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Il giorno della memoria

Come si può dimenticare
gli occhioni sgranati e profondi
che hanno avuto riflesso odio dal mondo,
sono andati senza più tornare.


Bambini e adulti insieme a donne,
uomini dagli sguardi persi,
dalle coscienze fin troppo terse,
offrire un duro biscottino, le nonne


che s'improvvisavano tali fra tanti
per donare anche solo un sorriso,
che s' accenda almeno su quei visi,
conoscono luccichio del pianto.


Far memoria noi dell'immaginabile
che, nella mente, dagli scritti si forma,
si distrugge per l' obbrobrio e poi torna
come scena dove si è consumato l' inimmaginabile.




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Opera scritta il 25/01/2020 - 17:33
Da Elisa Mascia
Letta n.402 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Incancellabile atrocita' immortalata nella
memoria dell'uomo..complimenti Elisa.

Salvatore Rastelli 04/02/2020 - 17:41

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Non si può dimenticare. Non si deve. Lo dobbiamo a quegli "occhioni sgranati e profondi".
Veramente bella la tua poesia, Elisa.

Francesco Soda 26/01/2020 - 22:13

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