Cara Giulietta
Cara Giulietta,
È una fredda sera di Febbraio, e il mio giardino profuma di mimose.
Alcune luci filtrano dalla finestra della mia stanza, ed io mi sento sola e triste come la piccola fiammiferaia di Andersen, ma senza i fiammiferi che fanno sognare.
Io non posso più sognare, non posso più permettermelo.
Perché con i sogni si può solo inventare.
Inventare quello che si vuole.
Con i sogni ci si può persino trasformare nella Walkiria dalla voce conturbante che ha fatto innamorare di sé l'uomo che in questo momento martella nella mia mente e che il mio cuore vuole dimenticare.
Sai Giulietta, sono una stupida, devo smettere di pensare a un uomo che non appartiene a me.
Per lui ho provato sensazioni sconosciute, dolcissime, anche se solo con la fantasia.
Io voglio amare, ma voglio essere amata.
Voglio anch'io perdermi tra le braccia di un uomo, e vivere con lui in quell'affascinante mondo dell'amore, tenendo sempre ben stretta fra le mani la bussola che riporterà me e il mio amore nel mondo presente.
Sabina Patruno
P.S: Lettera vincitrice del premio
" Cara Giulietta - Lettera più Bella 1998 "
Verona 14 Febbraio 1998
Racconto scritto il 20/02/2026 - 15:04Voto: | su 0 votanti |
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