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Gentilmente

bussi alla mia porta.
Prodigio che giunge insperato,
inaspettato,
perciò così soave.


Per quanto tempo ti ho aspettato
fra le braccia della malinconia!
Tu eri troppo presa
dal tripudio delle tue sensazioni.


Correvi dietro a farfalle di eguale
colore,
che ti suggerivano però un sapore
di vita sempre nuovo.


E che cos'ero io in fondo?
Se non il precipizio sull'orlo del quale
inseguivi quelle farfalle...


Che attrattiva poteva avere ai tuoi occhi
qualcuno che gioca con le parole?
incapace del mistero del volo,
inadatto a lambire un fiore,
figuriamoci le tue labbra...


Per quanto tempo ti ho desiderato!,
tu che bussi ora alla mia porta,
che mi guardi con quegli occhi
scolpiti dalla meraviglia:
puoi prendermi le mani, se vuoi.


Prova a leggere i miei quaderni, se ti va.
Riscrivi le frasi che non ti piacciono.
Ti posso assicurare che sei sempre
stata la protagonista,
hai tutto il diritto di cambiare il corso
delle mie storie.


Ma non potrai dirmi che non ti ho
desiderato tanto.
Sulle copertine di questi miei quaderni non vi è
polvere.
Li ho aperti ogni giorno, tenuti stretti con il mio
pensiero rivolto a te.


Dimmi pure che sono uno scrittore vinto da tutto,
che i miei sentimenti sono usurati
da una vita che va troppo forte.


Se ci tanto,
puoi sederti di fianco a me.
Gentilmente,
senza far troppo rumore.
Perché forse è questo che più di tutto
ho aspettato tanto.
Lo sguardo tuo al posto di tutte le parole del mondo.


Il tuo venirmi incontro
Gentilmente




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Opera scritta il 09/10/2019 - 18:09
Da Jonathan NonImporta
Letta n.1092 volte.
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su 0 votanti


Commenti


Giuseppe,tanto bella e gentile questa tua poesia

Lisa Lisa 14/10/2019 - 09:41

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