Una densa coltre di nebbia
pari ad immenso sudario,
avviluppò la città
rendendola angosciante e tetra.
pari ad immenso sudario,
avviluppò la città
rendendola angosciante e tetra.
Era d’inverno…
il vorticar della bruma
sgorbiò le insegne
che ciarlarono tutt’altro linguaggio,
quanto la luce opalescente dei lampioni
ritrasse figure dai contorni svanenti
L’umano sentire
palesò turbamento,
foriero di intrighi e raggiri
che dissuasero il vagolar
per angusti calli ed ombrose vie.
Poesia scritta il 10/02/2026 - 10:26Letta n.9 volte.
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