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Scorro ricordi

Scorro ricordi
col viso illuminato da un sorriso stupito
per quanto sapemmo osare:
la tua spiga velata da intrecci di fibre,
che promette gemme e un'altra primavera;
e velo ancora è il battito
di ali variopinte di farfalla,
adagiata lieve a celare il tuo fiore;
poi il taglio della bocca
che mi invita al banchetto,
col sogghigno trionfante di chi da per avere.


Carnosa e madida di dolce umido nettare,
infine l'orchidea mostra lo stigma tumido.


Resto deriso, ape contro i vetri,
e affranto dalla succulenta esigenza
di succhiare la tua linfa di vita.



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Poesia scritta il 25/11/2012 - 15:39
Da Francesco Patecci
Letta n.667 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


E come faceva a non restarci male? Il fortissimo richiamo di un'orchidea tutta pronta a farsi impollinare e l'ape dietro ai vetri che non può raggiungerla... c'è da impazzire, povera ape...!

Francesco Patecci 27/11/2012 - 17:13

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quell'ape spiaccicata fa proprio sorridere
spero non ci sia rimasta troppo male.ciao

Claretta Frau 27/11/2012 - 16:19

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Grazie per il tuo apprezzamento.
I ricordi sono importanti non tanto perchè rappresentano momenti più o meno belli (o brutti), ma per il fatto di essere stati "creati" per essere poi "ricordati".

Francesco Patecci 27/11/2012 - 14:56

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Quando i ricordi sono così ricchi di sensazioni, anche se talvolta riportano alla memoria piaceri insoddisfatti, non possono non strappare un sorriso...a tutti

Daniela Cavazzi 26/11/2012 - 21:28

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