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Fischia la vaporiera.......

Siamo nati per un atto d’amore, era tutto già pronto, la culla, il nome dei nonni, il linguaggio di mamma e papà. Siamo entrati nella gabbia di vetro. Fuori, vigili e attenti, la maestra , la vicina di casa e quella di fronte, il compagno di banco,i cugini in gara, il prete severo.
L’innocenza appena provata è subito perduta.
Ora siamo senza radice, il tempo è un punto, una linea retta senza finale. Oggi si vive così.
Forse domani passa la vaporiera, di notte è un grido nel buio, chiede la strada, alle fermate nessuno scende ma c’è sempre qualcuno che sale.
Al capostazione che fischia e con gesti invita a salire, chiediamogli insieme di restituirci le ore perdute, regalate senza contare a chi non aveva niente da dare. Le spenderemo per quelli che sono ancora in attesa di un bacio, una carezza, una stretta di mano. Se tra di loro c’è un bimbo che cerca coccole e tenerezze gli regaleremo un cestino di ore felici che abbiamo messo in disparte per queste occasioni.
Domani passerà la vaporiera, si fermerà fingendo stanchezza. Il capostazione, fischietto abbassato, farà finta di niente, dichiarerà di essere in sosta, ci regalerà una goccia di eternità.
L’infinito può attendere.



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Racconto scritto il 23/08/2019 - 20:26
Da GIOVANNI PIGNALOSA
Letta n.120 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Carissima Isabel Grazie per i sensibili commenti che hai riservato anche a Solitudine e Haiku 12 che hai graziosamente estratto dai miei scritti

GIOVANNI PIGNALOSA 25/08/2019 - 10:22

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Molto piaciuto, esistenziale.... sono tornata e se hai pubblicato altro nella mia assenza mi aggiornerò al più presto!!!!

Maria Isabel Mendez 24/08/2019 - 10:44

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