L'editore ha mandato a chiamare Noir per chiedergli un romanzo erotico.
Questione di vendite gli ha detto, il gotico tirava un tempo ha aggiunto ancora. Gli angeli, tra colpetti di tosse dietro il sigaro, i lettori li vogliono svestiti .
Noir deve aver pensato che le aureole non sono tanto diverse dai cerchiolini dal moncone del Montecristo, per via di quell'espressione che gli era venuta in viso.
Uscendo <ancora una cosa Dominique, su Sidebast qualcuno sta usando il tuo nome>.
Avendo persa la coincidenza e non essendoci altri treni, si affidò a una compagnia di trasporti La ReBus. Salendo incespicò un ghigno sul tesserino alla camicia del conducente, tal Lucio Re.
Se si trattasse di un racconto umoristico, ecco trovata l'ispirazione… forse pensò Noir.
Rincasato lo scrittore, una pagina rimasta pizzicata dal cassetto colse la sua attenzione; a dire il vero, più il tacchettio delle due gambette.
No, si disse... quello può essere l'inizio di un fantasy, e posò la pagin... (continua)
Il baratto
Ho barattato un barattolo di birra bavarese con una bottiglia di Bourbon barricato di un biscazziere di Bologna con un bitorzolo sulla bocca ed un bozzo su un bicipite.
Beato come un bambino col suo biberon,mi attaccai alla bottiglia bevendo fino a perdere la brocca e mi risvegliai rimbambito come un bischero dei bassifondi di Bogotà dopo una notte di bagordi. Dopo un po' mi ripresi come Batman sopra la Batmobile e, affamato come un Barbapapà dopo un bagno nel mar Baltico, mi preparai una bomba energetica a base di barbabietole della bassa bresciana, borragine biologica, burrata del brindisino e bacche del Belize senza buccia.
Tutto ciò, però, mi provocò un bestiale borbottio intestinale che sfociò in un rutto bidimensionale che risvegliò un gruppo di babbuini di un Bioparco, lasciò in braghe di tela un barista bulgaro che stava preparando un Bloody Mary e fece battere le ore ad una copia in bachelite del Big Ben…oh, basta là!... (continua)
Dammi mille baci
poi cento, poi altri mille,
e non due bacetti spiccioli:
non mi basta così poco.
Ma tu non lo sai e io non te lo dico.
Quando mi hai tirato a te
delicatamente
che labbra dolci!
Ho pensato che avessi messo il mio rossetto.
Chissà che volevo, chissà che pretendevo
quando hai toccato il mio braccio;
però che occhi.
Poi le labbra e io mi avvicino
poi un bacio, veloce.
Buonanotte...
(continua)
Sapeva solo dirti di pulire le cromature e ingrassare la catena della bicicletta per mantenerla bene ma non era in grado neanche di cambiare una candeletta di un motorino; però si comprò la moto, che a me bambino sembrava enorme.
Prese il patentino dopo la pensione e metteva la prima marcia con le mani, perché non aveva sensibilità col pedale del cambio.
“La prima su, poi le altre giù.”
Quando arrivava nella piazzetta del paese, col suo casco arancione e la visiera staccabile, sembrava Agostini. Il suo essere attore completava la messa in scena.
Una volta cadde, da fermo, mentre cercava la marcia, ma quel giorno non lo vide nessuno....
(continua)