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L'APPUNTAMERNTO

Le istruzioni sono:

Scrivi un racconto in cui avviene un appuntamento (di ogni genere)


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Tu aspetti, io non ci sono...c'è un altro appuntamento ormai..

In un’agenda del 1965…..trovata per caso tra libri antichi, appunti e foto di un’epoca che non c’è più, ho recuperato una fotografia, un sorriso aperto e sincero, sul verso opposto una riflessione dolce , generosa, anzi appassionata. Mi diceva:" ero invitata al matrimonio di una mia cugina, … non ci andrò…domenica verrò da te….. a San Giorgio….dai miei parenti, perché- mi hai detto- ti dispiace in questo periodo restare da solo. Da Portici ti sarà facile raggiungermi. Ti aspetto, stesso posto , solita ora". Questo il messaggio che , con un sorriso, mi lasciasti nell’ultimo nostro incontro. Erano per me giorni a volte felici, altre volte infelici. Li chiamavo i giorni dell’arcobaleno. Erano pieni di tutti i colori: la speranza era unita alla paura, il desiderio si intrecciava con pensieri romantici.
Volevo mostrarmi sicuro,nascondevo invece insicurezze ataviche, però all’improvviso, come fulmine seguito da tuono, decidevo e trovavo pace e sicurezza insieme.
Fu così quel giorno. Ero nel nostro circoletto, per nostro intendevo quello che frequentavo con “Lei” ,una promessa d’amore interrotta, la ferita che bruciava ancora. All’ultimo appuntamento, alla consueta mia offerta d’amore, " Lei" mi aveva di nuovo risposto:” possiamo essere molto amici”. A quella età, venti o poco più, si ritiene che tutto può succedere, anche la trasformazione chimica dell’amicizia in amore. Ci eravamo rivisti casualmente, anche “ Lei” era venuta a conoscenza della nuova sede di incontri, un piccolo pied - à-terre fittato in sostituzione della retrostanza messa a disposizione dalla chiesa rionale. Piccola frequentazione, era intervenuta poche volte. Quel giorno, insieme ad una amica, entrò in maniera sorridente e folgorante. Mi rivolse, salutandomi, un sorriso radioso. Si avvicinò con fare intrigante di chi vuole farti una domanda personale , un po’ birichina. Mi disse : ti ho visto domenica sera, eri in dolce compagnia, qui a San Giorgio, in trasferta da Portici. Già tutto fatto, già tutto deciso? Io non sono più niente?. Come non si può spiegare perché un fulmine a ciel sereno, così non si può spiegare la mia reazione: le dissi, presumibilmente con occhi acquosi, rapiti e insinuanti, che avevo un appuntamento con Assunta (questo il nome dell’ “altra”) per il giorno dopo ma che se mi diceva finalmente “si” non ci sarei andato. Mi disse “si” La mia storia con Assunta si interruppe prima ancora di iniziare, gli auspici erano buoni ma c’era dentro di me un senso di indeterminata incompiutezza che mi aveva impedito di essere come in fondo ero. Ero ancora prigioniero di un sogno d’amore che aveva i segni e il volto di “Lei”. Assunta, forse, aveva inteso queste mie incertezze e giustificava le mie prudenze , aspettava senza darmi fretta. Quella domenica non andai all’appuntamento con Assunta, per anni ho evitato di chiedermi cosa avesse provato quel giorno , non ho voluto immaginare la scena. Solo una improvvisa sensazione di disagio provata in una solita domenica . Passeggiavo con "Lei" in compagnia di un'altra coppia, entrambe in prova di fidanzamento. Ebbi l’impressione di incontrarla Sapeva che ero di Portici e dell’abitudine di passeggiare per la strada principale. Forse era venuta sul luogo per capire cosa era successo.
Tanto tempo è passato e troppo pochi i riferimenti a disposizione per cercare un nuovo incontro anche casuale. Sarebbe stato giusto e bello chiederle scusa. Quella” Lei” è stata una parentesi grigia lunga 15 anni da “Lei “ chiusa con indifferenza. Fortunatamente il sole è tornato a risplendere più di prima e, come dice il senso comune, dopo la pioggia il sole è ancora più bello.
Io non so come sarebbe stato se “Lei” non ci avesse per caso incontrati in zona San Giorgio ( come me era di Portici) e non ci avesse visti……………..ancora oggi mi piacerebbe incontrare Assunta per caso……e dirle semplicemente …….scusami……fui colpito da un fulmine non previsto , sembrava amore.



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Scrittura creativa scritta il 28/03/2020 - 22:09
Da GIOVANNI PIGNALOSA
Letta n.79 volte.
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Commenti


Ringrazio Maria Luisa e Grazia per il positivo commento che interpreta alla perfezione il mio sguardo sul passato

GIOVANNI PIGNALOSA 30/03/2020 - 09:59

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Sì Giovanni, penso al film Sliding doors... forse la vita avrebbe preso un'altra strada o forse quella, sarebbe alla fine risultata, l'unica strada e l'unico punto di arrivo.
Ciao!

Grazia Giuliani 29/03/2020 - 17:40

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A volte gli eventi prendono strade diverse anche indipendentemente dalla nostra volontà, ed è naturale che ci si ponga la domanda come al fine di questo racconto:" chissà se ...." .... noi siamo il risultato delle nostre scelte.

Maria Luisa Bandiera 29/03/2020 - 16:25

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