sotto il sole di gennaio,
matura un frutto ruvido
nell'inverno rigido.
Polpa succosa,
buccia rugosa,
verde e poi aranciata
la sua dolcezza
è. solo di facciata.
Profuma di fiori,
di zagara e vento,
ma il succo che nasconde
è puro tormento.
Eppure c'è chi lo ama,
chi lo cerca e lo raccoglie
tra bucce e foglie,
per farne una marmellata
o una gustosa insalata.
Amaro è il suo cuore,
ma vivo e sincero,
non finge dolcezze,
non mente al pensiero.
Come certe verità nascoste
e scomode risposte,
pungono un poco
e non sono mai gioco.
Così è l'arancio, ostinato e fiero,
che durante l'inverno sopravvive
come un guerriero .
E chi lo assapora
impara una cosa:
che anche l'amaro, a volte,
è cosa preziosa.
C'è chi è dolce fin dal primo sguardo,
e chi si svela piano, con ritardo.
Io sono come l'arancio,
amaro al primo assaggio,
ma che rende bello
ogni paesaggio.
Non ti do il miele facile
di un frutto qualunque,
non sono la carezza
che si scioglie ovunque.
Non mento con dolcezze
che poi si dissolvono,
le mie parole restano,
non si nascondono.
Sono l'amaro
che resta
quando tutti vanno via,
la verità che pungola,
ma è che ti fa compagnia.
E come l'arancio
che l'inverno non doma,
resto me stesso,
qualunque sia l'aroma.
Perché l'amore vero
non è zucchero e panna,
è sentimento che tiene,
anche quando il mondo inganna.
Poesia scritta il 08/08/2026 - 17:01Voto: | su 0 votanti |
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