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PANE ANCORA

Lavorano i contadini nei campi,
strappa alla terra il trattore nere stoppie
ormai lacere, consumate e putride.
Il terreno addormentato lungo il brullo autunno,
diventa tratto infinito di onde alte e nere,
solchi precisi e regolari.
Giungerà fra poco il seme,
sprofonderà per diventar radice,
per prepararsi di nuovo a germogliare.
Nuvole, acqua, sole e temporali,
nutriranno ancora quella distesa verde,
che poi, mare dorato, regalerà fra pochi mesi
un dono stupendo: spighe ricche di grano.
Diventerà ancora pane.
Basterà per tante mani tese ?
Son più di ieri, hanno più fame di ieri,
quante braccia, invece, rimarranno
rivolte al cielo ad aspettare,
non stringeranno nulla fra le mani.
Quanti bimbi aspetteranno inutilmente,
saranno più di ieri o meno,
se la morte li avrà già colti,
eterni sconfitti della terra.



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Opera scritta il 21/01/2018 - 11:47
Da ALFONSO BORDONARO
Letta n.1454 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


molto bella nella tua descrizione poi c'è la fame e bimbi che ogni giorno muoiono per questo bella

GIANCARLO POETA DELL'AMORE 22/01/2018 - 08:38

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... poesia di grande sensibilità...
eterni sconfitti dell'ingiustizia ed egoismo...

Grazia Giuliani 21/01/2018 - 22:43

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Uno scenario quasi apocalittico dove l'aspettativa dei bimbi verrà tradita dagli uomini senza cuore, che hanno in mano il mondo e operano solo distruzione... Mi tocca il cuore la tua bellissima poesia e la tua sensibilità!

Margherita Pisano 21/01/2018 - 21:21

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il potere di chi possiede. sicuramente
non ci sarebbe fame nel mondo se lasciassimo coltivare la terra con le proprie mani a chi la possiede. sono certo che il primo a morire di fame sarebbe proprio lui Alfonso

enio2 orsuni 21/01/2018 - 15:14

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La terra potrebbe produrre pane per tutti e sconfiggere la fame nel mondo.Si devono fare i conti con l'egoismo Delle umane genti e con la sete di potere che fa schiacciare i nostri simili più sfortunati.

Teresa Peluso 21/01/2018 - 14:33

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