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IL DISTACCO

Le istruzioni sono:

Scrivi un racconto in cui emerga il distacco a livello sentimentale (in amore) o affettivo (una persona cara, un’animale, ecc)


~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~



Orme sulla sabbia

C'erano giorni opachi, dove la nebbia ha consumato pianti!


Si muoveva il tempo a passo cadenzato e i minuti lenti separavano istanti tra me e te in un profondo senso di appartenenza.
Mi mancava la tua presenza fisica.
Il resto era impresso nell'anima da sempre e quel filo invisibile restava ancorato tra noi per non slegare mai la mia vita, dalla tua.
- Mi sono svegliata oggi con il rumore di un aereo che volava basso e il rumore assordante feriva le mie orecchie.
Un balzo tra le coperte e resto seduta nel letto senza capire,
ancora assonnata fatico a rendermi conto del rumore.
Poi mi ricordo che non devo andare al lavoro, stamattina.
Da oggi inizia lo smart worching e devo solo accendere il computer, fare doccia veloce e poi colazione.
Sono le otto in punto.
Aspetto che arrivi il buon giorno, dal gruppo lavoro della chat, per iniziare ognuno
la sua parte.
Un po’ incerta mi avvio verso il computer che aspetta di essere collegato ai vari programmi ministeriali.
Cresce l'ansia, sembra tutto così strano, mi guardo attorno tra le pareti di casa, in questo momento mi difendono dal possibile nemico invisibile.
Il nemico che mi costringe a stare in casa senza possibilità di alcuna libertà.
Inizio il lavoro di verifica dati e importazione, così non penso e la mattina scorre veloce.
Non sento rumori all'esterno, solo silenzio, che ogni tanto è interrotto dall'abbaiare dei cani.
In questi giorni è diverso, assomiglia più a un pianto.
Una morsa mi afferra lo stomaco e di nuovo la paura fa capolino dentro di me.
Non so bene spiegare la sensazione che m'invade, diversa dalla solita paura che ho provato in certi momenti.
Sento che qualcosa la fuori si muove indisturbato e invisibile, mi affaccio alla finestra non vedo nessuno, tutto è deserto, silenzio e desolazione impressa a fuoco nel mio ventre, senza poter fare nulla.
Cerco di non pensarci e mi avvio di nuovo al computer aspettando che il dirigente firmi i documenti che devo inviare.
Così ho un attimo di perplessità e nuovamente la mancanza diventa estrema e insopportabile.
Ho bisogno di sentire la sua voce e digito il suo numero di telefono.
" Ci sei?
- Si sono qui! Mi risponde subito.
Il pallore scompare e così la nausea che mi aveva assalito improvvisa
si dilegua al suono della sua voce, dolce, familiare e amata come non mai.
Il mio anello di congiunzione tra l'interno e l'esterno che sto vivendo in questo tempo così strano per non impazzire.
Lui mi parla, mi racconta dei suoi momenti e la sua voce diventa magia dentro di me.
Vorrei abbracciarlo forte e stringerlo fino a togliergli il respiro per accertarmi che esista. Non posso farlo e chissà per quanto ancora dovrò limitarmi a sentirlo solo al telefono.
L'idea mi sconvolge e la paura si affaccia di nuovo a tradimento e mi fa oscillare, mi manca la voce e in silenzio senza fiato, affanno, come se avessi corso.
- Ma? - mi chiama
Cosa c'è?
-stai bene?
Io non riesco a parlare, faccio una profonda ispirazione e riprendo il respiro.
- si sono qui, va tutto bene.
La mia voce tradisce la paura e lui se ne accorge.
- Ma... mi chiama così al telefono solo due sillabe, Ma... perché mi sente lontana, distante e come quando era, piccolo "Ma" era per dirmi quanto mi volesse bene.
Io lo so tutto questo e mi sento ancora più vulnerabile, percepisco la sua paura non espressa, la sua risata fasulla per non farmi preoccupare.
La distanza di migliaia di km ci divide e non possiamo cambiare questa situazione.
" La testa mi scoppia e non riesco a parlare.
" Ma ci sei?
Sono qui, rispondo lentamente.
Chissà quando sarà che potrò abituarmi a questa distanza assurda?
Lui mi parla ancora dei suoi progetti e del suo studio, scrive un articolo sulla sua ricerca e lo sento felice ora.
Il mio cuore si rasserena e lo saluto.
-Devo andare
-A più tardi tesoro!
"Ciao Ma!
Mi risponde
Le solite raccomandazioni che ormai da giorni gli faccio.
"Stai in casa, non uscire, usa le protezioni e così via.
Lui si mette a ridere e mi dice
Che noia Ma, ancora?
" Ciao!
Chiudo il telefono e una parte di me si chiude automaticamente, come se una porta scattasse con gli ingranaggi di un chiavistello a doppia mandata.
Cerco di rimettermi a lavorare per non pensare a tutte le cose che saltano nella mia mente.
Il frastuono dei pensieri mi obbliga a respirare e concentrarmi sul respiro, e così riesco a trovare la calma dentro di me.
Ormai sono quasi le due, invio i documenti e saluto il gruppo lavoro.
Mi guardo attorno e vedo la mia casa come sempre e pure io sento dentro di me che niente è più lo stesso e mai tornerà a esserlo.
Piego il sorriso e me ne sto in silenzio tra me e la mia casa...
Mi avvolge, mi riscalda, mi protegge.
Da cosa poi mi chiedo?
Dal dolore!
Sì, dal dolore della mancanza che striscia nel mio ventre.
È il dolore di una madre che teme di non riabbracciare più suo figlio.
È una sofferenza nuova, che non so tradurre a parole, ma viscida mi pervade l'anima... per molto, molto tempo ancora.


- Le mie orme, le sue orme, là dove il mare si allunga e sfiora con le sue onde i nostri passi che ancora faremmo nel tempo, in questo tempo così diverso.
È la speranza!


Margherita Pisano @




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Scrittura creativa scritta il 24/05/2020 - 15:14
Da Margherita Pisano
Letta n.227 volte.
Voto:
su 8 votanti


Commenti


Grazie a voi...

Margherita Pisano 27/05/2020 - 13:35

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Un sentimento di amore di madre intriso di ansia e timore per la lontananza e per gli eventi del destino. Sentimento espresso con dolcezza e delicatezza e che per certi versi anche io sto vivendo ed anche per questo ti ringrazio.

Francesco Scolaro 26/05/2020 - 10:31

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Un racconto molto bello che pone l'accento sullo straordinario amore che lega una mamma a suo figlio! Grazie per averlo scritto, grazie di esistere Margherita. Lodi profonde e buon tutto.

Paolo Ciraolo 25/05/2020 - 08:58

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Racconto che prende dall'inizio alla fine.

Valeria Germani 25/05/2020 - 07:22

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Condivido per filo e per segno questo tuo racconto in quell'ansia e paura di una possibile perdita di chi, una mamma, ama più di sé stessa. Bello e fluido il tuo racconto che cattura fino all'ultima parola.

Maria Luisa Bandiera 25/05/2020 - 07:14

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Piaciuto tantissimo, un racconto molto empatico che muove il lettore ad entrare nella tua vita, nel tuo vivere questo distacco. La forza di questo brano sta nella naturalezza con la quale trasmetti la tua ansia, la tua paura, le tue incertezze. E, ultima ma non per importanza, la sua assenza, la mancanza del contatto diretto. Bravissima!

Giacomo C. Collins 24/05/2020 - 20:11

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Hai scandito passo dopo passo i pensieri di una mamma, quella col figlio lontano...un vortice di pensieri che si placa anche con il solo ascolto della sua voce che fa nascere il sorriso...
Capisco a fondo il tuo sentire, essendo anch'io nella tua condizione...
Un abbraccio di solidarietà e complimenti per il testo molto bello!

Grazia Giuliani 24/05/2020 - 18:09

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Accurato racconto. Patetico a mio avviso
buona domenica Marghrita.

Salvatore Rastelli 24/05/2020 - 18:03

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“C'erano giorni opachi, dove la nebbia ha consumato pianti! (…) Non sento rumori all'esterno, solo silenzio, che ogni tanto è interrotto dall'abbaiare dei cani. In questi giorni è diverso, assomiglia più a un pianto (…) Vorrei abbracciarlo forte e stringerlo fino a togliergli il respiro per accertarmi che esista (…) mi sente lontana, distante e come quando era, piccolo "Ma" era per dirmi quanto mi volesse bene (…) Piego il sorriso e me ne sto in silenzio tra me e la mia casa...
Mi avvolge, mi riscalda, mi protegge. Da cosa poi mi chiedo?
- Le mie orme, le sue orme, là dove il mare si allunga e sfiora con le sue onde i nostri passi che ancora faremmo nel tempo, in questo tempo così diverso.
È la speranza!”
Questo -il tuo testo- non è un racconto...è una voce che ha donato a noi che leggiamo le parole più belle che un cuore possa udire.
Alcune delle tue frasi che mi è piaciuto qui riportare...sono invece quelle su cui ho interrotto la lettura per la commozione

Mirko D. Mastro(Poeta) 24/05/2020 - 18:00

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Il distacco forzoso della mamma dal figlio durante il lockdown in questo bel racconto che esprime così bene i sentimenti provati e soprattutto la mancanza della presenza fisica , non sostituibile da nessun strumento digitale. Molto ben scritto ed efficace nel trasmettere le emozioni vissute! Buona serata Margherita

Anna Maria Foglia 24/05/2020 - 17:29

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Margy
Ho letto la dolcissima paura di una madre che nn teme mai per sé, mai...
Io, che lavoro da sempre, ho il terrore di portare il nemico in casa. Ma la lontananza amplifica ogni turbamento ed, ancor più, l'impossibilità di raggiungersi...
Un testo verità, splendido e sofferto

laisa azzurra 24/05/2020 - 16:29

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