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INTERAZIONE TRA PERSONAGGI

Le istruzioni sono:

Descrivere un personaggio e cosa sta facendo e pubblicare tale descrizione. Non appena hanno pubblicato altri autori fare interagire il PROPRIO personaggio con QUELLO di un altro autore qualsiasi creando un racconto. Le due descrizioni vanno riportate pari pari durante il racconto e come sotto titolo va indicato, tra parentesi: “interazione con il personaggio descritto da ……”


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Emile incontra il fantasma nella nebbia

Aveva una barba incolta, non molto lunga, ma poco curata, i capelli rasati, come a voler nascondere la profonda stempiatura che lo caratterizzava. In lontananza si sarebbe detto un uomo di mezz'età ma, osservando il suo corpo snello e atletico, quel suo giovane viso, ancora senza traccia alcuna di rughe si capiva che era poco più di un ragazzo: percepì “Emile, che attraversava via Duomo per recarsi a piazza Cavour, per acquistare oggetti d'artigianato e decorazioni natalizi”. Una delle più belle giovani donne, che si possono incontrare per strada: con capelli biondi di un oro fino che le scendevano ondulati per gli esili fianchi, le labbra carnose e scarlatte risaltavano sulla tenera pelle chiara. I suoi occhi di verde corallo d’intensa luminosità, sembrava che avesse le limpide acque del mare tropicale al posto dell’orbita oculare. I suoi denti perfetti diritti di un colore bianco splendente, che le caratterizzava il sorriso. Il collo lungo era segnato da una catenina d'oro che finiva sul petto imponente al punto giusto; indossa un'elegante vestitino nero stretto, evidenziando la particolare simmetria di quel corpo fantastico e finendo sui già citati fianchi esili. Le gambe lunghe e affusolate in dei collant color carne, ma un pò più scuro rispetto a quello che doveva essere il colore della pelle di quei lunghi arti sfilati. A dare il tocco finale due scarpine nere col tacco a spillo, che ne esaltava maggiormente la sua esile figura. In altre parole “madre natura con sembianze umane”! Aveva già percorso le vie di San Gregorio Armeno, luogo dove la suggestione e l’emozione del Natale si respira a pieni polmoni, punto di riferimento per professionisti, dilettanti e amatori che durante l'intero anno trovano all'interno delle botteghe tutto ciò che serve alla costruzione o all'assemblaggio del presepe, dalle casette di sughero alle statuine dei pastori, lungo questa strada che congiunge il Decumano Maggiore, fulcro d'attrazione dell'intero territorio. Nell’osservare il giovane che stava camminando per strada, per un momento dimenticò il motivo per cui si trovava lì e di dove era diretta in una rigida giornata invernale. Le mani in tasca del giovanotto e lo sguardo a terra, come a contemplare le irregolarità del terreno o forse a rimuginare sulla sua stessa esistenza, aveva generato in Emile questa breve amnesia e suscitato un interesse spasmodico del tutto immotivato (a suo modo di vedere), ma incontrollato. Quando all'improvviso, sentì l’impulso di chiamarlo: “Hei tu”! Il giovane alzò la testa, si guardò intorno, con quei suoi occhi, occhi a cui nessuno era riuscito a dare un colore, di un delicato color nocciola in alcuni istanti, in altri scuri come la pece o chiari come la nebbia mattutina che caratterizzava quella fredda giornata, vide quella giovane donna che gli si avvicinava. Emile giunto a tu per tu col giovanotto gli disse: “mi ricordi una persona molto importante della mia vita, che purtroppo mi ha lasciato prematuramente”. Racconta che il suo innamorato da tempo malato di cancro e lei si era informata in anticipo sulle letture adatte e aveva messo insieme una scorta di classici sul tema della perdita. Inutilmente, perché quando arrivò il «momento», mi ritrovai nuda, debole, indifesa, con sgomento, senza che quelle «letture adatte» abbiano funzionato da scudo efficace per contrastare la tempesta di emozioni e di dolore che mi ha travolto. Sono stata investita dalla morte della persona amata, aggiunge Emile con invidiabile lucidità, non è «depressione», è semplicemente «tristezza». Con la morte del proprio compagno si perde invece la vita che hai scelto di vivere con qualcuno, e che qualcuno, miracolosamente ha scelto di vivere con te; ti chiedi fino a che punto in questa tempesta di nostalgia sia lui a mancarti e non invece la tua vita insieme a lui, o ciò che di lui mi rendeva più me stessa. Puoi scegliere se ripetere le azioni di sempre, ma senza di lui e perciò sentire la sua mancanza, oppure metterti a fare cose nuove, mai fatte, e perciò sentire la sua mancanza in modo diverso. All’inizio provavo una forma di spaesamento, di stupore, che cercavo di tenere a bada rifugiandomi nell’azione, nelle mille incombenze pratiche che di solito seguono la morte. Ma una volta finito tutto, cessate le varie attività, gli abbracci, le parole, il cordoglio di amici e parenti può improvvisamente tornare sotto forma di vuoto. Il dolore vero e proprio arriva allora con un po’ di ritardo rispetto all’evento di perdita e si associa al senso di mancanza. Giorgio è scomparso ma non è sparito con lui il nostro amore, rimane la pena del non poterlo vedere, non poterlo sentire, non poterlo stringere più. Stare accanto a Giorgio gli ultimi giorni non è stato compito semplice, perché ha richiesto tutto il mio amore di sostare nel suo dolore, tollerarlo, accoglierlo, curare a tutti i costi. “Esserci senza esserci” è stata la mia sfida: essere presente, reperibile, disponibile all’ascolto, di parlare evitando di gravargli addosso con la nostra domanda di normalità. A racconto ultimato; solo una leggera sfumatura verde persisteva con ogni tonalità, oscurata però negli ultimi tempi da un'ombra che si era insinuata in quegli occhi, come se la speranza che con tanta ostinazione proteggevano fosse stata scalzata da una profonda disperazione.
Ho interagito con la composizione sagacemente esposta da black shadow e riporto i suddetti estratti del racconto "Il fantasma nella nebbia: "Aveva una barba incolta, non molto lunga, ma poco curata, i capelli rasati, come a voler nascondere la profonda stempiatura che lo caratterizzava. In lontananza si sarebbe detto un uomo di mezz'età ma, osservando il suo corpo snello e atletico, quel suo giovane viso, ancora senza traccia alcuna di rughe si capiva che era poco più di un ragazzo".
"Stava camminando per strada, per un momento dimenticò il motivo per cui si trovava lì e di dove era diretta in una rigida giornata invernale. Le mani in tasca del giovanotto e lo sguardo a terra, come a contemplare le irregolarità del terreno o forse a rimuginare sulla sua stessa esistenza".
"Il giovane alzò la testa, si guardò intorno, con quei suoi occhi, occhi a cui nessuno era riuscito a dare un colore, di un delicato color nocciola in alcuni istanti, in altri scuri come la pece o chiari come la nebbia mattutina che caratterizzava quella fredda giornata".
"Solo una leggera sfumatura verde persisteva con ogni tonalità, oscurata però negli ultimi tempi da un'ombra che si era insinuata in quegli occhi, come se la speranza che con tanta ostinazione proteggevano fosse stata scalzata da una profonda disperazione".



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Scrittura creativa scritta il 08/12/2016 - 15:52
Da Savino Spina
Letta n.1563 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Ne prendo atto e chiedo scusa per la mia erronea deduzione!

Savino Spina 09/12/2016 - 15:53

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mi dispiace deluderti Savino ma io e Giancarlo non siamo la stessa persona.
Colgo l'occasione per dirti che il tuo racconto mi è molto piaciuto. Sei riuscito a creare un racconto stupendo partendo dalla mia scarsa descrizione. bellissimo davvero!

black shadow 09/12/2016 - 15:14

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Sei stato molto bravo a far interagire i due personaggi anche se si chiede espressamente di fare la descrizione di entrambi i personaggi o forse ho capito male? Comunque complimenti

Anna Rossi 09/12/2016 - 12:52

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Devo dedurre che black shadow e Giancarlo Lupo Poeta Dell'Amo siano due pseudonimi della stessa persona; il tuo è un modo garbato per dire che non ti è piaciuta la mia intromissione nel tuo racconto! Rispetto il tuo punto di vista anche se non lo condivido; ribadisco che mi sono divertito ed è stata un'esperienza interessante! Buona Notte!

Savino Spina 09/12/2016 - 01:28

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quando l'ho pubblicata ho trovato il racconto abbastanza passabile penso non sia così facile interagire ciao

GIANCARLO LUPO POETA DELL'AMO 08/12/2016 - 22:14

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Mi sono divertito ed è stata una buona occasione per interagire con l'amico black shadow. Trovo la scrittura creativa molto stimolante ed è un piacere parteciparvi.

Savino Spina 08/12/2016 - 16:54

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bella composizione 5*

GIANCARLO LUPO POETA DELL'AMO 08/12/2016 - 16:09

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