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INCIPIT

Le istruzioni sono:

Partendo da questo incipit scrivi una storia: “Interno di una catapecchia, incasinata ma dignitosa. Un uomo è sdraiato sul letto. Non sta dormendo. È lì, tranquillo. Bussano alla porta……”


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L\\\'inganno...

“Interno di una catapecchia, incasinata ma dignitosa. Un uomo è sdraiato sul letto. Non sta dormendo. È lì, tranquillo. Bussano alla porta…… “chi è? “Chiede Angelo, dal letto dove stava meditando sul da farsi per il domani…” Agenti di Polizia! Apra la porta!”
-Li per lì non capisce, si alza piano dal letto, un po’ anchilosato, apre la porta, i due agenti della polizia locale, fanno scattare subito le manette sui polsi di Angelo, che attonito segue la scena come se non stesse accadendo a lui. I due Agenti lo guardano e iniziano a leggere i suoi diritti: “Signor Angelo Torres è accusato di molestie et…”
-Angelo che non aveva mai fatto male a una mosca, inorridisce e tenta di parlare, ma dalla bocca non esce nessun suono, spaventato a morte cerca di aggrapparsi spasmodicamente a qualcosa, le sue mani non possono afferrare niente. Terribile sentenza per un uomo buono e mite, che da bravo agricoltore curava le sue terre, coltivando grano e un piccolo orto dove faceva crescere ortaggi di ogni tipo…visto che il clima mite del centro Sud della Sardegna le permetteva di raccogliere pomodori e zucchine quasi tutto l’anno…
-Angelo un uomo sulla cinquantina di poche pretese, era grato alla terra che tanto amava, non aveva altri diversivi, se non quello di giocare a carte giù al bar con gli amici suoi compaesani. Non si era mai sposato per paura e timidezza, aveva amato solo una donna nella sua vita, a lei era fedele, ma mai glielo aveva confessato…non osava…cosi, ora in manette l’unico suo pensiero era per lei, la vergogna da sopportare nel suo sguardo, se mai l’avesse di nuovo incontrata! Ma tutto ciò è oggi…
-Angelo era nato in una famiglia benestante, per quel periodo, in un paese a ridosso sul mare che si chiamava San Salvatore, i suoi genitori bravi proprietari non si erano tanto arricchiti, onesti lavoratori, davano ciò che potevano a chi non aveva niente e vivevano di solo pane, nel periodo subito dopo la guerra. Sposati ormai da tanti anni, non era arrivato nessun figlio, di questo Maddalena si rammaricava e spesso piangeva addolorata, per non dare un futuro al suo amato marito. In questi paesini allora, chi non aveva figli era come diseredato nell'anima!
Maddalena quasi a quarantacinque anni, mancava poco per il compleanno. Un giorno si sente strana, accusa un malessere diffuso, che non comprende, chiama il marito dicendo… “Alfonso non mi sento bene per niente, già da parecchi giorni!” Il marito la guarda e si intimorisce, pensa subito di doverla perdere, viene assalito dal terrore, tanto amava sua moglie. Cosi Alfonso si appresta subito a chiamare il medico del paese, correndo per la stradina impolverata, arriva col fiatone e bussa forte, il medico apre la porta e Alfonso tutto agitato dice “Presto venga dottore, mia moglie non sta bene! “E corre via.
-Il medico arriva veloce in bicicletta, vestito con un pesante capotto, perché sotto aveva il pigiama, era già tardi, nel paese si dormiva presto, al calar del sole. Il medico un uomo non tanto delicato, visita la Signora Maddalena con lena, controllando il ventre e il pallore del viso…siccome tanto medico non era, ma comunque sapeva il fato suo, tanta esperienza aveva sul campo, dice a Maddalena che lo guarda ansiosa “Da quanto?” Lei risponde…” a quanto cosa su dottori?” (In sardo)” …Maddalena quanto manca? “Incalza il medico. Lei non capiva, cosi per un po’ il discorso si perde…poi stanco il Medico, non vede l’ora di andare a dormire le dice “Maddalena aspetti un erede!” Lei impallidita cerca lo sguardo del marito e con fare interrogativo silenziosamente dice “Su dottori e macù” (Matto!) Il marito Alfonso inizia a ridere, non riesce a fermarsi, cosi il medico adirato urla “Tutte e due fuori di testa, beh! Se vi fa questo effetto sono felice di augurarvi che sia un maschio! “ In quel solo istante i due si rendono conto della notizia, iniziano a piangere di gioia, con un gesto d’affetto abbracciano il medico…che sta già salendo nella sua sgangherata bicicletta per tornare a casa e dormire…
-Cosi dopo circa quarantadue settimane nasce Angelo, bello come il sole, viso dolce e delicato, due occhi scuri profondi e sinceri, almeno Maddalena subito lo vede cosi e dice “Un miracolo!”
-Il bambino cresce sano e vive all'aria aperta ha contatto con la terra, conosce tutti i colori e i profumi dei fiori e delle varie erbette che nascono spontanee nella zona, studia poco, ma impara a leggere presto, cosi si apre un mondo incantato.Timido e sensibile non riesce a stare con i suoi coetanei, solo il tempo di qualche gioco in campagna e poi di corsa a leggere, sempre quei libri che stavano in casa chissà da quando e mai nessuno aveva letto…”Alessandro Manzoni” con i Promessi Sposi lo incantano, legge e rilegge per almeno cinquanta volta. Attratto dalla figura dell’innominato e del mistero attorno a questo personaggio…Lucia Mondella lo cattura e si innamora di lei…segretamente senza confessarlo neppure a se stesso, tanto era timido e non riusciva a dirsi le cose…
-I genitori presto lasciano la terra, si congedano da Angelo ormai ventenne, che nulla sapeva del mondo e delle donne…triste e sconsolato cerca riparo dal dolore nella sua amata terra, lavora finalmente con passione, sola e unica fonte di sostentamento per la sua esistenza. Ogni tanto riceve qualche visita, per il resto vive solo con i suoi amati libri, che nel frattempo sono raddoppiati nella sua casa…Alcuni portati dai suoi parenti che vivono a Oristano, altri presi in prestito dalla piccola biblioteca comunale…
-Cosi passa il tempo e Angelo mai si sposa, vive solo, esce poco, solo per qualche partita a carte…innamorato e devoto solo a Chiara, una dolcissima fanciulla del paese, bella, con due perfette trecce, nascoste sotto un copricapo ricamato dalle mani di sua madre.
-Chiara in cuor suo non lo vede e non percepisce, neanche minimamente che Antonio il buono sia innamorato di lei, lo ritiene rude e contadino, mai si sposerebbe con lui! Angelo da altro canto non sa niente di tutto questo, le basta sognarla, guardarla senza essere visto. La guarda, quasi la spia quando lei con la brocca in testa, si reca per prendere l’acqua alla fonte giù nella piazza al centro del paese, unica risorsa per tutti quanti o quasi nel Villaggio di San Salvatore…
-Così il tempo passa e Angelo raccoglie i prodotti dalla terra, giorno dopo giorno lavorando duramente, i libri riesce a leggerli solo la sera a lume di candela, la corrente elettrica non aveva mai voluta averla, per paura di non riuscire a pagare le bollette, poi non era capace di far di conto…
-Immaginava solo la sua vita, di sogni viveva. Finché un giorno al paese arrivo una turista Argentina, giovane e carina per passare l’estate al mare, splendido lì vicino…Spiaggia del riso, (si chiama così perché la sabbia è particolare, come veri chicchi di riso). Incantata da tanta bellezza, un giorno, si reca da Antonio per chiedere se vendeva pomodori del suo orto. Angelo emozionato si incanta su quel viso e dimentica Lucia i Promessi Sposi di Manzoni…e persino Chiara.
-Gentilissimo e un po’ paonazzo dall'imbarazzo regala i pomodori le zucchine e tutti gli ortaggi che aveva. Lei super felice va spesso a trovarlo, lui contento la riceve sempre cordialmente. Al paese cominciano le malelingue a proferire pettegolezzi, ben presto si trova completamente isolato da tutti i suoi compaesani, ma non le importa niente. Vive per quella donna che spudoratamente avanza al suo cospetto senza che lui sia consapevole dell’inganno…ingenuo fino alla fine.
-Ecco, che cosi in manette Angelo si ritrova... i due agenti lo portano in caserma per interrogarlo…Angelo nonostante il caldo della giornata e della caserma esposta al sole del pomeriggio, sente freddo, pensa ai suoi genitori che non ci sono più da tanto, ormai e inizia a piangere silenziosamente senza capire che cosa è davvero capitato…
-I due agenti lo invitano a sedersi e cosi inizia l’interrogatorio. Verrà accusato di molestie sessuali alla ragazza argentina…almeno cosi gli dicono, lei ha sporto denuncia, non si capisce perché…quella ragazza così bella e solare se la sia presa con lui, buono e gentile…
-Angelo inizia a sudare copiosamente nonostante il gelo che sente nelle vene, si rende conto che l’accusa è grave e non sa bene come difendersi, cosi inizia a pregare, sottovoce, si sente perso, come quando da bambino era stato accusato di aver infranto una regola, alla scuola elementare, si era alzato prima che suonasse la campanella, era stato punito atrocemente dalla maestra Clotilde...davanti ai suoi compagni doveva stare in ginocchio su due ceci, dolevano tanto, sia per l’umiliazione sia per il dolore sottile che arrecavano alle sue giovani ginocchia. Ora davanti ai due agenti provava la stessa umiliazione.
-La ragazza argentina, di nome Isabel aveva sporto denuncia accusandolo di molestie e abusi, si era fatta visitare da un medico il quale aveva confermato la violenza fisica. Il verdetto pesava sul povero uomo come un macigno. Ma a volte i miracoli accadono, cosi non si sa come. il vero colpevole, con scrupolo di coscienza, va a confessare il reato. Profondi sensi di colpa lo inducono, vedendo il caro e buono Angelo nei pasticci. Sapeva che non si sarebbe mai ripreso, tanto era buono e ingenuo…
-Il fattaccio era stato fatto da un suo amico dell’infanzia, brutto come la notte, che non nessuno voleva, un certo Gaetano Stridori…I due agenti ascoltano tutta la storia e ammanettano il colpevole, almeno pensano di farlo, si trovano in una situazione difficile. Le manette sono ancora attorno alle mani di Angelo, non sanno bene se toglierle o no!
-Così si ingarbugliano maldestramente con le chiavi, facendo la figura degli stupidi…la scena spezza le catene e cosi Angelo inizia a ridere della situazione tragico-comica, non riesce a smettere, forse per il sollievo e la tensione accumulata in quelle ore...più lo invitano a smetterla, più ride fino alle lacrime…
-I due agenti si vedono costretti a telefonare in centrale, chiedendo rinforzi.
Verrà arrestato per oltraggio alla giustizia!
Rilasciato comunque dopo alcuni giorni...diventa un eroe per il paese di San Salvatore. Finalmente oltrepassata e vince la timidezza, chiede in sposa Chiara, che con gran sorpresa dirà il suo fatidico sì!


Il racconto è frutto della fantasia dell’autrice, ogni riferimento a nomi, luoghi, fatti e persone è assolutamente casuale.




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Scrittura creativa scritta il 14/03/2016 - 23:23
Da margherita pisano
Letta n.369 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Scusa refuso "graditi"

margherita pisano 15/03/2016 - 20:05

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Carissimo Rocco grazie con tutto il mio cuore...sono sempre onorata dai tuoi gratiti complimenti. Un abbraccio Lieta serata

margherita pisano 15/03/2016 - 20:01

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Ciao Gianny grazie di cuore, che bello il tuo commento, super felice per i complimenti da te ricevuti...grazie ancora...un caro saluto. Ciao

margherita pisano 15/03/2016 - 19:57

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Grazie di cuore Poeta...ti abbraccio e sono grata per il consenso...Buona Serata

margherita pisano 15/03/2016 - 19:53

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Grazie Salvo per averlo letto e commentato...nella fantasia può darsi...qualche volta anche nella realtà...Dovrei raccontarti di quella volta che sono entrati i ladri a casa mia...dopo l'intervento e il verbale...ahimè! Buona serata!

margherita pisano 15/03/2016 - 19:51

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Ciao Millina perché scusa? Gradisco la segnalazione dei refusi, tra l'altro c'è ne sono altri che ho visto ora rileggendo...appena posso correggo...Mentre per Antonio-Angelo, ti spiego, inizialmente si chiamava Antonio, dopo averlo scritto ieri ho deciso di cambiarle nome (Angelo) prima di pubblicarlo, qualcuno è sfuggito! (avevo 38° di febbre ieri) Grazie di cuore per averlo letto, lieta che ti sia piaciuto...Buona serata

margherita pisano 15/03/2016 - 19:41

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MIRABILE QUANTO OCULATO RACCONTO...
SEMPRE BRILLANTE NELL'ARTE LETTERARIA MARGHERITA
LA MIA LODE E IL MIO LIETO MERIGGIO.
*****

Rocco Michele LETTINI 15/03/2016 - 15:48

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Bellissimo e coinvolgente il tuo racconto. Riesce ad emozionare e far riflettere, con grande espressività e armonia di scrittura. Complimenti per il meritatissimo riconoscimento. Sei molto brava. Ciao Margherita

Gianny Mirra 15/03/2016 - 14:43

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MARGHERITA SEI MOLTO BRAVA IN FONDO è FINITA BENE ***** MOLTO BELLA

POETA DELL'AMIATA LUPO DELL'AM 15/03/2016 - 12:54

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La storia della femmina argentina ha finalmente portato la Grazia al povero Angelo.Ma questi poliziotti che arrivano in Sardegna vengono tutti dal Cottolengo?
Ottimo racconto.

salvo bonafè 15/03/2016 - 12:45

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Bel racconto Margherita, è servita la situazione terribile per dare coraggio al povero Angelo!..ed era ora!!
Ti chiedo scusa se mi permetto di segnalarti qualche refuso: la terra del centro sud Sardegna gli dava (le); sapeva il fatto suo (fato); a contatto con la natura (ha) e in un paio di occasioni hai chiamato il nostro amico Angelo con il nome di Antonio.
Al di là di questo, 5*
Buona giornata!

Millina Spina 15/03/2016 - 12:21

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