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Storia di una esibizione tatrale

Mi hanno coinvolto e convinto a partecipare alla nascente compagnia teatrale popolare del mio paesino.
Ora, nel lavoro che stiamo preparando, il commediografo ci sta spingendo a scrivere dei brevi monologhi che poi ognuno dovrà recitare. Diciamo pure che la parte in questione consiste nel confidarsi con un morto (al cimitero) recitando seduti su un lenzuolo bianco. Il tema generale riguarda il rapporto tra i cosidetti “cafoni” ed il potere. Più in generale nel contesto rievocativo del racconto “Fontamara” di Ignazio Silone che era di queste parti.
Di seguito il monologo sul quale mi piacerebbe ricevere commenti e soprattutto consigli.


Ciao compà, come va?
Lo sai che non mi piace venire qua.
Ma guardati intorno! I morti, come i vivi, si riconoscono e si distinguono pure qua. Quelli ricchi e importanti stanno a certe tombe che sembrano palazzi … mentre noi poveri cafoni finiamo quasi sempre sotto una croce di ferro arrugginita.
E allora tanto vale, come dicevi tu, che da morto ti sarebbe piaciuta una buca sotto la quercia di “Fosso Romito”… ed io pure finirei volentieri sotto le radici di un mandorlo. Magari verso la “Grotta Sbuciata”.
Ecco, noi potevamo diventare terra buona per le piante, e invece ci ritroviamo qui, veramente sprecati… pure da morti.
Ormai sono venuto e, anche se questo posto non mi piace, ti ho portato una pietra che metto vicino alle altre pietre; perché noi lo sappiano che significa eh?
Noi abbiamo sudato sulle pietre, e abbiamo dormito e riposato sulle pietre, e qualche volta abbiamo pure cantato e ballato… sulle pietre.
Compà… oggi ho trovato una cosa!
(Caccio la bottiglia e un bicchiere dalla sacca)
Questo è il vino tuo; la bottiglia che avevamo nascosto alle mura vecchie sotto la torre.
(Riempio il bicchiere… e faccio per portarlo alla bocca)
Eh.. compà! Ti ricordi che “Zi Peppuccio” mi aveva accusato d’averli svuotato la botte?
Invece eri stato tu.. Eh!! Ti ricordi?? “Zi Peppuccio” mi aveva fatto chiamare pure dalle guardie…
Che te pozzino accide!!!!
Lo so, lo so… che sei morto! Mannaggia a te!!
(Tiro fuori il secondo bicchiere, lo riempio, e lo poggio sul lenzuolo)
(Poi, con il bicchiere alzato)
Io… ti perdono…
Alla salute compà!
(Bevo il mio con la destra
il bicchiere del morto con la sinistra
e subito dopo rimetto i bicchieri e la bottiglia nella sacca)
Stammi bene…
Ti voglio bene compà…
(… e accarezzando la pietra, mi alzo e vado via)


Grazie




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Opera scritta il 30/06/2019 - 18:50
Da Francesco Gentile
Letta n.1433 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Piacerà, voglio dire... il tuo testo, al di là di consigli o giudizi...
ciao Francesco

Grazia Giuliani 01/07/2019 - 17:47

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Ho cercato di immaginarlo "vedendoti"...(strano perché non ti conosco)...
comunque mi piace, un monologo che ha l'atmosfera di un dialogo, visto che in un brindisi coinvolgi anche il defunto...
è difficile mettere la mano su un testo di altri, ma visto che chiedi consiglio potresti aggiungere alla chiusura " a presto "che ha un doppio senso...
Vedrai, piacerà

Grazia Giuliani 01/07/2019 - 17:43

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Ciao Francesco, ben ritrovato.
Direi che il tuo monologo è azzeccato, anche per farsi un bicchiere di "scorta"
alla faccia di...
Ma a parte gli scherzi, mi è piaciuto.
Sarà un successo. Ciao

Loris Marcato 30/06/2019 - 21:07

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Eh .. anche rappresentazione "tetrale" non sembra male

Francesco Gentile 30/06/2019 - 21:02

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