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Il sole abbagliava

Improvviso ma deciso, un riverbero o un sussurro e una bolla scura dell'anima risale rapida e avida.
Scivolo spinto all'indietro.
Paffuto e con una maglietta a righe sottili orizzontali, i pantaloni corti perché faceva un gran caldo e un paio di sandali da francescano di un blu cobalto.
“Pane e latte” dalla signora Teresa. Un donnone che abbondava in tutto e che dal bancone del suo alimentari redarguiva clienti intraprendenti.
Mi mettevo in fila e se non ci fosse stata lei a ricordarsi quand’era il mio turno, avrei potuto aspettare chissà quanto. Ma in fondo stavo a mio agio in quel negozietto e compravo sempre la stessa cosa. Un filone di pane.
Anche quel giorno stavo lì e la vidi oltre la vetrata.
Un vestito chiaro, forse rosa, tempestato da tanti piccoli fiori. Capelli scuri e un po’ più grande di me, abbastanza per passarle inosservato. La mia attenzione si distraeva per i dettagli e così notavo quei sandali neri che entrarono precipitosi nella cabina telefonica, il riflesso sul vetro del frigo mi permetteva di prestarle attenzione, restando rivolto al banco dei formaggi e dei salumi.
Fu il mio turno, in punta di piedi raccolsi il sacchetto con il filone che spuntava curioso.
Dal riflesso la guardai uscire abbagliata dal sole, le porte scalciavano, mentre si tuffava incantata in strada, un'ombra fulminea nera la raggiunse. Vidi il ragazzo alla guida, una t-shirt bianca, due mani strozzavano il volante, la bocca sbarrata.
Quel rumore che non sentii mai più.
La signora Teresa con le mani sulla faccia, gli altri clienti che uscirono frettolosi.
Mi avvicinai titubante, per immaginarla lontana.
In mezzo alla carreggiata un suo sandalo nero, sull'asfalto rovente, buttata come uno straccio vecchio.
Strinsi forte il sacchetto del pane.



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Racconto scritto il 25/06/2020 - 19:38
Da Moreno Maurutto
Letta n.134 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Salvatore...wow, una splendida recensione! La storia è sostanzialmente vera e forse ho cancellato, a me stesso, qualche dettaglio amaro. È vero che sono attratto dal fotogramma, dall'istantanea sull'evento, un po' cinematografica, hai ragione,come se ci fosse altro oltre allo scritto e che ognuno possa vederlo a modo suo.
Grazie tante!

Moreno Maurutto 13/07/2020 - 14:41

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Tornando a "Il sole abbagliava" prima della drammatica sequenza le righe montano una tensione quasi insostenibile. Quei sandali neri con la quale l'io narrante si focalizza, le ho "inquadrate" come se fossi un cameramen, sandali dal colore funesto, poi, sandali oggetti chiave" del costrutto che terminano e rendono indimenticabile lo scritto.
Bravo!

Giuseppe Scilipoti 13/07/2020 - 14:09

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Ancora ricordo lo stridore dei freni di quell'automobile e la successiva atmosfera agghiacciante. Il giovanissimo pedone si fece molto male. Me lo ricordo come se fosse ieri, quindi un motivo in più per ritenere questa pubblicazione decisamente significativa.
Ad ogni modo, eri tu quello che poi ha stretto forte il sacchetto del pane magari fino ad ammaccarlo per non dire stritolarlo?
(segue disamina)

Giuseppe Scilipoti 13/07/2020 - 14:08

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Ciao Moreno, un racconto che mi ha semplicemente spiazzato, di fronte al quale mi è difficile stabilire un confine tra fiction e autobiografico.
Mi hai fatto ricordare un brutto episodio simile. Da bambino, mentre ero dal salumiere in attesa di un panino imbottito da portare a scuola, all'esterno della salumeria un ragazzino venne travolto da una macchina.
(segue disamina)

Giuseppe Scilipoti 13/07/2020 - 14:05

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Grazie tante Giacomo...non sono troppo amante del finale a lieto fine,in effetti...

Moreno Maurutto 25/06/2020 - 23:22

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Bello, nella sua drammaticità...un quadretto letterario, purtroppo non a lieto fine. Ciao Moreno, sempre bravo.

Giacomo C. Collins 25/06/2020 - 20:57

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