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DA UNA POESIA CREA UNA STORIA

Le istruzioni sono:

prendi una poesia qualsiasi che per qualche motivo ti ispira e partendo da quella scrivi un racconto breve riportando all'inizio la poesia, anche tua, che ti ha ispirato


~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

VENNE LA NEVE

VENNE LA NEVE
La neve venne,
venne verso sera.
Essa scese
giù dall'alto dei cieli
sui tetti
e stupì tutti
con la sua bianchezza.
Era davvero tanta,
ed era davvero bella.
Cadeva e cadeva...
e sotto i piedi
volava
a seconda del vento
e nel volo oscillava.
Giaceva
fresca e scintillante
e ognuno
ne era abbagliato.
E. Evtuṧenko


Faceva freddo, la temperatura era scesa sotto lo zero, ma la piazza era ancora gremita. Stava nevicando, e non mi era nuovo un simile spettacolo, eppure ne ero affascinato, abbagliato, ipnotizzato, forse, dalle strane geometrie, che quei fiocchi disegnavano nell'aria nel loro volo, o meglio nel loro cadere. In breve tutti i tetti e tutte le strade divennero bianchi e scintillanti. E mentre dal cielo cadeva quel silenzio scintillante, nella piazza non c'era affatto silenzio. Solo esclamazioni stupite e le risate dei più piccoli, che subito si misero a rincorrersi ridendo e giocando, buttandosi su quel freddo ma soffice tappeto. Gli osservavo con curiosità e forse con un pizzico d'invidia e nostalgia, nel vedere l'allegria nei loro volti, e lo stupore nei loro sguardi rivolti ad un elemento che per loro era quasi magico. Ormai stava facendosi tardi e stavo per tornare sui miei passi, quando qualcosa attrasse la mia attenzione. O per meglio dire qualcuno. Era una ragazza, dai lunghi capelli neri e due occhi verdi e brillanti, come due smeraldi, incastonati in un volto dolcissimo. Rimasi a guardarla incantato, proprio come prima avevo ammirato la neve, ma era un incanto assai più profondo e radicato, ma anche assolutamente inspiegabile. Dovevo andare, in un certo senso lo volevo, ma non mi risolvevo. E neanche riuscivo ad avvicinarmi. La neve continuava a cadere fitta, e forse cominciavo ad assomigliare al pupazzo di neve che alcuni bambini stavano costruendo, perché lei mi guardò e represse un sorriso. Mi riscossi dallo stato in cui ero e mi avvicinai. Era stupenda, pensai, e glielo dissi. Non era una scelta saggia, ma in me in quell'istante non vi era la più piccola ombra di saggezza. Ogni mio pensiero era incentrato su di lei, sui suoi occhi, sulla sua bocca rossa ed invitante. Stranamente non mi mandò al diavolo, ma fece una smorfia. Effettivamente non avevo scelto l'approccio migliore, ma di sicuro non si poteva dire che non avessi iniziativa. Cominciammo a parlare. La sua voce era una musica dolce che il vento portava delicatamente fino a me. Intanto la piazza andava svuotandosi e il silenzio riempiva la notte. Ci alzammo dalla panchina dove eravamo seduti, e cominciammo a camminare. Lei rischiò di scivolare, ma io l'afferrai e la tenni stretta per un po'. Calò il silenzio. Lei si ricompose. Mi arrischiai a fare una battuta per stemperare la tensione, ma lei per tutta risposta mi lanciò un palla di neve. Cominciammo a rincorrerci e a ridere come due bambini, poi ci fermammo. La luna era alta nel cielo e la neve aveva ricominciato a cadere, con nuova forza, trasformando ancora lo scenario. Ci baciammo. Ormai c'eravamo solo noi, e la neve, con la sua fredda e dolce magia, il mondo era letteralmente scomparso, coperto da quel soffice e bianco mantello. Tutti i rumori erano smorzati ad eccezione dei nostri respiri e dei battiti dei nostri cuori.




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Scrittura creativa scritta il 08/05/2017 - 21:02
Da Marirosa Tomaselli
Letta n.353 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Incantevole racconto...bravissima Marirosa

Grazia Giuliani 11/05/2017 - 18:15

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MARIROSA...E' un racconto dolcissimo e lo scenario un'incanto, una magia "la neve" che con i suoi soffici fiocchi tutto copre dando al paesaggio un aspetto surreale e fantastico.
Notte

mirella narducci 10/05/2017 - 00:30

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...una ragazza abbastanza simile al tuo racconto mi guardò e io guardai lei.
Purtroppo a differenza del protagonista de 'Venne la neve' non ebbi il coraggio di buttarmi e me ne pentí amaramente quasi subito e vennero le lacrime...per il sottoscritto.
Marirosa hai fotografato con poesia un'atmosfera intensa quanto la storia delicata come il tuo animo sensibile. Me ne vado a letto con gli occhi sognanti. Buonanotte​ Mari!

Giuseppe Scilipoti 10/05/2017 - 00:24

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Cara Marirosa, uno dei tuoi racconti brevi più belli mai letto, l ho trovato così romantico, così dolce, così candito e dall'atmosfera lieve, a momenti da sogno. Mi ha riscaldato il cuore in questa serata stranamente fredda per essere il mese di Maggio. Mi sono immedesimato al 100 per cento nel protagonista,mi ricorda un episodio che mi accadde tanti anni fa, ma quel giorno non c era la neve ma un'atmosfera grigia e con un po' di pioggia (continuo nel secondo commento)...

Giuseppe Scilipoti 10/05/2017 - 00:17

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Bellissimo, pregno di intense e magiche emozioni!

Giulia Bellucci 09/05/2017 - 16:04

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Un bel racconto candido come la neve, semplice ma di ottima intensità, molto piaciuto. Complimenti.

Paolo Ciraolo 09/05/2017 - 15:14

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Mariarosa
uno scenario da favola
un attimo e tutta la vita si raccoglie in quell'istante
uno sguardo, un battito in più, la magia
come sei magica tu
bravissima

laisa azzurra 09/05/2017 - 14:25

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Grande omaggio al poeta russo, un monumento della letteratura russa del Novecento, da poco scomparso all´età di 84 anni. Poeta, prosatore, regista, scenografo, attore, Evtušenko era dotato di un talento eccezionale, innato, che emerse spontaneamente sin dalla pubblicazione dei suoi primi versi. Marirosa nel racconto hai incarnato l'opera in modo magistrale. La trasposizione della poesia "Venne verso sera", era alquanto difficile, forse ti ha guidato per mano dall'alto Evgenij Evtušenko.

Savino Spina 09/05/2017 - 12:35

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