico alibi che poteva essere intaccato,quello di Lisa.Controllando i negozi scoprì quindi che aveva visitato un negozio di borse alle nove per una mezz'oretta,nulla che non le avesse potuto impedire di uccidere il marito.Si convinse quindi che quella era la pista giusta ed andò subito ad interrogare il portiere per verificare un piccolo dettaglio,l'uomo infatti disse che non lo aveva notato in precedenza ma che era passato molto tempo tra quando la donna era salita al secondo piano e quando lei aveva cacciato l'urlo che aveva gelato il sangue a tutti.
Sempre più sicuro di sé il commissario indagò nella vita privata della donna e scoprì dell'amante,Fernando e quindi si diresse da lei per aver ulteriore conferma a ciò che pensava.La donna rimase in difficoltà dalle domande penetranti e martellanti di Volpi ma non confessò.Il commissario era un uomo pacifico e non voleva accusare nessuno senza avere le prove,si concentrò quindi su una cosa che aveva ignorato per troppo a lungo:l'arma del delitto.Pensò che dopo un delitto così feroce l'assassino avesse voluto sbarazzarsi il prima possibile dell'arma del delitto e quindi cercò nei secchioni dell'immondizia sotto casa De Righis.Trovò due coltelli e un taglierino,su un coltello molto tagliente e sottile furono rinvenute le impronte di Lisa ed inoltre la forma dell'arma combaciava alla perfezione con il tipo di ferite inferte alla vittima.Tutto torna,cercava di convincere se stesso,ma c'era ancora qualcosa che gli sfuggiva,se l'uomo stava veramente uscendo,perché la ferita inferta all'aorta non era frontale ma fatta dalla schiena?E inoltre,perché quell'insolita posizione raggomitolata?La penna a cosa poteva servire?Riflettendo su questo ed altro Volpi tornò a casa e vide che il figlio che stava giocando ad un videogame di balistica,aveva fatto un colpo veramente magnifico,ma solo dopo averlo osservato bene il commissario notò che era tutto un replay.Già,un replay.Un illuminazione balenò alla testa del commissario che uscì di corsa di casa senza preoccuparsi di cenare.Riunì tutti i sospettati al piano terra di casa De Righis,c'erano tutti:Lisa,i Dori,Tommaso e Anna.Davanti la porta c'erano due agenti di polizia per evitare possibili fughe.Volpi iniziò col dire che aveva trovato il colpevole del delitto e che avendo esaminato tutti gli alibi l'unico che era intaccabile era quello della vedova dell'avvocato.La donna non fece una grinza ma quando il commissario tirò fuori dal borsello il coltello con il quale era stato effettuato l'omicidio scoppiò in un pianto a dirotto.Il commissario restò attonito a guardare la scena,qualcosa di quello che aveva pensato non era forse giusto?Lisa iniziò a raccontare,o per meglio dire confessare,quella mattina era uscita e aveva visto un paio di borse molto carine in un negozio nei dintorni,ma non poteva permettersele,no non poteva,il marito gli aveva tagliato i fondi dopo esser venuto a conoscenza dell'ennesimo festino al quale aveva partecipato,quindi come di consueto era tornata verso le 10 e venti e salendo le scale aveva trovato la porta aperta e l'avvocato accasciato sul pavimento,in posizione fetale,la stessa nella quale era stato rinvenuto insomma,che aveva un taglietto sulla schiena e si teneva il petto con la mano,lei aveva accumulato troppo odio verso quell'uomo,probabilmente aveva avuto problemi al cuore,lui soffriva di cuore,c'era un coltello posato sul mobiletto a sinistra del tavolino d'ingresso,a quel punto nella donna si era insinuata la folle idea che se il marito fosse morto sarebbe potuta essere stata libera di fare quello che voleva con Fernando,quindi colse l'attimo,afferrò il coltello e lacerò più e più volte il marito che chiedeva con voce quasi spenta aiuto.Finito di raccontare si ricompose e disse di non essere pentita di ciò che aveva fatto,si era sporcata le mani è vero,avrebbe dovuto pagare,è vero,ma avrebbe infine ottenuto la tanto desiderata libertà.Un sorriso sordo si insinuò in qualcuno dei presenti.Una confessione,era quello che il commissario non si aspettava,non era lei la persona che doveva confessare,ripensandoci sopra però concluse che la sua tesi era ancora più avvalorata da tale testimonianza.Paolo dori fu il primo a parlare dopo la sconvolgente testimonianza chiedendo di essere liberati adesso che si era stabilito chi era il colpevole.Volpi dovette lavorare con forza per spezzare questi pensieri dalla mente dei presenti e per farlo disse con voce imperiosa di non aver ancora finito.Una donna si sentì fortemente minacciata da questa affermazione.Il commissario disse che si era chiesto il perché della postura di schiena del signor avvocato,e aveva concluso che molto probabilmente non stava uscendo,ma stava rientrando in casa a prendere qualcosa,più precisamente una penna nuova,dato che quella che aveva in mano non scriveva.Ed in quel momento,un colpo preciso ed energico di coltello l'avevano trafitto all'aorta,in questo modo l'uomo sarebbe morto dissanguato in una lunga agonia e non sul momento.La persona che aveva portato quel colpo era Tommaso.A questo punto Volpi tirò fuori sempre dal borsello un panno insanguinato,un paio di guanti anch'essi insanguinati ed una missiva non firmata.L'avvocato aveva sceso le scale e il portiere gli aveva fatto firmare la missiva fornendogli anche la penna da usare,che era scarica,l'uomo aveva quindi chiesto a De Righis se ne avesse avuta una da poter usare e si erano cosi' diretti entrambi all'appartamento,ma appena varcata la soglia era stato vibrato il colpo mortale all'aorta.L'uomo ferito per sopportare meglio il dolore aveva assunto la posizione fetale.Tommaso poi,con fare indifferente,aveva ripulito con il panno il sangue sul terreno e sull'uomo così da far sembrare la ferita a prima vista insignificante ed aveva posto l'arma del delitto in un punto ben visibile,conoscendo la storia clandestina della moglie dell'avvocato così da sfruttarla a suo favore.Così si spiegavano tutti gli elementi del delitto,e grazie a guanti e panno c'erano prove inconfutabili,inoltre facendo alcune ricerche,Volpi aveva scoperto che per due anni Tommaso aveva frequentato la facoltà universitaria di medicina.L'uomo non si scompose e con fare freddo e distaccato tirò in ballo le registrazioni che aveva dato come prova scagionante.Il commissario sorrise,doveva ringraziare suo figlio dell'idea che gli aveva dato,spiegò infatti che il portiere aveva avuto un complice nella vicenda,o meglio,una complice,Pia Doria.Lei aveva infatti,lavorando comodamente dal laboratorio di informatica della scuola in cui era di servizio modificato una vecchia registrazione della telecamera del condominio che riprendeva Tommaso in modo da farla risalire al giorno del decesso,e poi l'aveva inviata al portatile all'ingresso della palazzina in modo da farlo sostituire prontamente.La donna cadde in ginocchio boccheggiando e piangendo a dirotto,Anna accese una sigaretta,nonostante fossero all'interno di un edificio,Paolo e Lisa erano rimasti sconvolti dalla rivelazione,Tommaso invece diede in una lunga,folle e ininterrotta risata.Estrasse da una tasca della divisa una pistola e la puntò su Volpi,minacciando di colpirlo qualora qualcuno si fosse mosso.Le facce dei presenti si gelarono all'improvviso.I poliziotti non mossero un muscolo.Il commissario iniziò a camminargli incontro,il portiere rimase tra l'interdetto e lo stupito e non sapendo che fare,premette il grilletto.Un lungo silenzio calò all'improvviso.Scarica.Volpi aveva proprio un cognome azzeccato,aveva rinvenuto l'arma nella perquisizione per le prove del delitto e aveva pensato bene di scaricarla,in previsione futura.Lisa andò in carcere per tre anni e mezzo,e quando uscì emigrò insieme a Fernando in Colombia,per iniziare una nuova vita.Paola dopo 5 mesi di carcere tornò alla sua vita normale con il marito,non riuscì però mai a riprendersi del tutto dai sensi di colpa.Anna riuscì a diventare proprietaria del locale in cui lavorava e ricavò un enorme profitto dalla sua nuova attività.Quanto a Tommaso,gli furono assegnati dodici anni di carcere ma un giorno,fu trovato il suo corpo esangue vicino lo spigolo del muro della cella.In quanto al nostro commissario dopo questo caso si prese una bella pausa dal lavoro ed andò a pescare al lago con il figlio,doveva rilassarsi dopo tutto quel caso infernale che aveva avuto tra le mani.



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Scrittura creativa scritta il 06/03/2012 - 22:42
Da Davide Raffioni
Letta n.589 volte.
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