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Da questo incipit scrivi un racconto breve:
"La vidi correre verso di me. Protetta dall'ombra del palazzo accanto. L'avevo immaginata sotto la pioggia, per tutto il giorno. E sorrisi a quel pensiero, come fosse un'idea indecente che non potevo permettermi."


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La vidi correre verso di me

La vidi correre verso di me. Protetta dall'ombra del palazzo accanto. L'avevo immaginata sotto la pioggia, per tutto il giorno. E sorrisi a quel pensiero, come fosse un'idea indecente che non potevo permettermi. Dicono che sanguinare non faccia male, che è piacevole, come dissolversi nell’aria o respirare profondamente. Vale lo stesso con il dolore dell’anima, in qualche modo ti anestetizza e ti rende incapace di capire ciò che ti sta succedendo, finché non è troppo tardi. Le ho fatto male, tanto. Tuttavia, oggi mi sono reso conto che in qualche modo devo abbandonare questo peso che mi porto dentro ed è ciò che farò. Per questo motivo, ho deciso che devo affrontarti, stare faccia a faccia con te e con tutto ciò che tu significhi; che tu sia nella mia mente oppure no, devo assolutamente capire. Cosa ci sta succedendo? Io ti amavo e mi fidavo di te, sai? In realtà non volevo niente di straordinario e, se lo avessi saputo, non ti avrei ferita. Non dimenticherò mai quel dolore insopportabile, che ti ho procurato, né tutto quello che mi hai insegnato. In fondo, posso ringraziarti per qualcosa. Ho imparato che non possiamo dare a qualcuno qualcosa che non vuole. Mi sono concesso il lusso di fartelo capire molto chiaramente e senza mezze misure e farti sapere che è molto importante, quando qualcosa nella tua vita va male e ti sta consumando. Ebbene sì, mi sono reso conto che sono stato dannoso per te, tanto da impedirti di avere una storia serena. Forse mentre dico queste parole scorrono sul mio viso lacrime di sangue e di puro dolore, ma sto riprendendo il comando su me stesso e sto girando il timone, perché è arrivato il tempo di andare avanti e superare quello che ti ho fatto. Un giorno mi dicesti, che il vero odio è il disinteresse e la pena perfetta è la dimenticanza! La verità è che oggi mi sono chiesto se potevo fare qualcosa di importante, e allora ho deciso di vederti; mi sono fermato a pensare che non voglio niente di negativo nella mia vita e mi sono reso conto che tu facevi parte delle cose positive, come il tuo modo di farmi sentire vivo, autentico, vero. Non voglio perderti e anche se non ti merito, ci sono stati momenti in cui ti ho resa felice e non sarebbe gioiosa la mia esistenza senza te, aggiungerebbe solo miseria alla mia vita senza senso. Dietro queste parole, che mi costa fatica ammettere c’è un’enorme tristezza, un infinito senso di colpa e una lieve illusione. Sento che sto camminando sui carboni ardenti, mentre la mia riappacificazione è appesa a un filo; con addosso il peso di quello che ho fatto alla tua anima. Ho bisogno di poco per stare bene e per questo devo liberarmi di questo fardello doloroso. Ricordo che mi dicevi, le esperienze dolorose lasciano dentro di noi un seme che crescerà e ci farà sentire liberi. Sono giunto alla conclusione che riflettere su di te è il più grande atto di amore che posso fare verso me stesso. Oggi posso finalmente comprendere, di quanto sei importante e ciò che rappresenti per me, perché ora più che mai ti amo; so che non voglio trasformare la mia colpa nella tomba della mia anima. So che posso affrontare tutto ciò che ho dentro e non bisogna aver paura di chiedere perdono, occorre solo imparare a farlo. Eccola qui davanti a me! I nostri sguardi si incrociano! Il silenzio è più eloquente di qualsiasi cosa ci saremmo detti! Un forte abbraccio, seguito da un languido e appassionato bacio! Ci prendemmo per mano e ci allontanammo lentamente, lasciandoci il passato alle spalle.



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Scrittura creativa scritta il 09/10/2016 - 16:04
Da Savino Spina
Letta n.914 volte.
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Commenti


Il senso di colpa quando è eccessivo costituisce un elemento di blocco molto doloroso; è quel qualcosa dentro, che ci impedisce di goderne e ci fa comportare in modo trattenuto, parziale, non spontaneo. “Se esprimo ciò che penso davvero, se chiedo rispetto per le mie esigenze, se dico di no a qualcosa che mi viene chiesto, produrrò nell’altro sofferenza, umiliazione, frustrazione e ciò mi è insopportabile”. Vincere il senso di colpa significa darsi la possibilità (e la libertà) di farci conoscere dagli altri per ciò che siamo, che proviamo e che pensiamo per davvero. Scopriremo che fino a oggi abbiamo sempre omesso una parte di noi, non perché volevamo ingannare, ma perché temevamo che gli altri non ci avrebbero accettati. E finalmente, se seguiremo noi stessi, ci sentiremo liberi.

Savino Spina 10/10/2016 - 15:59

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Molto riflessiva e intensa.....con un finale positivo e decisamente dolce!

Ilaria Romiti 09/10/2016 - 21:06

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Non ho saputo resistere alla scrittura creativa! E siccome ne sono preso completamente e inevitabilmente; mi limiterò a pubblicare una volta al mese!

Savino Spina 09/10/2016 - 18:02

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