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INCIPIT

Le istruzioni sono:

Da questo incipit scrivi un racconto breve: "Per me fu un giorno memorabile, perchè mi cambiò molto."



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Nel profumo del caffè.

Per me fu un giorno memorabile, perché mi cambiò molto, quando ti svegli non sai ancora che quello sarà il giorno, che sta per accadere, proprio a te che non hai mai spinto oltre il dovuto nessuna aspettativa. Doccia, caffè, giornale, tutto disegnato come te lo aspettavi, come ti sei abituato a riconoscere, eppure dovrai essere forte, si dovrai. Nessuno pensa mai che la propria vita possa essere semplicemente normale, tutti immaginiamo grandi colpi di scena, passoni, sfide ma pochi sono poi pronti a gestirli una volta che ci si presentano, alcuni di noi risultano inadatti a riguardo, arrendevoli e auto commiserevoli altri invece iniziano tutto quello che possono iniziare, si preparano, si alzano, provano. Questi ultimi, quelli che non si lasciano passare il tempo addosso, sanno che la vita ti fa crescere quando le pare, e che non importa se fino ieri eri un bambino, oggi devi crescere e devi farlo alla svelta, si alla svelta è meglio, perché tu hai aspettato ma la vita non vuole e non può. E' cosi che mentre sentivo il telefono squillare quando non avrebbe dovuto capii, non ricordo bene cosa pensai ne tanto meno quali furono le parole del dottore, ricordo bene però la morbidezza della moquette rossa sotto i piedi nudi e l'odore del caffe che bruciava nella macchinetta. Io sono uno di quelli che ama il caffè, il suo odore, il colore scuro e deciso come gli occhi di chi ha già deciso dove vuole arrivare ma in quel momento anche solo l'idea di berlo mi faceva salire il vomito. Mi hanno detto che si capisce subito quale tipologia di persona sei, appena arriva la bomba, nei successivi cinque secondi, capirai se stai correndo alle armi o se ti lascerai prendere, senza combattere, vinto in una dolce resa. Ha tremato tutto, le ossa, la pelle e anche l'anima, la voce era la bomba il telefono l'aereo io le case, la gente, gli alberi, ogni cosa. In quell' inferno capii cosa ero, io, io volevo vedere l'aurora boreale. Non mi avrebbe avuto non prima di averla vista; soldato combatti. Mia madre da bambino mi diceva di ascoltare il rumore del cambiamento, il brusio del pericolo, mi pregava di tenermi sempre pronto, pronto per cosa non lo sapeva, diceva per tutto, per ogni eventualità e possibilità che la vita mi avrebbe potuto offrire, mi giurava che sarebbe arrivato un momento in cui aspettare sarebbe stata l'unica cosa che non avrei potuto fare, in cui avrei dovuto correre e usare tutto quello che avevo imparato in una vita passata a prepararmi all’ essere pronto... Quel momento è adesso.


Sono passati mesi forse anni da quello che è stato il mio giorno, alla fine non ho più inseguito il mio sogno fino in fondo, succede spesso, ma va bene, può bastare per me. Non è più questione di arrendersi ma di apprezzare tutto quello che si ha avuto, di accettare il fatto che alla fine ci ritroviamo soli a tirare somme così grandi che richiedono tempo, più tempo di quello che effettivamente c'è. Sparisce tutto, nel mondo intendo, sparisce la pianta sotto la quale giocavo con mio padre da bambino, sparisce l'ultima sigaretta spenta sui gradini di casa, sparisco anche io, ma va bene, non c'è da lamentarsi perché l'aurora boreale non sparisce e ci saranno ancora mille e mille volti che la vedranno, stretti nel freddo la vedranno.. e sarà bellissimo, lo so.


Vorrei dire altro, dire ancora un po’, ma sto sparendo e non vogliatemene ora che umilmente e senza alcun rimpianto vi confesso che per la prima volta nella mia vita non posso aspettare.




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Scrittura creativa scritta il 25/10/2012 - 15:35
Da Simone Coriandoli
Letta n.645 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


mi piace davvero! Bravo.

Maria Gabriella Chesi 30/10/2012 - 09:19

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