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Letto di spine

Siamo due naufraghi investiti
dal color del silenzio...
Vaghiamo inermi tra stentoree facezie
ed inutili colpe sopite.




Il nulla scalpita...complice
feroce del tempo che scorre.
sghignazza, livido e nero, con far da
beato maligno e sottrae ai sospiri
l’alito caldo dell’essere insieme...



Sei il mio foglio piegato in soffitta,
eroe di anni ispirati...
Sei il sapore di anice e menta.
Sei parole non scritte su fogli drogati
nel quotidiano bruciante...



Sei l’intenso che mescola il veleno
della fine su lenzuola odorose di sesso.
Sei la contraddizione colposa
di un fiore non colto...




Ed ora siam qui, come salici ridenti
non affini al loro pianto.
Divisi da un buio errante...da una
carceriera luce.




Non siamo e potremmo essere...
non potremmo essere e siamo la
follia ragionata dei pazzi.




Scolpisco il chiaror della tua bellezza
in effimeri steli,
l’odoroso calice del tuo corpo
a vantaggio di orchi insensati...


Viviamo con l’euforia di un bimbo
le urla godute
di una paralizzante passione.




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Opera scritta il 31/10/2023 - 03:17
Da Gabriel Corsi
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