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Le rivoluzioni di Ulisse

Questa storia comincia di domenica e non poteva cominciare in un altro giorno. Credo che i migliori propositi si facciano di domenica. Credo che le guerre finiscano di domenica. Credo che Ulisse sia tornato di domenica. Domenica per me è sempre stata una giornata particolare.
E proprio di Ulisse si trattava in quella domenica, perchè era il nome della nuova enciclopedia. Ero nell'epoca in cui ci si sente grandicelli; già dopo l'esame delle medie mi ero ringalluzzito, ora ero alle superiori, figuriamoci! Poi assistere con babbo alla presentazione di quella strana enciclopedia che non era come le altre.
A metà degli anni '70 era nata questa nuova enciclopedia tematica, molto comunista, molto alternativa, con la quale sarebbe stato difficilissimo fare le ricerche che ci proponevano a scuola perchè non era alfabetica e le cose che cercavi dovevi trovarle tra gli argomenti.
La presentazione a Roma fu la giornata particolare passata con babbo. Il lungo viaggio in treno e poi la Metro fino a via Sardegna dove era la sede degli Editori Riuniti, una lunga via rettilinea.
Ero vestito come si conviene per un'occasione di spolvero, solo leggermente sotto lo standard per matrimoni che era il massimo livello di rappresentanza. L'occasione lo imponeva.
Di quella lunga presentazione alla quale partecipavano i pezzi grossi del vecchio PCI, ricordo solo la dissertazione di un redattore dell'enciclopedia che parlò delle rivoluzioni che avevano caratterizzato l'evoluzione umana. La rivoluzione coopernicana aveva tolto la terra dal centro dell'universo, quella dei grandi esploratori aveva tolto l'europa dal centro del mondo, quella darwiniana aveva tolto l'uomo dalla sua alterità rispetto agli animali e l'ultima con Freud all'uomo era stata tolta la centralità anche di se stesso spinto da impulsi senza il suo controllo.
Dopo la presentazione il pranzo in una trattoria romana in un giardinetto all'aperto, vista l'estate appena iniziata, con una spettacolare amatriciana.
Ecco la quinta rivoluzione che in fondo era quella che mi interessava di più di quella giornata: mio babbo che per la prima volta mi aveva portato con sé in una occasione così importante in quella domenica del maggio della metà degli anni settanta.



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Opera scritta il 11/05/2018 - 11:45
Da Glauco Ballantini
Letta n.947 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Grazie a Loris, Corrado già è sparito... ma grazie anche a lui!

Glauco Ballantini 15/05/2018 - 15:12

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Bellissimo.
Un saluto...

Loris Marcato 12/05/2018 - 12:46

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Stupendo racconto...nelle mie corde, molto sentito.

Corrado B. 11/05/2018 - 13:57

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