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Natura indifesa

Betulla era il tuo nome
notte e giorno a stender fronde
t'adoperavi


L'usignolo in flebile ramo
la reggia aveva costruito
per non turbare la quiete tua


Nella calura estiva
al ritmo del danzante vento
spargevi ombra


Maestosità palesavi
e il bimbo gaudente
al sorriso esortavi.


Che resta
d'intarsiate fronde
negli avviluppati rami?


Poco! L'uomo t'ha preso
una mattina di marzo
con ardore storpio t'ha reso


Povera mia voce
combattuto ha la battaglia
ma sconfitta mi son vista


Dopo essersi annoiato
l'uomo
ti ha lasciato.


E ora la tua forza ammiro
pur nello strazio fresca esistenza offri
a ciuffi di foglie dei mutilati ceppi.




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Opera scritta il 22/04/2016 - 14:26
Da Maria Rosa Cugudda
Letta n.386 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Maira Rosa.. bella e riflessiva la tua poesia.. Complimenti cara ciao.

Maria Cimino 22/04/2016 - 23:58

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BE PROBABILMENTE NON GLI PIACEVA LA SUA OMBRA ESTIVA O GLI SERVIVA LEGNA *****

POETA DELL'AMIATA LUPO DELL'AM 22/04/2016 - 18:13

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