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Sogno

Se l‘amicizia al mondo quand’è pura
come ogni cosa bella poco dura
come a lungo durare poteva mai
l’agognata serenità ch’amo ed amai?


Fu l’alba tersa,il cielo fu sereno,
il tempo corse via dolce e ameno;
di sole illuminate le giornate,
serene fur,nel sonno, le nottate.


Non uno screzio fu,non un disguido:
Peccato!partito è per altro lido.
Cappa è calata come cielo grigio
e la serenità resta miraggio.


Il Dio di carità a mani aperte
senta la voce mia,le preci incerte;
solo,soltanto in Te,mio Dio,confido:
Fa ritornar la rondine al suo nido.


Come non so,vacante è la mia mente;
nemmeno può valere uomo potente.
Tu puoi,però,rimuover l’ostacolo
oprando,Tuo voler, grosso miracolo.


Vedo ora lontano candide vesti:
E’ Angel conoscitor pensieri mesti.
S’affretta a me vicin, prende mia mano:
Dormi seren, tuo desiderio è vano.


Il dire che tu fai non mi consola,
il mio pensiero ancor lontano vola,
torno a pregare Iddio,l’Onnipotente,
onde ridoni a noi l’Uomo valente.



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Poesia scritta il 23/02/2012 - 17:28
Da nello maruca
Letta n.532 volte.
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