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Per le stelle

Sono partito per le stelle,
lassù,
chissà se tornerò,
chissà quando,
lassù
nello sterno del cielo,
una spilla appesa alla notte,
solo,
scollegato,
liberato,
con i piedi
che solleticano il vuoto,
e le mani,
ornamento dei Pianeti,
poi il mio corpo d'asteroide
confuso in una scia di lune,
e infine il mondo
che da quassù è una palla,
una lucida biglia,
ne ho coscienza solo ora,
ora che è piccolo
e ruota nelle mie mani.
Sono partito per le stelle
e tornerò,
un giorno,
e ti parlerò come fa
la primavera a timidi
boccioli di pesco e rosa,
e mi vestirò
della risacca del mare
come fa luglio
nella calura
dei suoi giorni,
e avrò il rumore
della pioggia ad aprile
nel selciato
delle nostre premure,
e ti ascolterò,
ti ascolterò come
fa una notte d'estate
con il fragore delle feste,
e sarò una brezza
che gioca con le nubi
dei tuoi umori,
un giorno,
ma ora
lasciami qui,
a percorrere
la rotta di una costellazione,
a scoprire che
non esiste alcun paradiso
se non accettare se stessi,
e che si può ruotare
intorno alla vita
come le stagioni
seguono il mondo
e ti dirò,
una volta tornato,
che no,
non mi sei mancata
di meno tu,
ma di più me stesso.


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Poesia scritta il 15/04/2017 - 14:49
Da Matih Bobek
Letta n.332 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Sei l'astronauta di un mondo fantastico
Bellissima. Hai la poesia dentro!
Nicol

Nicol Marcier 13/06/2017 - 19:58

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Molto bella...un viaggio fantastico, introspettivo e sagace. Auguri!

margherita pisano 15/04/2017 - 19:57

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