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Dell’inviolabilità del vivere

Già, parlar d’uccidere …
ma vivere cos’è?
Di certo non la strada
da vegetale imposta
- troppe le tasse già pagate -
bollo al macchinario
glaciale compagno di viaggio
per l’aiuto non voluto.


Sdraiato in catalessi
d’anonimo letto sfinito
per occhi a soffitto
… fissi, sempre imprecanti
trasognanti mai.


Il canto delle sirene
almeno sentissi
l’onesto scambio
di due parole
la voglia del domani
nel cogliere l’essenza
di un bacio, una carezza


potessi
in leggerezza scrivere
affinché pensieri volino
a trovar rifugio altrove.


Ché non sia solo d’altri
la speranza … ultima.



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Poesia scritta il 21/01/2020 - 23:39
Da Wilobi .
Letta n.65 volte.
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