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INCIPIT

Le istruzioni sono:

Da questo incipit scrivi un racconto breve:
Una sera, nella hall mi è venuto incontro un uomo. Si è presentato e mi ha detto: ”La conosco da sempre”.


~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Il riscatto

Una sera, nella hall, mi è venuto incontro un uomo. Si è presentato e mi ha detto. “ La conosco da sempre”. Lo guardo incuriosito. Ma non riesco a mettere a fuoco. Con voce strascicata farfuglio qualcosa del tipo: << Chi sei, cosa vuoi, non ti conosco >>. Non riesco proprio a distinguerne i lineamenti. Forse è la luce che riflette sulla vetrata accanto a lui che ne snatura l’immagine. A un tratto la sua figura si sdoppia. Provo a strizzare gli occhi, ma inevitabilmente barcollo e quasi perdo l’equilibrio. Lui allunga una mano vuole sorreggermi. << Vai via >> Gli urlo inviperito.<< Io non ti conosco>>. Stringo forte le mani soprattutto quella che abbraccia il collo della bottiglia: non sia mai che me la voglia portare via. La porto alle labbra. Lei si, che la conosco. Il sapore del liquido mi carezza la gola: è mellifluo anche se quando scende brucia un po’. << Vedi … >> Dico allo sconosciuto.
<< Questo è il solo amico che conosco. Tu puoi anche andare al diavolo>>. Faccio per andare via ma la voce dell’uomo mi segue; è una voce profonda che mi rimbomba nella testa.
<< Eppure se ci pensi anche tu mi conosci; Da bimbo con i tuoi piccoli piedi tentavi sempre di calpestarmi. Eri curioso e promettevi bene. Ti sono sempre rimasto accanto, con te ho gioito: sono caduto e mi sono rialzato, sempre con te; senza peraltro aver mai assaporato niente ho messo su pancia. Quando hai preso a bere e con il tuo comportamento hai allontanato tutti; ho deciso che era troppo anche per me rimanerti vicino. Ero stanco di camminare rasente i muri, di trovarmi bagnato quando eri tu che te la facevi addosso, di sentirmi lo zimbello degli altri e di vedere le facce deluse e avvilite di chi ti amava. Io sono colui che ti ha abbandonato quando a me hai preferito una bottiglia, tu non avevi bisogno di me, così allontanandomi da te sono diventato quello che tu avresti potuto essere: un uomo di successo, un padre e un marito felice. Tutto questo mentre tu con la tua bottiglia continui a essere l’ombra di te stesso.
<< Zitto stai zitto >> gli urlo forte, tu non puoi essere la mia ombra e adesso te la faccio vedere. Mi volto, tremolando faccio un giro su me stesso, poi un altro, ma dell’ombra non c’è traccia.
<<Visto? Cosa ti avevo detto?>>
<< Lasciami in pace!>> Ondeggiando mi avvicino alla vetrata della hall. Non c’è nessuno. Oltre a un ubriacone con una bottiglia in mano non c’è nessuno.
<< Lo vedi? >> dico all’ immagine riflessa.
<< Nessuno ti vuole bene, anche l’ombra ti ha lasciato >> Sollevo la bottiglia voglio brindare alla mia solitudine, poi cambio idea e la lancio con forza verso la vetrata.
<< Nessuno può rubarmi la vita>> sussurro piano mentre faccio per lasciare la hall.
<< Tanto meno una bottiglia>>. Dichiaro rivolgendo lo sguardo alla mia destra e … sorridendo alla mia ombra.



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Scrittura creativa scritta il 12/08/2014 - 17:48
Da Claretta Frau
Letta n.739 volte.
Voto:
su 13 votanti


Commenti


Eppure quando la coscienza morde, quando il rimorso mette ancora dubbi, non tutto è perduto. Da non confondere con i vaneggiamenti di un ubriacone in preda ai funi dell'alcool. Il tuo è un soliloquio molto più profondo e tra l'altro scritto molto bene. Complimenti

Franco Melzi 21/09/2014 - 12:55

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Grazie Salvatore per la tua gentile attenzione.Buona giornata

Claretta Frau 03/09/2014 - 12:51

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Ti faccio i complimenti sia per la vittoria che per il soggetto da te scelto. Un argomento molto profondo e attuale, purtroppo molto diffuso, che lascia indifferenti, eccetto quando se n'è direttamente coinvolti.
Ottimamente scritto!

Salvatore Linguanti 03/09/2014 - 12:10

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Ti faccio i complimenti sia per la vittoria che per il soggetto da te scelto. Un argomento molto profondo e attuale, purtroppo molto diffuso, che lascia indifferenti, eccetto quando se n'è direttamente coinvolti.
Ottimamente scritto!

Salvatore Linguanti 03/09/2014 - 12:10

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Grazie Paola mi fa molto piacere ricevere i tuoi complimenti

Claretta Frau 03/09/2014 - 10:46

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Ho letto con molto piacere il tuo racconto. Piaciuto molto.
Complimenti, Claretta. Hai vinto il premio del mese, te lo meriti.

Paola Collura 03/09/2014 - 10:39

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Claretta, poiché dal tuo profilo non ho potuto ricavare l'età, non so se mi dai il "lei" perché molto più giovane di me, oppure perché ritieni che il "tu" non vada adoperato con persone che si conoscano da poco tempo. In quest' caso, avresti anche ragione: è una mia "indelicatezza". Originata, però, da un sentimento radicato profondamente in me e intensamente nutrito da 20 anni di una particolare esperienza: la permanenza in una Comunità napoletana in cui erano presenti le persone più diverse, anche per età, tutte volontariamente e appassionatamente legate dalla scelta di una fraternità concreta e vissuta.

Vera Lezzi 15/08/2014 - 14:42

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Grazie Vera per la sua cortese attenzione ho letto ancora poche cose di lei ma da quel po'ho potuto apprezzare la vivacità e profondità di pensiero.A presto leggerla!

Claretta Frau 14/08/2014 - 18:54

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Claretta, hai una forza descrittiva veramente straordinaria. Mi hai colpita profondamente.

Vera Lezzi 14/08/2014 - 17:53

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Apprezzabile per fantasia e filo logico. Riflessione sulla solitudine e sui rapporti di amicizia.

Antonio GARGANESE 13/08/2014 - 19:46

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Proprio tanto piaciuto e apprezzato. Bella e scorrevole la narrazione. Brava, Claretta, a rileggerti, ciao!!

Marina Assanti 13/08/2014 - 12:50

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lettura piacevole .

genoveffa 2 frau 13/08/2014 - 10:13

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Un racconto calzante "a meraviglia" col tema proposto e piacevolmente scorrevole.

Rocco Michele LETTINI 13/08/2014 - 08:34

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