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Il Plagio

Mi sono stancato di inviare racconti in quel sito.
Sono sei anni che invio delle piccole storie, brevi racconti nel sito: Nuovi Racconti, inizialmente il riscontro di pubblico è stato positivo, o meglio, il numero di visite e di commenti era, per quanto mi riguarda, soddisfacente.
Un mio racconto è arrivato a superare ben 1200 visualizzazioni, questo non vuol dire che tutte le mille e passa visualizzazioni sono automaticamente mille diverse persone che hanno avuto la pazienza di leggere il mio racconto.
Una visualizzazione è il passaggio che un utente fa al racconto, cioè vede la pagina web dove c'è il racconto ma questo non significa che automaticamente lo legga, comunque il fatto che ci fossero oltre mille visualizzazioni voleva dire che almeno una buona parte di questi utenti, molto probabilmente, il racconto lo aveva letto.
Con il tempo il numero delle visualizzazioni, non solo dei miei racconti ma in generale, si è ridotto; prima un mio racconto, il sito è solo di racconti di tutti i generi, arrivava facilmente a 300 visualizzazioni nell'arco del mese, nell'ultimo periodo, invece, non riesco ad arrivare a 100, sempre nello stesso arco di tempo.
Anche i commenti languiscono, in troppi hanno lasciato il sito per motivi vari e i pochi rimasti fanno quello che possono per tenerlo vivo.
Essendo un dilettante, ossia mi diletto nello scrivere, sono ben conscio che i miei scritti hanno tanti difetti.
Invio i miei racconti per condividere con altri la passione dello scrivere, per avere un riscontro riguardo alle mie opere.
Il successo di commenti e di visualizzazioni di alcuni racconti sono stati per me molto gratificanti e mi hanno dato la molla per continuare a inviare altre opere.
Da qualche mese, come già detto, le cose sono cambiate.
Nell'ultimo racconto ho “raccolto” solamente 20 visualizzazioni e nessuno si è avventurato a commentarlo.
Davanti a questa situazione non mi resta che chiudere bottega e cercare altri lidi, anche se, devo ammettere, la passione dello scrivere è stata, in questo ultimo periodo, offuscata da un'altra passione, ben più potente, che si chiama Marta.
Mi sono fidanzato, non ufficialmente con tanto di anello ma quasi, questo, come era prevedibile, ha messo in secondo piano la passione per i racconti, la quale non è svanita.


Sono tre mesi che non invio più racconti, ne ho scritto uno ma sono indeciso se inviarlo.
Accendo il computer e scopro che il sito Nuovi Racconti, dal primo del prossimo mese, chiuderà i battenti. In fondo la cosa non mi meraviglia più di tanto, leggo che questo è a causa sia dei problemi economici ma sopratutto di una “stanchezza” nel gestire il sito medesimo. Gli amministratori ringraziano chi ha partecipato nell'arco degli anni alla vita del sito e invitano a salvare le proprie opere visto che poi questo sparirà completamente dal web.


Sono all'interno della libreria del centro commerciale.
Una copertina attira la mia attenzione, mi inchino per prendere il libro, lo guardo velocemente poi lo riemetto apposto, ne prendo altri, sono tutti delle novità, leggo sul retro di cosa parlano, uno mi lascia di stucco.
Il titolo non mi dice assolutamente nulla ma il breve sommario sul retro ha qualcosa che posso definire famigliare, è tale e quale un mio racconto.
Lo compro, voglio capire meglio, la trama in sintesi è troppo poco per far gridare al plagio.
Il titolo del libro è: Un anno fuori casa, l'autore è un certo Carlo Rossi Bruni, uno scrittore di cui non avevo mai sentito parlare.
Il libro è la storia di uno che per un anno fa il postino in una piccola cittadina, lo leggo a una velocità incredibile.
Le mie impressioni erano corrette, in pratica sono stati cambiati i nomi delle persone e dei posti ma la struttura del racconto è uguale a quello che avevo inviato io, circa due anni fa a puntate, nel sito di racconti.
Questo tipo ha copiato la mia storia.
Mi domando che fare? Non mi pare corretto che una mia idea venga utilizzata senza il mio permesso a scopi commerciali.
Giusto per complicare le cose il sito di racconti è già scomparso dal web.
Ne parlo a mio fratello con fare talmente agitato da farlo preoccupare.
La cosa mi irrita parecchio, non ho mai pensato di trarre un profitto economico dai miei racconti, la mia è una passione, un hobby, inoltre, onestamente, non pensavo che miei racconti potessero avere un mercato, evidentemente mi sbagliavo e anche di grosso.
Mario, mio fratello, mi consiglia di non impelagarmi con avvocati, tribunali e via dicendo.
- Hai letto il regolamento del sito? - mi domanda Mario.
- Si, ma sai che non mi ricordo più nulla, l'ho letto velocemente...non ricordo che c'era scritto.
- Senti Carlo, capisco che la cosa ti faccia girare le scatole, però, vedi le cose con il suo giusto colore...sai come potrebbe andare a finire questa storia?
- Ho capito dove vuoi arrivare ma ho ragione io. Quel tipo, non so come, forse confidando nel fatto che io non l'avrei mai scoperto mia ha rubato l'idea, ha preso a piene mani una mia opera. Ci sarà certamente da qualche parte una memoria delle opere pubblicate nel sito che conferma il plagio.
- Lo so che hai ragione ma le cose con la giustizia potrebbero andare non come previsto, sai quanto durano le cause nel nostro paese?
- Vuoi che lasci perdere? È questo che mi stai dicendo?
- Non voglio che ti imbarchi in qualcosa che si trascini per anni.
- Scusami ma non sono d'accordo. Io non ho mai voluto, e tanto meno pensato, guadagnare nulla dai miei scritti ma il fatto che qualcuno mi rubi una mia opera e ci guadagni anche sopra...bhé proprio non lo sopporto. Domani andrò dall'avvocato, anche se la causa si trascinerà per anni...sono convinto che vincerò.


Mario non era convinto, ho capito il suo punto di vista, lui voleva evitarmi anni di tribunali con un finale incerto, nel senso che pur essendo un evidente plagio non era detto che il tipo che aveva pubblicato il libro sarebbe poi stato condannato, esistono tante leggi che si contraddicono a vicenda, inoltre non ricordavo il regolamento che poteva anche ammettere delle “formule” tali che anche un terzo poteva usare un'opera del sito, ad esempio accordandosi con i gestori senza consultare l'autore del testo.
Convinto della bontà del mio gesto di buona mattina mi presento all'avvocato che anni fa aveva seguito mio padre.
Spero di non dover sentire mio fratello con la sua frase tipica: Scusa, che ti avevo detto?!




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Racconto scritto il 05/08/2020 - 17:34
Da Massimiliano Casula
Letta n.162 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Ho trovato l'ispirazione per il racconto da un fatto che mi è successo.
Anni fa ho partecipato ad un concorso per fotografi dilettanti. Tra le foto presentate da una partecipante c'era anche una mia foto, postata da me su Flickr e lì ancora presente.
Al concorso non ho vinto né io né la mia foto usata dalla sconosciuta.
Mi sono, però, chiesto: se la mia foto di Flickr avesse vinto cosa avrei potuto fare?

Massimiliano Casula 06/08/2020 - 21:09

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Quasi disgustoso, affermare che non sopporti questo vile fatto è dir poco...se ne hai le possibilità, il tempo e la voglia non lasciar stare.
Complimenti per il riconoscimento al racconto di luglio

Mirko D. Mastro(Poeta) 06/08/2020 - 06:50

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Conviene depositare le opere presso le società apposite che a far data dal deposito determinano legalmente e ufficialmente la paternità dell'opera. Operazioni fattibili on line e dal costo non eccessivo se si ritiene che le proprie opere possano valere...

Jeremy Belle 05/08/2020 - 19:33

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Io penso che avrai qualche chance solo se hai conservato copia del racconto pubblicato. Questi furbetti la devono però finire di rubare il lavoro altrui!
Bravo.

Ernesto D’Onise 05/08/2020 - 18:51

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