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La Leggiadria

Dolce immago leggiadra donzelletta
Da tondeggiante capo da lunghi
coperto capei castano scuro
appena cadenti su serena fronte,
palpebre ondeggianti, cerulei occhi,
greco nasuccio conferente stile
a visino liscio, modellato
da mento ovaleggiante,
ben formato con su boccuccia
da carnose labbra sorridenti,
da prosperoso curvo seno
a snella vita
il tutto coronato vedo.
E’ natural bellezza in esso
affissa, al cui cospetto
umanità resta perplessa
e nell’opposto sesso
in vena il sangue trilla.


In luogo dei capei castano scuro
teschio deforme è;
laddove occhio ceruleo
era favilla trapela buco nero,
fondo ,orrendo al par di sito
cui pria era di spicco
bocca da carnose rosseggianti
labbra.
Lungo quei ch’erano fianchi
di crisma infusi penzolano,
a lato,due ossei arti
ch’orripilazione hanno
su corpo tutto.
Ov’erano due lunghe,
tondeggianti gambe or sono
due stinchi, disdegno
dell’uman vivente.


Questo d’ossume gli occhi
della mente vedono allato.
Ah! Dove finita è leggiadra immago?!
Come divina natura oprare
puote mutazione sì tanta?


Alito è leggiadria che passa e va,
non spirito che in corpo sta
per proseguire , poscia,
l’andar su le celesti vie.



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Poesia scritta il 24/01/2012 - 18:54
Da nello maruca
Letta n.1546 volte.
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