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L'oro bianco della vostra colazione

La pastorizia è un mestiere immutato, da millenni scandito da gesti quasi rituali, il latte è l'oro che ne scaturisce; oggi pagato a 0.50 centesimi al litro. Da giorni i pastori sardi riversano sulle strade
Mi chiamo Paola, ho 33 anni e sono sarda. Sono nata e cresciuta a Orune, un piccolo centro della Barbagia, la mia casa, il mio porto sicuro.
Sono figlia di una terra aspra ma generosa, fatta di gente orgogliosa che dedica tutta la sua vita alla pastorizia, realtà che si è sempre tramandata di padre in figlio per generazioni: prima i miei nonni e di conseguenza, come il più naturale dei processi, i miei zii e mio padre.
La pastorizia è un mestiere immutato, da millenni scandito da gesti quasi rituali, il latte è l'oro che ne scaturisce; oggi pagato a 0.50 centesimi al litro. Da giorni i pastori sardi riversano sulle strade
della Sardegna litri e litri di latte per cercare di attirare l'attenzione su una situazione ormai statica. La protesta non deve essere vista e intesa come una protesta circoscritta, ma è una questione molto più ampia. Nessuno escluso. Sono coinvolte tutte le categorie dei lavoratori perché nelle tavole di tutta la Penisola arriva il latte sardo lavorato in mille forme diverse: il pecorino romano.
Il formaggio sardo per eccellenza, che i grandi imprenditori producono con il latte dei pastori, viene messo sul mercato al doppio del prezzo senza alcun guadagno per la piccola filiera. Se i pastori sardi chiudessero i rubinetti del latte che fine farebbero le grandi aziende che producono il pecorini romano? Quali sarebbero le conseguenze per l'economia sarda? Ci sono territori della Sardegna toccati dal settore turistico marginalmente e trovano sostentamento solo nella pastorizia, che futuro ci sarebbe per queste zone? Giudicate voi se questo è onesto e rispettoso per un lavoro che non fa sconti di nessun genere e non ammette feste, malattie e né ferie. Il lavoro di mio padre ha permesso a me e a mia sorella di laurearci e a mio fratello di iniziare la carriera universitaria proprio quest'anno; ci ha permesso di avere librerie che grondano di libri, che ci hanno formato e resi liberi pensatori. L'oro bianco significa futuro per i figli dei pastori che devono avere il diritto di scelta sulla propria vita. Tutti devono avere coscienza della propria condizione e dei propri diritti oppure ci sarà sempre la dicotomia signore-vassallo che per troppo tempo ha contraddistinto la società sarda e non solo. Non solo, davvero.
La realtà sarda appartiene e tutti perché va oltre il prezzo del latte; la realtà sarda è vita e la vita è uguale in qualunque latitudine: I pastori sardi sono uguali a quelli abruzzesi che Gabriele D'Annunzio cantava in “Settembre”, uomini accomunati da un solo destino.
Tutti dobbiamo stare dalla loro parte.


Paola Bardeglinu, Orune


lettera al quotidiano La Repubblica.




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Racconto scritto il 19/02/2019 - 11:56
Da Paolo Sermonti
Letta n.126 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Si spera in un accordo per restituire ai pastori della sardegna dignità e con il dialogo sicuramente ci sarà un’intesa. È vero, la realtà sarda appartiene a tutti poiché va oltre il prezzo del latte! La tua sensibilità ti contraddistingue. You are special!


GiuliaRebecca Parma 20/02/2019 - 18:09

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