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TRASPOSIZIONE ANAGRAFICA

Le istruzioni sono:

Immaginate una storia in cui GIULIETTA e ROMEO sono in realtà sulla sessantina quando scocca la scintilla d'amore. Come sarà la loro relazione? Dovranno affrontare non più l'opposizione dei genitori, ma quella dei figli. Come potranno incontrarsi di soppiatto? Con quali parole esprimeranno la loro passione? Quali i progetti?
In alternativa RENZO e LUCIA vent'anni dopo il matrimonio (Lucia è ingrassata...Renzo si e rivelato un donnaiolo...o no?)


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Vent'anni dopo

Renzo e Lucia si sono conosciuti vent’anni fa e si sono piaciuti da subito soprattutto per la grandissima affinità elettiva, di due anime opposte e complementari. Lucia ha avuto modo di apprezzare le doti di sintesi, pragmatismo, razionalità e la velocità nel giungere alle conclusioni dei ragionamenti di Renzo, mentre lui di lei, per la sua eleganza, dolcezza e uno spiccato senso ironico nonché una certa passione per le battute; per cui si sono sentiti come due corpi con un unico cervello. Insomma, difficile non provare anche attrazione fisica per due belle persone, anche di bello aspetto. Dal loro primo incontro non si sono più separati; oggi sposati con un figlio, sono soliti incontrare amici, per serate di amarcord. Capita che, se il marito e figlio sono contemporaneamente assenti, la serata di Lucia è monotona e noiosa, allora guarda la tv, ma quella sera decide di fare qualcosa di insolito. Decide di accendere il computer e si iscrive a facebook e durante una chat, ha modo di conoscere Alessandro e tra battute più o meno “intriganti”, nasce una simpatia, che va ben oltre ad un normale contatto di amicizia da network. Negli ultimi mesi, le assenze contemporanee dei due (marito e figlio) sono state frequenti e in una di queste, programmano una serata da soli a casa sua. Sandro, preannunciato dalle comunicazioni via Facebook farcite delle solite battute intriganti, arriva con grande anticipo rispetto all’orario pattuito e, mentre gira in cucina, curiosando tra le cose da mangiare, lei lo “rimprovera” bonariamente per il suo essere tanto “audace” con il pc e quando poi, al suo arrivo, l’ha salutata senza nemmeno un bacino. Al che lui, colto chissà da quale impulso, ha replicato: «Rimedio subito e non si è limitato a baciarla, ma le ha toccato anche le tette!». Inutile dire che lei abbia gradito l’iniziativa e certo che non si è tirata indietro affinché la situazione, cosa a lungo agognata prendesse questa piega e diventasse realtà. Lucia vorrebbe poter dire che il sesso con lui è stato all’altezza delle sue aspettative, ma non è stato così. Certo è stato un bel bagno di emozioni ed eccitazioni diverse dalla vita consueta (vive felicemente con l’uomo che ha sposato, dalla bellezza di oltre 20 anni, e hanno ancora una soddisfacente vita sessuale), ma dal primissimo momento le è stato chiaro che il tutto sarebbe stato solo ed esclusivamente un gioco fisico e nulla più. Fatto che ha tenuto a metter ben in chiaro con lui da subito e che lo ha trovato d’accordissimo, precisando che la tresca sarebbe immediatamente finita non appena uno dei due si fosse stufato della faccenda; trovandosi d’accordo pure su questo. Ovviamente, tra un incontro e l’altro, accuratamente programmati per approfittare della “casa libera”, non un messaggino compromettente, ma nemmeno un buongiorno e una buonanotte; un come stai, insomma un rapporto di sesso, che Sandro ha vissuto la faccenda con ansia e tensioni crescenti? Non è l’amante perfetta quella che s’incontra solo per fare sesso e non chiede coinvolgimenti sentimentali ed emotivi di nessun tipo? Il recentissimo epilogo li ha visti passare un’ultima notte insieme in occasione di una trasferta di lavoro del marito e del figlio di Lucia, che lei è riuscita a troncare la relazione, accortesi della possessività di Sandro e che quel rapporto non le soddisfa più, anche sessualmente. Giurando a se stessa che mai più avrebbe dormito con un altro uomo che non fosse suo marito, a maggior ragione di quella notte che è stata estremamente deludente. Così al mattino, mentre erano ancora sotto le coperte, con la schiettezza che la caratterizza, gli ha chiarito il suo punto di vista, come peraltro era previsto dal loro accordo, lui non l’ha presa affatto bene! Da allora Lucia ha investito ogni alito di vita per essere la donna che il marito voleva che fosse. Impeccabile, elegante, accattivante con i suoi amici, mondana; perfetta padrona di casa. Poi ha scoperto che Renzo in quella casa riceveva altre donne, di continuo, sempre diverse, salvo una. L’assidua, che è l’opposto di lei, sciatta, brutta, modesta, antipatica e musona a detta di tutti quelli che l’hanno conosciuta, ha preso il suo posto nel suo cuore e nella sua casa. Nella sua casa, ma in pianta stabile. È stato uno shock da cui Lucia si sta riprendendo a fatica; l’amore del marito era finito e aveva aperto una ferita che le sanguina ancora. Non riesce a capacitare che le è infinitamente inferiore, per cultura, per educazione, per aspetto, persino per età, perché ha dieci anni più di lei. Angela, l’usurpatrice però, lo venera. Lo trova divino, lo guarda ammirata. Per lei, lui ha sempre ragione. Angela non è come lei, che è in carriera, che è ammirata, che in una storia coltiva l’intelligenza e il tatto di saper dare un consiglio o un opinione all’uomo che ama. Per il bene di Renzo ha fatto tutto, perché lui glielo ha chiesto, perché erano una squadra. Per mille motivi che lui ha voluto frantumare e ritorcerli contro di lei, facendole il dispetto di tradirla con una donna che non vale nulla, che non ha garbo. Tradendola con Angela e scegliendo lei, ha voluto distruggere tutto quello che di buono avevano costruito insieme. Lucia pensava che Renzo fosse uno dei pochi uomini non in competizione con la sua donna, fiero di lei e fiero dei suoi successi. Ma non doveva essere così, se di nascosto aveva bisogno di compensare tradendola con la più classica delle donne sottomesse. Si domanda, oggi, perché voleva punirla per quella perfezione di cui amava vantarsi con gli amici, come se gli desse lustri, ma che in realtà gli pesava terribilmente. Si domanda dov’era quando si sforzava di corrispondere a quell’immagine che credeva lui amasse e desiderasse. Ripensa a quando l’ha conosciuto e non le sembrava vero: bello, dolce, con gli stessi interessi, desideroso di mettersi in gioco in una relazione. Lei 25 anni, lui 30. I primi appuntamenti, tornava a casa con dolore alla pancia; aveva bisogno di mettersi al buio, sul divano, mezz’ora, per far decomprimere e smaltire tutte le emozioni che gli incontri le davano. Il sesso non era il primo dei suoi interessi, lo facevano spesso e tutto filava liscio come l’olio, niente lasciava presagire una conclusione del genere. Ha provato a capire a chiedere cosa c’era che non andava, se non le piaceva più, se era un problema di sempre o che è comparso all’improvviso, ma lui si chiude a riccio, dice che non ha nessun problema e non sa dare una spiegazione e che a lui adesso piace così. Una volta, gli è scappato di dire che lei sopravvaluta il sesso; poi non ha insistito troppo, dopotutto lei non è immune da errori. Le sue scappatelle con Sandro, le ha tenute ben nascoste e ora muore dalla voglia di spiattellarle in faccia all’ex marito. Con quali parole può spiegargli che anche lei lo ha tradito? E poi, se gli piace così e lei non gli piace più, che senso ha, ricucire una storia, che non sta più in piedi? Solo per il figlio? Non è una valida risposta per continuare un rapporto d’amore perduto; De Andrè cantava che l’amore è una rosa, che appena sboccia dona a tutti il suo splendore, e strappa i capelli e accarezza il viso. Sbocciano le viole, quando gli amanti si promettono di non lasciarsi mai. Sbocciano le viole e l'amore sorride loro; ma quello stesso amore si perde nella quotidianità, forse nell'abitudine, e così, proprio come le rose, l'amore appassisce e si spegne.



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Scrittura creativa scritta il 05/03/2017 - 15:49
Da Savino Spina
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Commenti


Sono perfettamente d'accordo con te Savino e nella tua storia hai ben messo in evidenza i vari aspetti e controversie di un rapporto in crisi...ma non è sempre facile troncare quando ci sono altre persone che potrebbero soffrire...ciao

Anna Rossi 06/03/2017 - 09:18

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Dobbiamo accettare che non si deve stare insieme per forza. Ogni coppia è fatta di due persone in divenire, le cui traiettorie possono anche fatalmente divergere. Ognuno di noi si evolve misurandosi con le difficoltà che incontra e si evolve nel confronto con l’altro. Se si riesce a superare una crisi di coppia uscendone di nuovo in sintonia, significa che entrambe le persone sono cresciute. Se non va, è perché uno è fermo o ha preso una direzione incompatibile con l’altro, allora è meglio rivalutare la situazione e ricordarsi che evolversi, divenire, superarsi, è lo scopo profondo della nostra esistenza.

Savino Spina 05/03/2017 - 20:13

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