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Ostaggi di un virus

Non si ferma, ormai da un mese siamo sotto scacco del coronavirus, la pandemia si allarga, tutti gli stati cercano di frenare la catastrofe, approvando decreti emergenziali volti a ridurre i rapporti sociali tra le persone. Come risultato, i cittadini sono privati delle più basilari libertà individuali, come fare una passeggiata, ritrovarsi con i propri amici. Hanno di fronte uno scenario che solo un mese fa avremmo definito fantascientifico, sono costretti ad uscire con mascherina e guanti, fare delle lunghe code ai supermercati, mantenendo la distanza di almeno 1 metro l'uno dall'altro. Ci troviamo con le scuole chiuse, la polizia per le strade a controllare chi esce di casa. A favore di questo virus si può dire solo una cosa, è democratico non risparmia nessuno. Chi non rispetta le regole è più vulnerabile, in Italia si ha un brutto vizio, quello di trovare sempre un modo per sviare le leggi e fare quello che più ci garba. Ma quanto tempo durerà tutto ciò? Ognuno recita una versione personale, chi è ottimista e chi al contrario dipinge un quadro molto più inquietante, bisogna mantenere la calma ed osservare i mutamenti della situazione. Certamente le attese per un miglioramento saranno lunghe, si spera più brevi per l'Italia, al momento non si può dare una scadenza temporale sul ritorno alla normalità, anche perché alcuni paesi sono solo all'inizio della pandemia. E' una guerra, che non permette rilassamento, nelle restrizioni quotidiane, per non far risalire la curva del contagio. Si può affermare che le nostre abitudini future saranno stravolte in ogni campo e queste nuove regole si dovranno accettare senza obiezioni. Anche i rapporti umani subiranno dei cambiamenti, bisognerà diffidare dei luoghi troppo affollati, discoteche, metrò, centri commerciali, cinema. Bisognerà eliminare anche effusioni amorose, baci, abbracci, strette di mano, adotteremo nuovi tipi di saluto. Anche nello sport ci saranno modifiche, perché anche una goccia di saliva e di sudore può creare un contagio. Saremo costretti a rimodulare i sistemi sanitari, attrezzarli e coordinarli per affrontare nuove epidemie prima che la situazione si aggravi. Ci vuole una profonda trasformazione del nostro modo di stare assieme e di vivere la società, lo si deve soprattutto a tutti quelli che non ci sono più, per colpa del virus maledetto. Bisognerà cominciare a pensare in un modo differente, significherà vivere in un mondo nuovo, più algido, sospettoso e solitario, dove si definiranno delle regole e dei sistemi di controllo a protezione delle vite umane. Nel mezzo della pandemia le famiglie si sono ritrovate, hanno parlato insieme, all'improvviso si sono unite. Si dovranno fare nuove scelte, avere nuove visioni e nuovi modi di vivere, per poter guarire ed essere immuni da qualsiasi contagio. Per salvare il mondo ci vorrebbe un miracolo, bisogna pregare per far si che questo accada, perché solo UNO ha la facoltà di farlo.



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Opera scritta il 01/04/2020 - 18:13
Da Enrico Hasson
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