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Racconto scritto il 01/01/1970 - 01:00
Da
Letta n.1 volte.
Voto:
su votanti


Commenti


Grazie a tutti per i bei commenti...e grazie a Giuseppe anche per la spiegazione sulle stelline. Adesso ho capito...un caro saluto a tutti.

Giacomo C. Collins 25/05/2021 - 14:13

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Caro Giacomo, ti ringrazio innanzitutto per aver letto e commentato "Miriam."
Desidero risponderti da qui in merito al discorso stelline.
Con quel --- non è un racconto da cinque stelline. Sappilo! --- intendevo dire che la pubblicazione ne merita molte di più. La media lo dimostra, visto che 6 voti su 6 sono da cinque stelline.
In "L'amore segreto delle donne" invece ricevesti una stellina ma non da parte mia, difatti in messaggistica l'avevo sottolineato. Difatti, te ne sganciai sempre 5!

Giuseppe Scilipoti 25/05/2021 - 14:11

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Questa storia mi ha rapita e allo stesso tempo mi ha sconvolta...la tua maestria è insuperabile, ma io ho le lacrime agli occhi per Anita.
Complimenti Giacomo per sensibilità e bravura

Margherita Pisano 17/05/2021 - 15:51

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Sapere dapprima che il racconto è autobiografico mi ha condotto sino alla conclusione con uno stato d'animo d'apprensione. Il finale è stato un pugno alla bocca dello stomaco...
Ti saluto, non prima però di averti ringraziato

Mirko D. Mastro(Poeta) 17/05/2021 - 14:20

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Sempre molto bravo nel tuo raccontare e donare a chi legge la tua eccellente scrittura.

Maria Luisa Bandiera 17/05/2021 - 07:39

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Commentare una storia così toccante è davvero difficile. È una storia che palpita e sussurra emozioni dall'inizio alla fine. Mettici poi la bravura dello scrittore e l'opera è completa. I miei più sinceri complimenti ed un caro saluto.Ciao.

santa scardino 16/05/2021 - 22:07

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Il finale quindi mi ha spiazzato, mi ha gelato il sangue.
Spero di non apparire "cupo" ma tendo ad amare le storie di questo tipo, così drammatiche ma intense allo stesso tempo e, sempre facendo riferimento nella parte conclusiva... la narrazione mostra un lato oscuro che ahimè esiste davvero, solo che molti di noi sono così fortunati da non arrivare... ai ferri corti.
In conclusione un racconto didascalico ma con stile, le righe penetrano nel cuore. Ho cliccato sulla votazione: non è un racconto da cinque stelline. Sappilo!

Giuseppe Scilipoti 16/05/2021 - 21:15

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Nell'insieme, la narrazione dimostra ancora una volta la versatilità della tua scrittura, per di più inserendo una moltitudine di elementi significativi che rendono la storia dannatamente viva. Sì, mi sono ben immerso nell'atmosfera e nel contesto attraverso parole ben scelte, provando dapprima empatia e poi dispiacere/amarezza per Anita, sia per la condizione, sia per l'afflizione, sia perchè non ha potuto beneficiare dell'ardimentoso secondo desiderio e soprattutto per quel:
--- --- Anita è morta, si è tagliata le vene la notte di Capodanno ---
(segue)

Giuseppe Scilipoti 16/05/2021 - 21:13

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Limone, limonai e... limonata.
Dai, faccio il serio. (ti confesso che ho sempre avuto un debole per le norvegesi e per le danesi. Non dirlo alla mia gelosa fidanzata che seppur "nordica"... emh, non lo è abbastanza da essere scandinava, visto che è di Genova. )
Ho trovato molto bello questo racconto biografico e autobiografico allo stesso tempo visto che si basa su eventi realmente accaduti, una trama incentrata principalmente sul "protagonista" (un mix di obbiettore di coscienza e Patch Adams) e una ragazza norvegese dalla chiaroSCURO interiorità.
Pensando agli ultimi scritti che ho recensito, stavolta non è presente nessun tono humour, al massimo qualche riga che fa sorridere di tenerezza oppure per via della simpatia scaturita dall'improvvisato clown.
(segue)

Giuseppe Scilipoti 16/05/2021 - 21:12

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Racconto scritto molto bene che trascina nella lettura fino al tragico finale. Certo Anita aveva una forte depressione che l’ha portata al suicidio. Il suicidio è un atto innaturale perché abbatte le pur forti difese che mette in atto l’istinto di autoconservazione. Molto ben espresso il bel rapporto che si è creato tra te e Anita.
Bravissimo Giacomo.

Anna Maria Foglia 16/05/2021 - 18:52

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Buonasera Giacomo,
hai scritto un racconto biografico tanto profondo a tratti gioioso, quanto triste, anzi tristissimo nel finale. In un altalena di emozioni mi auguro sempre che in tutti noi, in tutta l'umanità, sopravviva sempre la speranza. Un saluto cordialissimo e buona domenica.

Paolo Ciraolo 16/05/2021 - 18:02

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