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Il Maggiore Lionel Wigram

Marco Piccoli, giovane partigiano della Brigata Majella, rimase immediatamente impressionato dalla forte personalità del maggiore Lionel Wigram, anche se il suo italiano lasciava un po’ a desiderare. Il fatto che era stato degradato per motivi legati alla sua carriera militare lo affascinò a tal punto da vedere in lui il simbolo della riscossa abruzzese contro il totalitarismo nazifascista.
Il tenente colonnello Lionel Wigram, avvocato, imprenditore di successo ed istruttore della Scuola di guerra di Bernard Castle, fu degradato a maggiore direttamente dal generale Bernard Law Montgomery a causa di un suo rapporto del 1943 nel quale criticava aspramente le operazioni militari degli Alleati in Sicilia.
Il maggiore Lionel Wigram fu trasferito a Casoli, in provincia di Chieti, dove solidarizzò con il comandante Ettore Troilo, accettando per la prima volta nel corso della campagna d’ Italia, di formare un raggruppamento partigiano operante a fianco dell’8a Armata britannica: il «Corpo Volontari della Maiella». Il connubio di queste due forze armate fu denominato «Wigforce».
Le condizioni fondamentali per accogliere i «patrioti della Majella» erano basate sulla sua subordinazione militare al commando inglese e l’apartiticità.
I partigiani indossavano divise inglesi dove sul bavero spiccavano due nastrini tricolori. L’adesione alla Banda della Maiella era volontaria e ognuno dei suoi componenti poteva andarsene liberamente senza neanche spiegare la motivazione.
Marco Piccoli conobbe il maggiore Wigram per caso a Gessopalena mentre infuriava un furioso bombardamento tedesco. L’ ufficiale britannico rimaneva impassibile davanti alle bombe che gli scoppiavano attorno.
Gli erano rimasti in mente il suo sorriso appena abbozzati ed i suoi occhiali tondi che esaltavano il suo sguardo intelligente.
Aveva un selfcontrol innato.
L’ordine ricevuto era quello di spezzare i collegamenti tedeschi con le retrovie, da Palena a Roccaraso, per costringerli ad abbandonare la valle del Sangro-Aventino.
Tale operazione militare avrebbe permesso agli Alleati di liberare Roma. Se ciò fosse realmente avvenuto, il generale Montgomery avrebbe anticipato Clark nella liberazione della capitale.
Il 1° febbraio 1944, a Montelapiano, il maggiore Wigram comunicò ai suoi sottoposti che il giorno dopo a Pizzoferrato il II° plotone avrebbe attaccare una postazione con una batteria di cannoni, il XI° plotone la casa dell’arciprete e il X° plotone la Casa Melocchi.
Prima di andarsene, l’ufficiale inglese, di cui tutti conoscevano l’umanità, si avvicinò a Marco Piccoli e gli disse in un italiano approssimativo: «Ti ho inserito nel mio plotone perché sei molto giovane e voglio tenerti d’occhio».
Alle 4. 30 del 2 febbraio 1944, il maggiore Wigram diede l’ordine ai comandanti di plotone di raggiungere gli obiettivi militari conferiti.
Il II° plotone composto da inglesi e partigiani non trovò né i cannoni e né i tedeschi nella casa dell’arciprete.
Il maggior Wigram, con circa 20 inglesi e 15 patrioti comandati dal tenente Glieca, si avviò verso la casa Casati dove alle 4.45 ordinò l’assalto.
Marco Piccoli impugnò il mitra, che gli era stato assegnato dagli inglesi, e con un balzo felino entrò nel giardino delimitato per tre lati da un muro di cinta.
Un patriota della Brigata Maiella lanciò con veemenza una bomba a mano contro la porta principale della casa che saltò in aria.
Il maggiore Wigram ordinò la resa ai tedeschi asserragliati all’ interno dell’edificio che la accettarono facendo sventolare una bandiera bianca.
Marco Piccoli, all’epoca dei fatti patriota diciassettenne inesperto, che era disteso a fianco dell’ufficiale inglese, si stava accingendo ad alzarsi per accogliere i soldati che avevano accettato di arrendersi quando il maggiore Wigram gli impedì di alzarsi e gli disse: «Non ti fidare mai dei soldati tedeschi. Sono infidi e traditori! Ricordatelo sempre!».
L’ ufficiale si diresse verso la porta saltata in aria brandendo il mitra.
Una raffica di mitraglia lo falciò in pieno petto e, nonostante fosse ferito a morte, ebbe il tempo di impartire ulteriori ordini al tenente Glieca prima di morire.
Marco Piccoli si salvò la vita grazie all’ eroismo del maggiore Wigram che gli impedì di alzarsi dopo che i tedeschi avevano accettato di arrendersi.


Le spoglie mortali del Maggiore Lionel Wigram sono custodite nel Cimitero Canadese del Moro River anziché nel Cimitero Inglese del Sangro dove riposa la maggior parte dei militari inglesi morti durante la battaglia del Sangro.
L’avvocato Andrea Di Marco asserisce che tale scelta fu studiata dai suoi detrattori affinché il suo feretro non venisse tumulato insieme a quelli dei suoi commilitoni che avevano offerta la loro vita durante la liberazione dell’Abruzzo.




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Racconto scritto il 11/04/2021 - 15:01
Da Sergio Melchiorre
Letta n.156 volte.
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Commenti


Grazie per aver fatto conoscere questo ufficiale britannico Lionel Wigram del quale io non sapevo della sua esistenza.
Cordiali saluti

Alberto Berrone 11/04/2021 - 19:42

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