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Per Viviana e Gioele

Più ancor s'è precoce
lacerante è il doversi dileguar
dall'inebriante fruscio del viver
di folli traiettorie
crudel, vigliacco pasto.
Alla perfida corte della nigra ombra
impotenti giumgemmo avvinti
creatura del fier grembo mio,
così disiata un dì or così indifesa;
t'amai Gioele e sempre t'amerò
con fruscii di soavi carezze
delicati qual onde di radio
ove mi fu dono tentar di sparger amore
sull'infuocata epidermide d'un cosmo
che,al mal prostrato, s'anela migliore.
No, figliuol mio
più non vi sarà né animal é dirupo
a colpir di vil violenza
l'or dei tuoi pur esigui anni,
or ci accolse il buon Dio in un abbraccio
che giunger possa con dolcezza di miele
in sol di perenne conforto
al papà tuo e marito mio Daniele.



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Opera scritta il 21/08/2020 - 09:10
Da cristiano comelli
Letta n.1067 volte.
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Commenti


Ringrazio molto e auguro buona giornata

cristiano comelli 24/08/2020 - 12:15

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Una grande tragedia...e tu Cristiano hai donato a queste due creature sventuratie versi eccezionali!

barbara tascone 23/08/2020 - 22:28

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Scorrevo l'elenco delle pubblicazioni di oggi e quando ho letto il tuo nome è stata una vera gioia. Tutti abbiamo seguito la vicenda di Viviana e del piccolo Gioele, solo la tua pregevole penna potevano costruire una dedica così ben fatta. Ciao Cristiano, un saluto affettuoso.

santa scardino 22/08/2020 - 14:29

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