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AL BUIO IN UNA CAVERNA

Le istruzioni sono:

La scena si svolge in una caverna. Il protagonista, assieme ad altre persone, si ritrova improvvisamente al buio. Quali sono i suoi pensieri e le sue preoccupazioni? La grotta ha dei pericoli. Cosa succederà? Quale sarà la conclusione? Scrivere una storia così ambientata.


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La grotta nell’autobus.

La grotta nell'autobus.
Avete presente la magia degli autobus?
Mi spiego, lungo il percorso raccoglie sempre nuovi personaggi alle fermate, e così il percorso diventa una storia e l'autobus, bé, lo scoprirete presto.
Alla terza fermata siamo in cinque.
Oltre me ci sono: l'anziano signore, due violinisti che parlottano, la ragazza sempre al cellulare ed un uomo dal dopobarba misterioso.
Alla quarta fermata il più basso dei violinisti scende dal veicolo salutando l'amico in scala maggiore di Do.
Per uno che va, una ragazza dagli occhi azzurri ed i capelli castani arriva. Prende posto vicino, ma non troppo vicino, ai miei occhi.
E' molto bella.
La storia fa un cambio di personaggi.
Una sostituzione forse necessaria.
Scopro l'amore nella mia vita.
Sono seduto in fondo al rettangolo ferroso e posso osservare tutti: come il violinista, in piedi, mantiene l'equilibrio grazie al suo violino.
L'anziano ha un lungo cappotto ed un largo cappello, entrambi neri. Soffia il grande naso su un panno di tessuto e tossisce a tratti regolari.
La ragazza al cellulare è giovane e piena di brufoli, forse espressione di condizione ormonale, ma è altrove, il suo orecchio poggia su un altro pianeta. Noi per lei non esistiamo.
Io, sono solo un anonimo studente universitario che arriverà in ritardo a lezione, e poco m'interessa. Il mondo corre veloce ed ho compreso che non posso rincorrerlo per sempre, o semplicemente se non sei in linea con i tuoi sogni, stai rincorrendo quelli di qualcun altro. Se ti sembra che il mondo corre veloce forse non stai vivendo la vita che vorresti.
Ma non ho voglia di analizzare la mia situazione adesso,
allora guardo la ragazza con gli occhi azzurri, aspetto che l'azzurro suo, ed il mio verde s'incrocino, per creare un bellissimo affresco, un prato denso che si proietta verso un mare calmo pieno di creature marine.
Quando finalmente succede, lei accenna un timido sorriso.
I miei organi liquefano e le mani sudano. Qualcosa dentro come un colpo alla porta, batte.
In passato,ho compreso sulla mia pelle il dolore dell'indecisione, quei treni che passano sempre veloci e che non prendiamo troppo spesso.
La vita è un via vai di treni che prendiamo quasi mai. E nonostante ciò nuove occasioni nascono ogni giorno tutt'intorno.
E adesso sono sull'autobus e lei è a pochi passi di me.
Eppure fermo al mio posto lascio sfumare il tribale focolare di vitalità.
E in questo sono molto bravo:lasciare dissolvere le emozioni senza viverle.
Non godere di quello che il mondo mi regala.
Non godere di quello che il mondo mi regala.
L'uomo con il dopobarba misterioso inizia a ridere.
Una risata straziante e fragorosa, e l'autobus, bé, ha trovato i personaggi necessari, e infastidito da quella risata, decide di diventare una grotta.
A volte l'imprevisto è dietro l'angolo e serve qualcosa in più per vincere le tue paure. Quando il coraggio perde la voce, l'amplificatore tuona.
Ci ritroviamo da passeggeri a cavie in cerchio dentro una grotta senza forma, senza età.
-Immaginate che questa grotta sia la vostra tomba- dice l’uomo con il dopobarba misterioso.
Siamo noi, i personaggi dell'autobus a riempire la fredda caverna di tufo.
Ciascuno ha una fiaccola dalla fiamma lieve, e per la prima volta, la ragazza al cellulare alza lo sguardo e ci osserva.
Tutti noi per la prima volta gettiamo via il mantello della solitudine e provano a scoprire gli altri esseri umani.
Ci guardiamo negli occhi, tra le rughe della pelle, disorientati, ed in quella grotta, che è la nostra tomba, per la prima volta vivi.
Solo scoprendo l'umanità puoi liberarti dei limiti che porta la troppa solitudine.
L'uomo misterioso, camminando a passo lento, risalta l’eco dei passi, e poi copre quel severo rumore con la sua voce aspra:
-Immaginate di essere morti- dice – e questo sia l’aldilà.
-Quante cose lasciate in sospeso, nella vostra vita, con la sola scusa di avere sempre tempo per sistemarle?-
Prende un po’ d’acqua e spegne la lieve fiamma sulla fiaccola dell’uomo anziano , che sedendosi dolcemente muore.
-Quanti rimpianti ingiusti, occasioni sprecate, per questa frase: c’è tempo-
Si avvicina alla ragazza sempre al telefono, le sfiora un orecchio, il cellulare dissolve, la ragazza ha paura.
-Invece adesso non c’è più tempo-
L’uomo versa un altro po’ di acqua sulla ragazzina che cade al suolo come addormentata.
-La verità è che la costanza del tempo, è la nostra comodità, è la nostra ancora di salvezza. La possibilità di vivere a lungo è un palliativo continuo. Non curiamo le nostre incertezze, le rimandiamo. Non salviamo il nostro coraggio, lo coccoliamo sotto una calda copertina statica.
Lentamente.
E’ così che si spengono le luci.-
Con due fiaccole spente, la grotta regalava il suo colore naturale.
Oscurità.
Io guardavo la mia piccola fiamma, che a stento illuminava le mie mani. Non oltre.
E' questo che mi manca, il primo passo, dovrei raggiungere gli altri e fare qualcosa, ma resto fermo, il coraggio sembra così lontano da me, ho bisogno di una scintilla, di qualcosa che mi scuota.
Osservo solo due lievi luci non distanti: sono le fiaccole della ragazza che desidero e quella del violinista, ma non posso distinguerle.
L’uomo misterioso con la sua acqua purificatrice intanto gironzola di nascosto tra le nostra membra, pronto a spegnere altra luce e regalarci l’oscurità eterna.
E quando il buio sembra prendere il sopravvento che il primo passo diventa spontaneo, non necessario ma naturale, che la salvezza la portiamo dentro ma dimentichiamo spesso.
E qualcosa accade.
la caverna comincia a profumare di lamponi e melograno.
Spremuta, senza zucchero, di melograno dal colore rosso acceso, dal forte odore di lamponi inonda la grotta.
Un mare di sangue c'investe, le vesti tinte, perdono consistenza e nudi ci ritroviamo.
E qualcosa accade.
Il violinista getta per terra la sua torcia
-Cosa fai?- urlo ad una torcia che cade, perché era ciò che riuscivo a scorgere.
Solo una torcia.
Ma prima che la morte arrivasse nelle veste di un dopobarba fetido, il violinista prende rapidamente tra le mani il suo strumento ed inizia a suonare.
Suono di violino e canto di uccelli,
E fu luce.
Le fiaccole non servono più, la musica guida e, seguendola, nuotando nel mare rosso melograno, raggiunsi la ragazza dagli occhi azzurri.
-Ti va di ballare?- chiesi
-Era ora- disse lei
Così come il mare incontra la sabbia, ed il vento accarezza le montagne, con la stessa naturalezza, l’uomo dal dopobarba misterioso svanì ed io mi risvegliai su un autobus in corsa. Un autobus che continuerà sempre a fare la stessa strada, con le stesse fermate quella monotonia che caratterizza le giornate.
Ma guardando tutti, notai che qualcosa era cambiato dentro ciascun di noi.
Dopo qualche giorno l’uomo anziano chiamò suo fratello che non sentiva da più di vent'anni. E dopo quella chiamata smise di tossire fino al giorno della sua morte.
La ragazza buttò a mare il suo cellulare e iniziò ad ascoltare davvero gli esseri umani. Uomini al bar, donne alle fermate della metro, aristocratici annoiati e ragazzi ribelli, barboni sotto i ponti, ascoltava le loro storie e si commuoveva.
Io e la ragazza dagli occhi azzurri, finalmente, guardavamo il mare, insieme.
L’autobus negli anni farà sempre lo stesso giro, pronto a raccogliere nuovi protagonisti e nuove storie.Pronto a salvare nuove vite grazie ad una grotta che porta con sé: la grotta nell'autobus.
E il violinista?
Era solo il mio cuore travestito da violinista, perché gli serviva un mezzo per comunicare con me, per parlarmi, per farsi ascoltare.
La musica è uno strumento potente,
D'altronde,
La musica del cambiamento parte sempre dal cuore,
Basta saper ascoltare, saper ascoltare.



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Scrittura creativa scritta il 15/10/2017 - 23:09
Da Bruno Gais
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