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QUALCOSA STA CAMBIANDO

Le istruzioni sono:

Un uomo (o una donna) è seduto sulla panchina di un parco. È giorno di festa ma lui pensa con tristezza alla propria vita. Si avvia quindi verso casa ma qualcosa sta per succedere. Scrivere una storia su questo tema…. quale è stata la vita del protagonista e cosa gli succederà…


~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~



sorda

Li guardo
ridono, parlano, gesticolano…
da questa panchina gelida, tutto mi appare astratto, anche il sole, la limpidezza di un cielo terso, il viale ambrato... osservo senza guardare. Chi sono? Cos'hanno "loro" che io non ho? il mondo......


C’è chi corre, chi va a passo veloce verso il proprio futuro, chi ha fretta di crescere, chi si muove su tre piedi, chi gioca….
Ed io qui, chiusa nel mio silenzio assordante, nel mezzo della mia vita, oppure alla fine, chissà…
L’erba è ancora bagnata, i tiepidi raggi di sole non riescono ad asciugarla, c’è troppa umidità.
Simile, tanto simile a quell’umidità che ho nel cuore.
Mio padre ha cercato di farmi capire che il mondo è pieno di cose belle, che devo riuscire ad uscir fuori dal mio tormento…ma come?
Come? Se ogni cosa mi appare nella sua sordità più assoluta e quantomai reale. Non odo più il fruscio delle foglie, il cinguettio degli uccellini, non odo musica, parole, grida…non odo più, solo un ricordo confuso di quel che “suoni” sono stati…
Come scaldarmi col suono delicato e profondo della voce dell’amore? Come? Se solo ieri riuscivo a farne ragione di vita….
-Buongiorno amore, come stai?
-Oh, bene grazie…e tu?…stanotte non hai fatto altro che avvicinarti a me
-Davvero? Non ricordo…ma lo sai, ho bisogno del tuo tuo calore
-Si, si lo so…prima o poi dovrai pagarmi…elettricità, stufa umana, mi sfrutti
-Ahahahah! si, eccome! Dovere contrattuale il tuo….comunque ti devo salutare, il capo mi chiama, a stasera. Bacio
-Ciao amore…ricordati che ti amo


Ecco…tutto questo ora non c’è più….
I messaggi, si i messaggi….ma la sua voce era quella che ispirava i miei dipinti, era la mia ragione, il mio tormento, la mia pace….
Ora, è tutto come sopito. Mi parli, ti leggo ma non mi arriva l’emozione…tu dici che sono io a frenarla, mi ripeti che il ricordo della tua voce esisterà per sempre nella mia memoria e che devo solo staccare quell’interruttore di pessimismo di cui mi son vestita…
Forse hai ragione, ma non ti sento
Non ti sento più, non sei più calore, sei gelo, sei ossessione di un amore che fu e che mai potrà tornare ad essere, perché io non sono più lei.
…e loro, gli altri continuano a ridere, a parlare, a gesticolare
Tutto questo mentre io muoio dentro….
“La sordità ti ha portato ad essere sorda di cuore”, me lo ripeti come una nenia, mi stanchi, non voglio più ascoltarti…ecco perché son diventata sorda…chissà


Questa panchina, fredda come la notte sola nel letto, umida come i miei occhi, sterile come il mio cuore.
Cosa faccio qui? Ora che non ho più neppure il mio lavoro, forse, dovrei andarmene…senza meta, senza scopi se non quello di lasciarmi andare….
Le mie amiche, buone quelle….a dirmi: “allora? Che dovrebbero dire i malati terminali?
La tua in fondo, è solo sordità”
No. La mia è sordità profonda neuro sensoriale bilaterale…
cioè, fuori dal mondo dei suoni, non più lavoro, non più cinema, non più teatro, non più musica, non più parole, non più nulla di nulla…….
Che giorno è oggi?
Ah, oggi è tutti i Santi
Quante volte mi hanno detto “prega San Marco, lui ti guarirà”….
Macchè, la diagnosi è nefasta…San Marco s’è tappato le orecchie
Mi alzo, quasi senza forze, lo so…la gente mi guarda….devo avere un’espressione assurda
da quant’è che non mi faccio una doccia? O che non vado dal parrucchiere?
Ma che m’importa, guardassero pure e che commentino…tanto non li sento…..
Ironica, questa caratteristica non l’ho perduta con l’udito…autoironica, sempre.
Mi avvio verso casa…casa, beh…ormai, luogo in cui dormire e basta….
Assorta nei miei pensieri muti, indifferente al mondo…inaridita


Non vedo una radice, inciampo, cado
Tento di rialzarmi, mi appoggio ad una recinzione, ma faccio fatica, mi fa male il ginocchio…qualcuno mi tocca…
Mi volto, uno sguardo e delle labbra che si muovono
Vorrei dirgli: ma che cavolo dici?
Non ti accorgi che non ti sento?
Credo abbia capito, muove le labbra piano, mi dice: posso aiutarla?
No, no grazie!
credo di rispondere correttamente, lo spero….
Vicino a quel volto, un altro volto….una donna, bionda bellissima…muove le mani nel linguaggio dei sordomuti…ma io ancora non lo conosco perfettamente…solo qualcosa, solo qualche parola….
Credo mi stia dicendo che mi riaccompagneranno a casa
L’uomo mi offre il suo braccio, la donna mi dà la mano….
Raggiungiamo la macchina a fatica…zoppico, mi fa male
In macchina lei si siede dietro con me…mi parla lentamente e muove le mani
Comprendo “coro mani bianche”, mi invita, il pomeriggio stesso, dice che verrà a prendermi.
Sono frastornata, rientro a casa. Accendo lo scaldabagno, spento ormai da innumerevoli giorni ……apro il frigo…vuoto. Apro le ante dei pensili…una scatola di biscotti…mangio con voracità.
Poi, prendo disinfettante e garze e disinfetto il ginocchio.
Faccio una doccia e mi stendo sul divano…sono esausta….stanca di non far niente…mi addormento.
D’un tratto avverto delle vibrazioni…mi spavento, guardo il lampadario…no, è fermo.
Mi alzo dal divano, mi avvicino alla finestra, guardo fuori…..
50, forse 100 persone sul marciapiede….vestite di bianco, agitano le mani, alcune con guanti bianchi….guardano verso me e battono i piedi….
Mi gira la testa, non capisco….è come se avvertissi dei suoni….è una musica celestiale forse, le parole sembrano dolcissime.
Li sento, diversamente, certo, ma li odo ed immediatamente, dopo un tempo infinito, provo tenerezza per questa donna che ha "smesso" di amarsi dignitosamente.
Si illumina il segnalatore del citofono, vado ad aprire la porta…la donna bionda di questa mattina mi sorride e mi prende per mano.
Insieme, scendiamo le scale, usciamo sulla strada….la gente…quanta gente….
quante vibrazioni...vengono trasmesse al mio corpo e le interpreto con il cuore.
Tra quelle teste ce n’è una che conosco….le sue mani le riconoscerei tra milioni… son quelle che mi stanno dicendo qualcosa…forse, che mi ama…
ma i suoi occhi, quegli occhi della cui profondità ero dimentica, son quelli che mi dicono: "bentornata!"




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Scrittura creativa scritta il 08/11/2016 - 14:51
Da laisa azzurra
Letta n.241 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Bravissima Laila.Hai un animo gentile, che fai parlare attraverso i tuoi scritti, mai banali, mai scontati.Brava, il racfonto mi ha coinvolta tantissimo.

Teresa Peluso 12/11/2016 - 05:09

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Grazie Splendori
grazie di cuore

laisa azzurra 10/11/2016 - 12:04

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Un racconto molto bello perchè entri in empatia con la protagonista, senti la sua tristezza, le sue emozioni...il tutto scritto con penna delicata...bravissima davvero...

Sabry L. 09/11/2016 - 20:51

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Laisa cara

Fantastico racconto pieno di emozioni.Ti prende tantissimo perchè curi nei dettagli quello che la donna prova tanto da farlo sentire a chi legge.


Il finale mi ha commosso moltissimo.

A te complimenti e un grandissimo abbraccio ciao cara.


Maria Cimino 09/11/2016 - 20:46

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Grazie Flavia,
Grazie Francesco,
encantada

laisa azzurra 09/11/2016 - 20:37

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Bel racconto, ben sviluppato nel dialogo introspettivo... che trasmette belle emozioni. molto coinvolgente. Davvero brava

Francesco Gentile 09/11/2016 - 19:46

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stupendo racconto, peccato che posso darti solo cinque stelle, avrei voluto dartene cinquanta. Mi hai commossa

Flavia Spadiliero 09/11/2016 - 16:23

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