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Dentro l\'anima, alla scoperta della notte

Sognano, le mie sensazioni sognano, dentro grovigli d'inchiostro ricamano il buio dell'oro.


Una penna posata sul foglio resta in attesa di un cenno, la mia mano in bilico si nuove lenta ad accarezzare dolcemente il suo intento.
Sceglie la mente, mentre il cuore si anima veloce al solo pensiero di ciò che accadrà, tra poco.
È una storia diversa, non la solita triste storia.
Un accenno di sorriso increspa le mie labbra e il ricordo sprofonda lentamente nei meandri della notte.
La mia notte.
È quasi impossibile scriverla, ma si anima l'inchiostro e la penna si muove veloce sul candido foglio.
Sono certa di plasmarla sotto le mie mani, come l'argilla si modella al semplice tocco e prende forma il suo contorno.
Erano occhi profondi, come lo sguardo di un lago che si acquieta alla sera e dolcemente si adagia senza il rumore di un'onda.
Scende in profondità nei suoi abissi e lentamente scruta l'animo mio.
Una carezza si muove tra le alture misteriose, che niente hanno di certo, se non la voglia di conoscere quella sensazione intensa che ti fa sentire vivo lungo la schiena dell'universo, perché ne senti il brivido; fa tremare la tua pelle.
Storie di passi che avanzano nel buio più fitto, storie primordiali di istinti magici, regalano alla notte quel profumo dolce amaro di struggimento interiore, tra il senso del vero e quel sogno che si svolge nella stanza più fitta, incredibilmente perfetta.
Onde lontane profumano di incenso, ricamano origami di luce che si specchiano nell'anima.
La mia anima si riconosce in quel sogno di sguardi e la notte risplende nel suo pieno possesso.
È pace dei sensi, tra il frastuono del mondo, che resta fuori, sospeso, da quel sogno di sensazioni prelibate.
Mai avrei creduto che quel tocco incauto avrebbe prodotto note sublimi, dentro l'oscurità tangibile
di un'ombra di sguardi.
Il canto dell'universo, dentro un'eco, risuonava ancestrale.
I miei occhi, dentro, catturavano immagini di un tempo celeste, mentre il cielo si dipingeva d'argento.
Ondeggia la Luna appesa alla notte e una stella lontana risplende d'amore.
Battono i cuori all'unisono dentro due corpi stretti in un abbraccio.
Una sola anima vibrava nel buio e accendeva spiragli di blu.
Era passato l'uragano, scossi dalla tormenta, noi, rinascevamo più candidi dell'alba.
Lì, dove la notte finiva e restava
quel foglio intriso d'inchiostro a testimoniare una storia intrisa d'amore, dentro la notte.


Lasciatemi sognare,
la vita è così breve
che non mi voglio svegliare!


Margherita P.@




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Opera scritta il 21/03/2022 - 12:05
Da Margherita Pisano
Letta n.903 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Grazie!

Margherita Pisano 22/03/2022 - 20:32

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Complimenti Margherita
Stupenda composizione

Salvatore Rastelli 21/03/2022 - 15:25

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Svegliati carissima hai le migliori condizioni per vivere meravigliose stagioni con stia Tonino

FADDA TONINO 21/03/2022 - 15:15

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Molto intensa complimenti!

Anna Cenni 21/03/2022 - 15:14

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Con gli occhi dell'anima si scoprono immagini diverse!
Apprezzato!

Maria Luisa Bandiera 21/03/2022 - 14:50

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