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'A SPERANZA

Nu juorno me truvaste
dinta n’angolo, ero persa.
Me pigliaste pe mano
e me purtaste ‘o mare
a sentì ‘o viento.
Llà truvaje 'a speranza:
capétte ca nun ero cchiù
sola e ca tu me vulive bene.
Ajere t’aggio visto
dinta n’angolo, ire triste.
T’aggio sorriso, dicenno:
“Piccire’, ‘a vita è fatta
accussì, ‘o sole trase
e gghiesce”.
Tu he guardato ‘o cielo,
addò he truvato ‘a speranza
e nun essere cchiù sola,
accussì he capito ca
pur’ij te voglio bene.



LA SPERANZA


Un giorno mi trovasti
in un angolo, ero smarrita.
Mi prendesti per mano
e mi portasti al mare,
ad ascoltare il vento.
Lì trovai la speranza:
capii che non ero più sola
e che tu mi volevi bene.
Ieri ti ho vista in un
angolo, eri triste.
Ti ho sorriso, dicendo:
“Piccola, la vita è fatta
così, il sole va e viene”.
Tu hai guardato il cielo,
dove hai trovato la speranza
di non essere più sola,
così hai capito che
anch'io ti voglio bene.



“Ad una cara amica…”
Paola Salzano




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Opera scritta il 24/04/2019 - 11:11
Da PAOLA SALZANO
Letta n.1281 volte.
Voto:
su 6 votanti


Commenti


Una dedica dolcissima!

mare blu 27/04/2019 - 16:42

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Vi ringrazio di cuore per aver condiviso questa mia poesia...

PAOLA SALZANO 25/04/2019 - 19:29

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meravigliosa
uno splendido gesto di amicizia
si, Paola, è proprio nei momenti difficili che la vera amicizia mostra il suo volto che diviene speranza

laisa azzurra 25/04/2019 - 14:52

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Mi trovo molto d'accordo con la vostra visione del mondo napoletana, ma la poesia ho dovuta leggerla in italiano: è bellissima!!!

Maria Isabel Mendez 25/04/2019 - 00:24

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Paola...è bellissima e dolcissima. Come scrivi bene in lingua napoletana. Complimenti.

santa scardino 24/04/2019 - 22:30

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...sarà felice di questa tua dedica che è è musica, è speranza...
Non saprei quale versione scegliere, le tengo tutte e due e con me porto il tuo messaggio...
Ti abbraccio Paola

Grazia Giuliani 24/04/2019 - 20:43

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Voglio ringraziarvi per questi bei commenti, Luciano, Ernesto e Giovanni.
In particolare mi ritrovo pienamente nel concetto espresso da Luciano sulla filosofia napoletana, un vero e proprio modo di vivere...mi hanno fatto molto piacere le tue parole.
A Giovanni vorrei dire: ciò che volevo esprimere non è tanto dimenticare il vissuto, ma riconoscere che la vita è fatta di alti e bassi ('o sole trase e gghiesce...) che si avvicendano. Ti ringrazio tanto per il tuo commento.

PAOLA SALZANO 24/04/2019 - 18:12

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Il sole va e viene. Da napoletano traduco: chi avut avut e chi ha rat ha rat, scurdammoce ' o passat, simmo e Napoli paisà!(chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato dimentichiamo il passato, siamo di Napoli, compaesano.
Viviamo il presente, qui e ora. L'esistenzialismo filosofico potrebbe essere nato a Napoli.
Poesia piaciuta molto.Bella e musicale
Ciao Paola


GIOVANNI PIGNALOSA 24/04/2019 - 15:13

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Direi le stesse cose di luciano...per cui mi associo e condivido il suo commento

Ernesto D'Onise 24/04/2019 - 13:09

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Le mie origini napoletane mi impongono di esprimermi su questa bella poesia la cui musicalità dialettale riaccende in me il ricordo di una omonima poesia del grande Totò e che invito a leggere. La filosofia napoletana è al centro della vita del napoletano stesso che in ogni cosa, in ogni situazione riesce a vedere sempre uno spiraglio, una positività accomodante o la tragedia più esasperata. Adorabile.

luciano rosario capaldo 24/04/2019 - 12:27

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