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Legenda
= Poesia
= Racconto
= Aforisma
= Scrittura Creativa


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VITA INTERIORE DI UN PERSONAGGIO

Le istruzioni sono:

Descrivi un personaggio che si accinge ad andare al supermercato per fare delle compere. E' allegro e felice perchè è innamorato.
Descrivi lo stesso personaggio nella stessa scena in un momento successivo quando sta vivendo la dolorosa rottura della sua relazione.


~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Amici di sventura. Terza parte

TAMMARO: Le donne…
GIACOMO: Ma non è finita… il vigile le fa: "Signora,
lei ha superato i cinquanta!". E lei, arrabbiata nera: "Non e' vero. Li compio tra sei mesi”
TAMMARO: Un vigile mi multò per ingiuria a pubblico
ufficiale
GIACOMO: Che gli dicesti?
TAMMARO: Mi fermò e mi disse: “Bollo!". E io: "Beato
lei! Io sento un freddo cane”. Io ho un sistema sicuro per non causare incidenti sulla strada
PASQUALE: Me lo dica
TAMMARO: Guido sul marciapiede
GIACOMO: Dicono che a New York un pedone viene
investito ogni tre minuti...
TAMMARO: Poveraccio, non fa neanche in tempo a
rialzarsi…
GIACOMO: Pensa che è così alto il tasso di mortalità che
ogni volta che respiro un uomo muore.
TAMMARO: Hai provato a fare qualcosa per l'alito?
Deve essere proprio micidiale. Tempo fa quando avevo il Mercedes all’improvviso prese fuoco. Devo aver dimenticato le candele accese
GIACOMO: Ma non l’avevi spenta?
TAMMARO: Ero convinto di averla spenta soffiando
sulle candele.
GIACOMO: Ma non l’aveva fatta controllare dal
meccanico?
TAMMARO: Tre giorni prima... e lui mi aveva detto:
”Guardi che il problema è molto più grave di quello che pensavo...”
GIACOMO: E poi?
PASQUALE: Che la mia batteria aveva bisogno di
un'auto nuova.
GIACOMO: Ma quanto valeva la tua macchina?
TAMMARO: Almeno 50 euro
GIACOMO: Perché così poco?
TAMMARO: Giusto perchè avevo appena fatto 50 euro
di benzina
GIACOMO: Ora quando uscirà dovrà farsi un’auto
Nuova.
TAMMARO: Volevo comperare una 4x4, ma…
impossibile
GIACOMO: Costa troppo?
TAMMARO: No, ho un garage 3x3.
TAMMARO: La mia invece ha un piccolo difetto, dopo
i 130 chilometri all’ora si mette a ballare. Cosa potrei fare?
GIACOMO: Spegnere la radio, così non sentendo
musica non balla più.
PASQUALE: Certo che le auto sono un pericolo
GIACOMO: Soprattutto se ci sono i bambini
TAMMARO: I bambini sui sedili posteriori causano
Incidenti.
GIACOMO: No sono gli incidenti sui sedili posteriori
che causano bambini.
TAMMARO: L'automobile del futuro sarà più veloce del
Suono.
PASQUALE: Così il guidatore sarà all'ospedale prima
ancora che in auto gli squilli il telefonino.
TAMMARO: Io sono un provetto automobilista.
Praticamente sono nato con un volante in mano.
PASQUALE: Chissà che parto difficile.
GIACOMO: Adesso hanno inventato la macchina
elettrica
PASQUALE: Consuma di meno ma se devi fare Roma-
Milano devi spendere almeno 20 milioni per la prolunga.
TAMMARO: E pensare che la mia auto la feci anche
revisionare
GIACOMO: Andò tutto bene?
TAMMARO: Sul libretto scrissero: “L'auto e' OK. Il
guidatore necessita di una leggera manutenzione”.
PASQUALE: La prima volta che tentai di prendere la
patente mi bocciarono.
GIACOMO: Cosa ti avevano chiesto?
PASQUALE: Perchè si mette l'acqua nel radiatore
GIACOMO: E che gli rispondesti?
PASQUALE: Per abbeverare i cavalli del motore. Tra
una discussione e l’altra mi sa che qui stiamo tutti a perdere tempo. Qui nessuno si decide a buttarsi…
GIACOMO: E nemmeno a stilare un ordine di priorità
per buttarsi.
TAMMARO: Certo, le questioni sul tappeto non sono di
poco conto
PASQUALE: Io farei una proposta… e se ce ne
andassimo a discute la questione da qualche altra parte, in un posticino più tranquillo, che ne so, magari in cortile? Prima che ci vede il guardiano di vedetta e ci butti lui così scegliendo a caso. A me non piace fare le cose a caso e morire… scelti in ordine sparso.
GIACOMO: Ottima idea davvero. Approvo!
TAMMARO: Approvo anch’io. Il cielo può attendere un
altro giorno
PASQUALE: C’è tempo per vivere e c’è tempo anche
per morire. A domani allora.
(Escono tutti)



SECONDO ATTO


SECONDA SCENA: Una Quarta persona già presente sulla torretta (Iaquinto) guarda verso il basso. Poco dopo giunge il Quinto (Carlo) ed poi anche il sesto (Stefano), man mano verso la fine, entrano anche Pasquale, Giacomo e Tammaro).


IAQUINTO: (è sulla torretta a guardare giù per
assicurarsi che la strada sotto era libera per potersi lanciare)
(ENTRA CARLO)
CARLO: (sale e rivolgendosi all’amico che ha trovato
già presente sulla torretta) Ciao Iaquinto come mai anche tu quassù?
IAQUINTO: Ciao Carlo, Benvenuto.
CARLO: Non dirmi che sei salito fin qui per…
IAQUINTO: Per la stessa ragione che ci sei venuto tu!
CARLO: Dimmi un pò ma sei ammalato?
IAQUINTO: No, sano come un pesce
CARLO: a proposito di pesce… sai a casa avevo un
pesciolino rosso ma è morto.
IAQUINTO: E di che cosa è morto?
CARLO: Annegato
IAQUINTO: Annegato? Strano.
CARLO: Sì, annegato. Lo avevano abituato a star fuori
dall'acqua, giorno dopo giorno, sempre qualche minuto in più. Adesso stava fuori tutto il giorno. Nel fare un salto non va a cadere nella vasca?
IAQUINTO: Poveretto. Ed è morto subito?
CARLO: No, prima ha detto le preghiere, poi è annegato.
E tu… sei ammalato?
IAQUINTO: Sano e forte come un leone che gode di
ottima salute.
CARLO: E perché sei quassù?
IAQUINTO: Per cercare di beccare qualche virus.
CARLO: Certo, questo è il posto ideale. Perché vuoi
beccarti i virus?
IAQUINTO: Sai, faccio la collezione
CARLO: Di virus?
IAQUINTO: No, di elefanti
CARLO: Di elefanti? E dove li metti?
IAQUINTO: Appunto; i virus, invece, stanno in posti più
piccoli. Sai, ho solo un monolocale
CARLO: In affitto o di proprietà?
IAQUINTO: Di proprietà
CARLO: Beato te..
IAQUINTO: Di proprietà di mio cognato. Ma ora mi
vuole sfrattare
CARLO: E perché?
IAQUINTO: Quando mi venne a trovare un giorno si
beccò il morbillo, un giorno il colera, un giorno la peste…
CARLO: Per la sfortuna?
IAQUINTO: No, per la mia collezione di virus.
CARLO: Io colleziono farfalle
IAQUINTO: E quante ne hai?
CARLO: Nessuna; scappano subito dalla finestra
IAQUINTO: Meglio i virus quelli sicuro che non
scappano, anzi t’attaccano.
CARLO: Ce l’ha quello del vaiolo?
IAQUINTO: L’avevo, ma si è beccato anche quello mio
Cognato.
CARLO: Sai… è da tempo che si è smarrito il cagnolino
che regalai a mia sorella e stando qui dentro non so come fare per andarlo a cercare? A mia sorella piaceva veramente tanto.
IAQUINTO: Metti un annuncio sul giornale!
CARLO: Ci avevo già pensato, ma non sa leggere! Prima
di questo aveva un cane un cane ferocissimo, così feroce che lo mandò in un istituto di rieducazione.
IAQUINTO: E gli è servì?
CARLO: Si, dopo la rieducazione, prima di mordere
qualcuno, gli chiedeva il permesso.
IAQUINTO: Anch’io stavo provando un esperimento,
stavo abituando il mio cavallo al digiuno totale e c’ero quasi riuscito. Ogni giorno gli davo sempre meno biada. Dalla sua biada ogni giorno gliene toglievo sempre un pochino ma quando si stava abituando a non mangiare mi è morto; non credi che sono stato davvero sfortunato.
CARLO: Mio cugino, invece, fa collezione di pecore
IAQUINTO: Di pecore?
CARLO: Sì, di pecore. Sa, quelle che fanno la lana...
IAQUINTO: Quelle le conosco. Quelle da seta non le
hanno ancora inventate. Ma che senso ha fare una
collezione di pecore se le pecore sono tutte uguali?
CARLO: Le ha chiamate tutte con un nome diverso
IAQUINTO: E dove le tiene?
CARLO: In Sardegna. Sa quell'isola in mezzo al mare...
IAQUINTO: Certo… difficile trovare le isole in mezzo
alle montagne. E quante ne ha di pecore?
CARLO: Non riesce mai a contarle. Quando arriva alla
decima si addormenta. Ora però ha trovato un sistema più pratico. Conta le zampe e divide per quattro. A volte comincia a contarle dall'ultima così se dorme si sveglia.
IAQUINTO: Ma quel vestito che indossi l’hai fatto con la
lana delle pecore di tuo cugino?
CARLO: No. E’ un regalo inaspettato di mia moglie.
IAQUINTO: Perché inaspettato? Per il compleanno?
CARLO: No, proprio inaspettato. Ero tornato prima da
un viaggio, entrai in camera da letto e trovai questo vestito appoggiato su una poltrona…
IAQUINTO: Ed era della tua misura?
CARLO: Proprio della mia misura.
IAQUINTO: Che combinazione. E hai trovato anche le
mutande?
CARLO: Si anche le mutande. Ma come hai fatto ad
indovinarlo?
IAQUINTO: Intuito.
CARLO: Oddio, non ho capito perché mia moglie si è
sbagliata perché lo sa che io porto solo i boxer.
IAQUINTO: E quelle erano verd’acqua tendenti
all’azzurro.
CARLO: Ma come fai a saperlo?
IAQUINTO: Sempre intuito. Non ti prude un po’ la
fronte?
CARLO: No, il cappellino c'era ma non l'ho messo
proprio per questo, sapevo che potesse causarmi prurito.
IAQUINTO: Allora fammi sapere se, entrando dalla porta
senti un crack; insomma, come qualcosa che si spezza sopra la tua testa.
CARLO: Perché?
IAQUINTO: Perché alla collezione di pecore di tuo
cugino forse manca un maschio.
CARLO: E tu, sei sposato?
IAQUINTO: Lo ero. Il mio migliore amico e' fuggito con
mia moglie e, lasciamelo dire, mi manca tanto…
CARLO: Tua moglie?
IAQUINTO: No, il mio amico
CARLO: E quando è successo?
IAQUINTO: Una sera che rientrai a casa prima del solito
la trovai a letto con lei.
CARLO: E cosa le dicesti?
IAQUINTO: A lei?
CARLO: No, a lui.
IAQUINTO: Gli dissi: “Ugo, io sono obbligato a farlo,
ma a te chi te lo fa fare?”
CARLO: E poi cosa successe?
IAQUINTO: Volli far finta di essere disperato e salii sul
davanzale della finestra pronto a buttarmi
CARLO: E tua moglie che disse?
IAQUINTO: "Caro, guarda che ti ho fatto le corna, non le
ali!". Ecco perché quando ero in macchina e mostrai dal finestrino il segno delle corna con la mano a quel tizio che mi strisciò l’auto nel sorpassarmi quello mi disse: “Invece di mostrare la mano… tira fuori la testa dal finestrino che ti ci si vedono meglio!”; poi aggiunse: “Se ai cornuti al posto delle corna spuntassero le ali tu a quest’ora staresti in volo e io non t’avrei strisciato l’auto”. E pensare che la mia Amanda era una donna virtuosa.
CARLO: Peccato che ha un marito cornuto.
IAQUINTO: Ci sono due tipi di donne: quelle che
ingannano il marito e quelle che dicono che non è vero. Io l'ho sempre apprezzata per questo, dice sempre la verità.
CARLO: Io sono sempre stato fedele
IAQUINTO: Fedeli sono solo coloro a cui manca
l'occasione di non esserlo.
CARLO: E pensare che io non ho mai fatto l’amore con
lei prima di sposarmi. E tu?
IAQUINTO: Mah, non so. Come si chiama tua moglie?
CARLO: Gelsomina
IAQUINTO: Allora no, o almeno non credo.
CARLO: Certo che fu veramente un brutto colpo. Io non
so come avrei reagito.
IAQUINTO: Se tu trovassi un uomo a letto con tua
moglie cosa gli faresti?
CARLO: Come minimo gli spezzerei il bastone e gli
ammazzerei il cane.
IAQUINTO: Come sarebbe a dire che gli ammazzeresti il
cane? Perché deve avere per forza un cane?
CARLO: Certo… solo un cieco potrebbe andare con mia
moglie!
IAQUINTO: Ma è proprio così brutta?
CARLO: Quando la devo guardare spengo la luce. Ecco
perché l’ho sposata. Così sono sicuro che non mi potrà mai mettere le corna. Mi dimagrisce a vista d’occhio!
IAQUINTO: Falla mangiare.
CARLO: E da chi? Un giorno mi disse: "Caro, preferisci
le donne ricche, belle o intelligenti?". Gli dissi: "Nessuna delle tre, cara, preferisco così come sei!". Una sera mi fa: “Caro stasera ti va di passare una bella serata, ed io… “certo cara ti ringrazio ma mi bastava soltanto che tornavi tra un paio d’ore… giusto dopo la partita. Pensa che una sera mi fa: “Sai caro, mi hanno detto che in Marocco quando vedono una coppia di turisti chiedono all'uomo se vuole scambiare la moglie con un cammello... ma ci pensi, caro?
IAQUINTO: E tu cosa le hai risposto?
CARLO: Gli ho detto: “Certo che ci penso, ma poi dove lo metto il cammello?
IAQUINTO: Ma almeno è brava a letto?
CARLO: C’è chi mi dice di si e chi mi dice di no. Devo
chiarire meglio.
IAQUINTO: Le corna sono come le scarpe: tutti nella
vita ne hanno avuto almeno un paio.
CARLO: Questo non riguarda me, io la potrei lasciare
anche nuda in mezzo ad un esercito di soldati tornati a casa dopo sei mesi di astinenza.
IAQUINTO: Ma poi comunque sei sempre con una brutta
CARLO: Mica sempre, quando ne voglio qualcuna
carina, magari, posso cercarne qualcuna tra le mogli degli amici.
IAQUINTO: Se alle corna spuntassero le foglie saremmo
sempre all'ombra.
CARLO: Quando mia moglie andò dal Dottore, gli disse:
Dottore ogni volta che mi guardo allo specchio, ho le vertigini e mi viene da vomitare"; il Dottore gli rispose: "Ottimo", "vuol dire che almeno la vista è ancora perfetta”. A volte è meglio avere un cane
IAQUINTO: Magari mia moglie avesse preso il carattere
del nostro cane.
CARLO: Perché?
IAQUINTO: Sarebbe stata fedele
CARLO: Ma dici che possano esistere delle donne
fedeli?
IAQUINTO: Tutte le donne sono fedeli. Oggi fedeli a te,
domani fedeli ad un altro… Sai che differenza passa tra mia moglie ed uno specchio: lo specchio riflette ma non parla… mia moglie parla senza riflettere.
CARLO: Per me le donne sono come la birra: belle a
vedersi, buone a gustarsi e appena ne hai avuta una, ne vuoi subito un'altra. A cosa serve poi amarle…
IAQUINTO: Quando eravamo fidanzati le scrivevo una
lettera al giorno. Non si è andata ad innamorare del postino? Avrò avuto più corna io che un cesto di lumache. Senza offesa per le lumache.
CARLO: Ma non avevi mai avuto dei sospetti?
IAQUINTO: Senti questa: Una volta ci incontrammo
sulla porta di casa. Lei indossava un negligé molto
sexy.
CARLO: E dov’era il problema?
IAQUINTO: L'unico problema era che stava rientrando.
CARLO: Magari ti sbagli. Magari era davvero una donna
virtuosa.
IAQUINTO: Te l’ho detto… la mia Amanda era proprio
virtuosa… però una volta, per causa sua, dovetti andare dal dottore…
CARLO: A fare cosa?
IAQUINTO: Qualche mese prima tornai a casa e trovai
mia moglie a letto con l'elettricista. Allora lei mi disse: 'Vatti a prendere un caffè e io ci andai”. La settimana successiva successe la stessa cosa.
CARLO: Sempre con l’elettricista…
IAQUINTO: No, quella volta era l’idraulico.
CARLO: E cosa successe?
IAQUINTO: Lei mi disse: 'Vatti a prendere un caffè e ci
andai”.
CARLO: Ancora?
IAQUINTO: Certo, tanto pagava lei. Una sera la trovai
anche con un barbone.
CARLO: E come arrivò quel barbone in casa?
IAQUINTO: Aveva bussato alla porta. Lei gli aveva
aperto. Lui gli chiese se poteva avere qualcosa che
suo marito non usava mai…
CARLO: E, quindi… “Vatti a prendere un caffè e tu ci
andasti”.
IAQUINTO: Infatti! E così accadde altre ventidue volte
CARLO: E il dottore che c’entrava?
IAQUINTO: Ci andai per chiedergli se tutti quei caffè
potevano farmi male.
CARLO: Magari se ancora adesso tutti quei caffè non ti
lasciano dormire io conosco un buon rimedio per
l’insonnia
IAQUINTO: E qual è?
CARLO: Potresti leggere un libro
IAQUINTO: Ci ho provato, ma dopo due righe mi
addormento
CARLO: E tu prova ad incominciare dal terzo rigo. Io
quando di notte soffro d'insonnia prendo dei lassativi
IAQUINTO: E con quelli dormi?
CARLO: Non dormo lo stesso, ma almeno ho qualcosa
da fare. Una notte con mia moglie parlando delle cose della vita parlammo di vita e di morte, le dissi: “Se un giorno mi dovesse succedere qualcosa di grave non mi lasciare mai vivere in stato vegetativo, in dipendenza completa da una macchina e alimentato da una flebo. Se mi dovessi vedere in questo stato, spegni gli apparati che mi tengono in vita! Allora lei si alzò e mi spense subito il televisore, il computer e butto via la birra.
IAQUINTO: Al purgante io preferisco il caffè. Ha un
altro sapore
CARLO: Io il caffè ho perso l’abitudine di berlo. Colpa
di mia moglie.
IAQUINTO: Non vuole che bevi caffè?
CARLO: (con sorriso sarcastico) No ho paura che me lo
manda a prendere fuori, e tu mi capisci... e poi… non vuole che giri lo zucchero con la mano sinistra
IAQUINTO: E che c’è di male?
CARLO: Dice che devo usare il cucchiaino.
IAQUINTO: Le donne, le donne… le donne sono l'altra
metà del cielo
CARLO: Quale?
IAQUINTO: Quella nuvolosa.
CARLO: I briganti ti chiedono o la borsa o la vita…
IAQUINTO: Le donne ti chiedono tutti e due
CARLO: E le vacanze come le facevate?
IAQUINTO: Prima di farmi “beccare” andavamo al
mare. Tutti i giorni io mi facevo il bagno…
CARLO: E tua moglie?
IAQUINTO: Si faceva il bagnino
CARLO: Ma eri innamorato di tua moglie?
IAQUINTO: Io ero innamorato cotto, ma lei rimaneva
sempre cruda e anche un po’ insipida.
CARLO: Certo, soffrire per amore…
IAQUINTO: Chi soffre per amore è perchè non ha mai
avuto i calcoli renali. Non s’è fatto prima i conti.
CARLO: Amare, a volte, è come giocare a carte
IAQUINTO: Che vuol dire?
CARLO: Tu le doni un cuore e lei ti risponde picche. Tu
le dai fiori e lei ti da quadri compreso di corni…ci. Tu le cedi la “mano” e lei non ti lascia più giocare.
IAQUINTO: Le storie d’amore…
CARLO: Le storie d’amore si dividono in due grandi
categorie: quelle sfortunate e quelle infelici
IAQUINTO: Con mia moglie ho sempre avuto un
rapporto di amore e odio
CARLO: E cioè?
IAQUINTO: Lei ama odiarmi o odia amarmi.
CARLO: L’amore ti fa fare cose pazze.
IAQUINTO: Infatti una pazzia l’ho fatta, mi sono
sposato.
CARLO: Ma a volte l’amore può durare per tutta la vita
IAQUINTO: Certo; come l’ergastolo. Il mio sogno era
quello di comprare una casetta in montagna e passarci il resto della mia vita con la donna che amo e invece sono qui.
CARLO: E perchè non l’hai comprata?
IAQUINTO: Mia moglie non voleva
CARLO: Sei sposato da molto?
IAQUINTO: Da trent'anni. E amo sempre la stessa
donna!
CARLO: E' meraviglioso
IAQUINTO: Certo, ma se lo scoprirebbe mia moglie mi
ucciderebbe.
CARLO: Mia moglie è gelosissima. Quando la sera
tornavo a casa scrutava se vi erano capelli sul bavero del cappotto.
IAQUINTO: E li trovava?
CARLO: Mai trovati.
IAQUINTO: Allora chissà com’era contenta…




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Scrittura creativa scritta il 11/04/2013 - 11:01
Da Luigi Bellotta
Letta n.493 volte.
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