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Perché volesse ucciderlo è un problema che esula dall\'ambito di questa storia

Gioco di ruoli:
Avvolte le decisioni ci proiettano in percorsi di vita assurdi..... Il più delle volte non immaginati. E' questa la storia del giovane Erik Draven. Un giovane come tanti, ma non più per qualcuno. Ragazzo spensierato, anticonformista, arrogante provocatore e, superficiale per molti. Almeno questo è ciò che, lui tendeva a mostrare di sè, per scelta o per circostanze. Ma come per ognuno di noi, anche per Erik esisteva un mondo celato al suo stile appariscente; un mondo molto più concreto della superficialità che lasciava trasparire di tanto in tanto. Mondo che diveniva parallelo a quello esternato: lui ne conosceva l' esistenza o almeno ne aveva la percezione. Ed era proprio questa sua percezione a creargli difficoltà mettendolo in crisi. Probabilmente gli stessi suoi atteggiamenti considerati superficiali da molti, erano una risposta di autodifesa nell'evitare di lasciar fuoriuscire quel mondo più sottile, più profondo e più autentico, solamente a sè stesso noto. Possiamo definirlo un lato che, inconsciamente ha cercato sempre di custodire e proteggere nel cassetto più profondo della sua anima. D'altronde, chi di noi non ha mai vissuto un' esperienza del genere? Esperienza che, molte volte ci ha indotti a dividerci tra "mostrare ciò che le circostanze ci invitano ad essere" e "celare quello che realmente siamo". Il tutto diviene più comprensibile per un tipo come Erik: ragazzo di 25 anni, pieno di idee, obbiettivi, speranze, ben nascosti, in quel cassetto dell' anima appunto, accessibile solo a lui. Ebbene, lo stesso Erik, diviene la sola e unica chiave per aprire la serratura di questo cassetto segreto. Ma perché tenerlo segreto? Perché continuare a percepire l' esistenza di un doppio universo all'interno dell'anima, mostrando altro all'esterno, rischiando addirittura non poche difficoltà? Molto probabilmente si tratta di paura: paura di non farcela! Quella classica paura che ci fa credere di non essere all'altezza degli obbiettivi prefissati o di non piacere agli altri per quello che si è veramente! Si tratta di una paura che in molti diviene una vera e propria entità parlante che cerca di evidenziare la falsa impossibilità nel poter concludere qualcosa o mostrare un lato di noi stessi. E' un' entità che ci provoca tra l'altro, mettendoci costantemente alla prova. Solo una presa di coscienza nei suoi confronti può produrre risultati: eliminare le difficoltà che generano crisi regalando quell'equilibrio di cui ogni essere umano ha bisogno..... anche il nostro Erik! Ed infatti, la sua percezione di un universo interno, generava in lui costanti conflitti indispensabili proprio a conseguire inconsciamente quell'equilibrio sperato. Equilibrio che, inevitabilmente lo avrebbe portato ad acquisire coraggio sconfiggendo la paura. Si comprende che il suo, era un conflitto invisibile, che avveniva alla luce del sole ma senza poter essere notato. L'impossibilità di Erik nel riuscire ad acquisire quel coraggio finale che sconfiggesse la paura, tanto da portarlo ad esternare senza alcun problema quel famoso cassetto tenuto segreto, avrebbe rischiato di ucciderlo! Ma non in senso fisico. Sarebbe morto l' essere umano presente in lui. Forse perché, quel cassetto custodiva non solo il suo lato nascosto ma, proprio la sua essenza di essere umano. Forse Erik percepiva inconsciamente anche questo e, cercava di proteggere tutto dalla sua paura. Si, perché in lui la paura cercava costantemente di distruggere ogni traccia di quello splendido individuo che aveva sempre pensato e immaginato di poter essere o almeno di divenire un giorno, portandolo a mascherarsi dietro una persona da lui costruita ma, completamente sconosciuta ai suoi sensi! Era entrato ormai in un meschino gioco di ruoli, seduto ad un tavolo e messo difronte ad un giocatore invisibile: la paura appunto. Quali le carte da scegliere in questo gioco? La pura gioca quella della "morte"! Tenta in tutti i modi di annientare al nostro protagonista la sua essenza di essere umano, uccidendolo all'interno, colpendo al cuore di tutta la sua esistenza. Ma la stessa paura, "perché volesse ucciderlo è un problema che esula dall'ambito di questa storia". Sarei più incuriosito dal modo attraverso cui Erik prenderà coscienza di dovere trovare coraggio per sconfiggere la sua paura. Mi interesserebbe sapere più questo che conoscere il motivo per cui la pura, per natura, tende a creare difficoltà negli individui e, in questo caso, ad Erik. Tralasciando questo aspetto potremo anche convincerci del fatto che, la paura, svolge un vero e proprio lavoro psichico sugli individui: cercare di uccidere il loro vero lato umano nascosto. Forse anche per questo non divento curioso nel cercare di svelare l' obbiettivo della stessa paura. Ma purtroppo non potrò raccontarvi di più! Erik ormai ha preso le sue decisioni, scoprendo la verità sulla paura e assumendo coraggio. Queste decisioni avranno sicuramente conseguenze e ripercussioni sulla sua stessa vita. Il ragazzo considerato da molti superficiale, inizia a non esserlo più per qualcuno. Ha smascherato il doppio e falso gioco della paura guardandola in faccia! Erik, tipo “superficiale”, mettendosi alla ricerca di sé stesso e di quel tormentato coraggio, si trasformerà nel giovane capace di aprire quel cassetto segreto, rivelando al mondo intero la sua natura gelosamente e timorosamente custodita. Sarei veramente curioso di conoscere l' evoluzione delle conseguenze delle decisioni prese da Erik; curioso di sapere se ce la farà e in che modo intenderà portare a termine la rivelazione di se stesso e del suo mondo interiore; curioso di scoprire che persona diventerà un giorno e se quella persona corrisponderà a quanto lui negli anni ha pensato ed immaginato di essere, nonostante quello che amava contrariamente mostrare, rispetto al suo mondo parallelo.Ma purtroppo non potrò aggiungere altro: è ormai da tempo che Erik è andato via. Lontano da qui e forse anche da quel finto sè stesso che aveva presentato a tutti gli altri. Sarà stata questa la sua prima strategia d' azione? E il resto? Che farà? E ancora.... come? Chissà! Solo il tempo potrà darci le giuste risposte. Intanto, lascio a voi immaginare e fantasticare sul rimanente.......


Nota: Pensieri con riferimenti puramente casuali ed inventati.... anche rispetto al mio stesso nome!




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Opera scritta il 17/07/2014 - 19:25
Da erik draven
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