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INCIPIT

Le istruzioni sono:

Partendo da questo incipit scrivi un racconto breve: "Perché volesse ucciderlo è un problema che esula dall’ambito di questa storia."


~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Anna e Marco

Perché volesse ucciderlo è un problema che esula dall’ambito di questa storia.
La solita giornata uggiosa. Una fitta pioggerellina rende tutto monotono e noioso, ma Anna ha il sole in testa. Deve uscire per alcune commissioni. Il fatto di vedere il sole anche attraverso la pioggia non è per l’appuntamento sotto la doccia UVB, ma per la telefonata che sta aspettando. Un amico lontano con il quale intrattiene una fitta corrispondenza.
A dire il vero, non si erano scritti nulla durante l’ultima settimana, perché lui l’aveva avvisata che sarebbe partito per una breve vacanza al mare, ospite di un amico.
A Marco capitano spesso interruzioni di questo tipo. Parte all’improvviso per lavoro o per una settimana di assoluto relax lontano dalla città, dai rumori e dal computer.
Questo non toglie che al suo rientro accenda subito “la scatola magica” e cerchi nella posta le sue chilometriche lettere confuse con le barzellette e i filmati divertenti che lei gli invia ogni giorno per farlo sorridere.
Anna gli aveva scritto proprio la sera precedente, calcolando che il suo rientro sarebbe stato imminente e Marco aveva risposto a tutte le sue domande, raccontandole in ogni dettaglio la settimana trascorsa fra sole, mare e immersioni. Aveva chiuso la lettera chiedendole di poterla sentire al telefono l’indomani.
Lui trova uno spazio all’ombra di un albero e compone il numero. Anna, alla guida della sua auto, fruga nella borsa alla ricerca del cellulare senza staccare gli occhi dalla strada.
< Ciao, carissima! Come stai? > la voce calda e un po’ affannata dall'afa siciliana.
< Ciao Marco! Benissimo, grazie e tu? >
Si scambiano le ultime notizie riguardanti i figli di lei, che la fanno impazzire con le scuole e la figlia di lui che ha deciso di mollare il fidanzato.
Anna apre sempre il suo libro e lascia che Marco legga tutto quanto contiene, lui invece mostra solo qualche immagine del proprio, poi lo chiude e lo mette in disparte.
Interminabili silenzi dove uno ascolta le parole dell’altra, senza interrompere e si lasciano trasportare dal tono della voce, dalle risate e dalle diverse inflessioni di linguaggio.
Lei è trasparente come l’acqua azzurra di una piscina, non nasconde nulla, non tralascia dettagli e parla, parla in continuazione con tono vivace e allegro, intercalando i discorsi con sorrisi e risate argentine.
Lui è tortuoso come un ruscello di montagna, non dice mai tutto fino in fondo, lascia che il discorso sia a libera interpretazione, parla lentamente, quasi a misurare le parole che sembrano non arrivare mai. Si emoziona ogni volta e non riesce a rilassarsi. Ogni tanto si lascia trasportare dalle risate di lei e la segue mollando un po’ gli ormeggi, ma riprende subito il controllo della propria voce.
Marco sa di essere una miccia pronta ad accendere una reazione a catena di esplosivo incontenibile. Per questo deve misurare le parole, se si lasciasse trasportare dall’onda delle emozioni perderebbe il controllo della situazione. E’ tenero, sensibile e scostante allo stesso tempo. Non si fida di nessuno. Il suo lavoro l’ha sempre portato a dubitare di tutto e di tutti e vive costantemente tormentato dai fantasmi del passato. E’ divorato dal rimorso per aver fatto innamorare troppe donne dalle quali è sempre fuggito. Non è un codardo, ha solo paura di far male e di soffrire troppo per amore. Per questo motivo non si è mai lasciato coinvolgere dalla passione che sconvolge i sensi e disorienta e ancora una volta chiede consiglio ad Anna per chiudere una storia che lo sta consumando nell’anima senza averla veramente vissuta.
< Cosa vuoi sentirti dire? Che fai bene a scappare, che è giusto così? > chiede lei.
< Sì, forse è proprio questo che voglio sentirti dire. >
< Sai benissimo cosa penso in proposito. L’ho scritto più volte nelle mie lettere. Credo sia meglio buttarsi a capofitto in una storia passionale e viverla, piuttosto che fuggire per paura di soffrire. Se mai dovesse concludersi un giorno, almeno potrai dire di averla vissuta! >
< Non sopporto l’idea che lei possa stancarsi fra sei mesi, un anno, ed io a quel punto non sarei più in grado di riprendermi. No, meglio chiudere tutto, adesso. >
< Certo, è molto più semplice scappare! Andrai in capo al mondo, lontano da tutte le tentazioni e quando penserai di essere al sicuro, ti accorgerai che nulla è cambiato perché sarà sufficiente parlare con una donna come sai fare tu per farla innamorare di te! >
Scoppiano entrambi in una risata.
< Ecco, vedi, mi basta parlare con te per vedere tutto con colori diversi! Però adesso ti devo salutare, fra pochi minuti sarà il mio turno, sono in coda allo sportello della banca in questo momento. Anna, mi raccomando. Non ti fidare mai di nessuno, nemmeno di me! Ti abbraccio forte, come potrebbe fare un padre e… grazie per la pazienza che dimostri sempre! >
Nel frattempo anche lei è giunta a destinazione. Una sosta nello studio medico per farsi rilasciare un certificato.
< Pazienza? Per me è un piacere, chiamami pure quando vuoi, tu sai come rintracciarmi! >
Sorride mentre la comunicazione si interrompe. Poi le tornano in mente le ultime parole di Marco:
< ...”Non ti fidare mai di nessuno, nemmeno di me!” > Chissà perché si è volutamente aggiunto alle persone di cui non dovrei fidarmi!
Marco non crede che si possa instaurare una vera amicizia fra un uomo e una donna. Non crede che la vita possa riservargli ancora tante sorprese, un futuro migliore e sereno rispetto a ciò che è stata la sua vita travagliata. Non crede ci possano essere persone affidabili con le quali confidarsi, soprattutto se queste persone abitano a mille chilometri di distanza e non si sono mai conosciute di persona.
Nonostante tutto non può fare a meno di scriverle e di sentire la sua voce al telefono perché, anche se non crede fino in fondo, ha bisogno di tornare a credere nella vita.
Marco ha il numero di telefono di Anna. Lei al contrario non l’ha. Sono due anni che aspetta di sentire la sua voce, di ricevere una sua mail…



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Scrittura creativa scritta il 11/07/2014 - 00:51
Da Candlelight Candle
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