Si comincia qualcosa. Si sceglie, si decide, spesso insieme. Ma poi la vita cambia direzione, si trasforma. E ciò che accade dopo, non ha più nulla a che vedere con quell’inizio condiviso.
Alterarsi con chi ha fatto scelte diverse, che lo hanno reso più tranquillo, è come dire: forse era meglio non prendere quella strada. Ma non si dice, per timore di essere allontanati.
Così si continua a rimuginare, non in silenzio, ma ripetendo. I pensieri si rincorrono, tornano, rimbalzano sulle stesse parole, come se insistere servisse a trovare un sollievo che non arriva.
E quando quel pensiero non smette, diventa impossibile farne a meno. Mancano le stampelle giuste, quel vero supporto capace di sostenere il cuore quando traballa.
PS: Una riflessione intima sul peso delle scelte, sui pensieri che ritornano e sulla ricerca di un sostegno, quando il cuore vacilla. Un cammino emotivo, tra parole che non sempre si dicono.... (continua)
Alfabeto, in qualche parte nascosta dei miei sogni
ho l'anima immersa nei colori, appesa alla parola,
ingoiata d'arcobaleno, respirata dal rosso tramonto.
Migliaia di fiori, abitati da esseri viventi–parlano,
creano cerchi di carta intestata: all'infinito umano.
(racconto breve)... (continua)
La bellezza
La bellezza è
un fiore che sboccia,
una farfalla che danza,
un uccellino che canta.
Un arcobaleno
che colora le nubi,
la neve che scende,
la pioggia che cade.
Il giorno,
la notte.
La bellezza è
nel cielo infinito,
nel mare immenso,
nella luce del sole,
nella luna piena,
nelle stelle cadenti.
Nei monti,
nei fiumi,
nei laghi.
In un volto
che passa
e non resta,
e rimane
dentro di noi.... (continua)
Cicco e Peppe erano come due alberi cresciuti nello stesso campo, intrecciati da piccoli, sfidandosi a chi toccava per primo il cielo.
Ma col tempo, uno fiorì sereno, l’altro si sentì all’ombra.
Peppe guardava il verde di Cicco e sentiva crescere spine nel cuore. “Perché lui sì?”
Un giorno, vide Cicco piegarsi su un ramo spezzato: non c’era vanità, solo cura.
Peppe capì allora che non si cresce misurando i rami degli altri, ma annaffiando le proprie radici.
Smettere di invidiare fu come ricevere acqua dopo una lunga siccità.
Da allora, i due alberi… fiorirono di nuovo vicini....
(continua)
Goditi il tuo corpo, l'unico oggetto che (ormai) ricorda vagamente te.
Se non ti dovesse bastare o piacere, beh, aggiungici del profumo (scegli la marca che meglio ti rappresenta… ah, vero, non lo sai), fai palestra.
Il tempo di ritrovare te stessa è scaduto, quello di salvarci—mai esistito.
Divertiti, perditi nei modi che vuoi.
(come puoi)... (continua)