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PRIGIONI

Da quanto tempo sei chiuso qui dentro?
Ti libero la mente da oscure
meraviglie,
che con disincanto hai raccolto
durante il tuo viaggio.
Quanto profondi sono i solchi
scavati sulle tue guance!
Il buio di una stanza che ti tiene
imprigionata;
la comodità della solitudine
che ti toglie il peso
di prenderti cura del vivere;
il fare i conti soltanto
con te stessa:
tutto questo ti addolcisce (lo hai scelto).
Ma
dovrai conoscere quanto pesa un amore
che ti attende dall'altra parte del muro.
Misurarti con l'esserti negata
l'interrogativo di un sorriso
rimasto ascoso dietro l'angolo.
Dovrai accarezzare
un vagito d'alba
che timido verso i tuoi occhi
si sporge.
E solo a quel punto:
adorerai od odierai le tue prigioni?
Ed io che ti dedico queste
parole convulse . . .
Le prigioni mi fanno male.
Troppo.
E' ora di uscire: ci incontreremo sicuramente,
sul giaciglio di un'esperienza
troppo a lungo ignorata.
Puoi starne certa:
perché ti verrò a cercare.



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Opera scritta il 23/03/2016 - 12:26
Da Jonathan NonImporta
Letta n.1341 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Molto bella....ci sono prigioni senza sbarre ma più forti di catene e tu mi hai fatto sentire questo....

Sabry L. 24/03/2016 - 00:43

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Giuseppe bravo esci fuori dalle tue prigioni..devi solo volerlo..forte e toccante la tua poesia..ciao.

Maria Cimino 23/03/2016 - 23:00

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...spesso le prigioni ce le creiamo noi stessi... Davvero intensi i tuoi versi, buona serata!

Chiara B. 23/03/2016 - 17:19

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Sentito quanto esplicito verseggio forgiato magistralmente.
Lieto meriggio primaverile.
*****

Rocco Michele LETTINI 23/03/2016 - 16:39

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