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MEMORABILIA

Memorabilia - (anni 80)



Nello specchio del tempo
ritrovo gli occhi di una bambina
che sognava i colori
per una tivù in bianco e nero,
nei pomeriggi di sole attaccata
ad un juke box urlante,
radio magica funzionante a monete ,
canzoni che oggi chiamano vintage,
per me colonna sonora di anni
più veri e meno virtuali
dove una sala giochi
era il primo miracolo elettronico
grafica misera sufficiente
allo stupore, il gusto del nuovo
ma finita la partita
finiva il mondo finto
e per una telefonata fuori casa
la corsa al gettone,
caccia alla prima cabina
La parola cellulare
solo un'ipotesi poi un progetto
una diavoleria per pochi...
E si usciva nella piazzetta
rubando un'ora di libertà
certo, ci si sentiva già grandi
E una lacrima oggi per chi non c'è più
La prima volta che ho pensato
davvero alla morte,
un bambino caduto nel pozzo
ma non era un film
La prima volta che ho capito
che non si resta bimbi per sempre
anzi che non si resta per sempre...
Quell'orologio impresso nella mente
e scene di sangue...
La crudeltà nei telegiornali
Quella bambina che scompare nello specchio
con un pezzetto di storia....



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Poesia scritta il 17/07/2017 - 11:58
Da Sabry L.
Letta n.185 volte.
Voto:
su 10 votanti


Commenti


Grazie a tutti,gli anni 80 per me sono un caro ricordo...

Sabry L. 19/07/2017 - 11:09

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ANNI CHE NON TORNANO... SCORRE SOLO MALINCONIA E STILLE...
LIETA GIORNATA, SABRY.
*****

Rocco Michele LETTINI 18/07/2017 - 09:37

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SABRY... ehhh si... posso dire la mia gioventù, ricordi, sembra tutto obsoleto. Non trovi più una cabina per il telefono, se ti manca il cellulare sei perduta è diventato il prolungamento della mano.E' il corso di ogni generazione, i nostri figli alla nostra età diranno le stesse cose...Molto evocativa questa tua... apprezzata moltissimo. Notte

mirella narducci 18/07/2017 - 00:53

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Indimenticabili quegli anni, dai 23 ai 33: suonavo in un complesso, serate in tutta la regione, scrivevo canzoni, iniziai il mio lavoro di assicuratore, c'era Silvia... Oggi rimane ancora il lavoro, ma ci sono i capelli grigi e la pancetta

andrea guidi 17/07/2017 - 18:29

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Un rammarico per un mondo che non c'è più, schegge di ricordi degli anni '80 e un senso di malinconia e di mestizia per un passato che non c'è più, forse solo i morti sono uguali. Davvero bella. Giulio Soro

Giulio Soro 17/07/2017 - 18:26

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ero già grande negli anni 80 e ricordo quei tempi come indimenticabili ,niente cellulari qualche videogame nei bar e qualche flipper elettronico ma anche tanta ricchezza ,molto meno le famiglie povere e bene o male si lavorava un pò tutti.Bella poesia,ciao

andrea sergi 17/07/2017 - 17:54

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Anni 80, ancora c'era il valore della solidarietà e condivisione, altri tempi , nostalgie reali senza bufale , il progresso ci ha cambiati tutti in peggio, saluto quella bimba che ancora alberga nel tuo cuore

genoveffa frau 17/07/2017 - 16:53

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Emozione ed Amarcord per l'infanzia vissuta. Bellissima.

Ken Hutchinson 17/07/2017 - 16:52

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Sono passati solo pochi anni, una generazione, ma sembra di parlare di preistoria eppure per chi li ha vissuti, sono stati anni magici, contraddistinti da semplicità e cose semplici.
Rimasi sveglio fino al mattino per seguire le vicende di quel bimbo di cui ricordo il nome.
Abbiamo pianto allora ed era uno solo. Oggi chi piange per le migliaia di bimbi che muoiono.
Poesia molto profonda che ha fatto ricordare e riflettere.
Molto bella !!

ALFONSO BORDONARO 17/07/2017 - 16:50

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Mi rispecchio anche io nella mia fanciullezza, nel fatto che la vita può finire. Lodi e complimenti infiniti e buona giornata!

Paolo Ciraolo 17/07/2017 - 14:23

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C'è la mia adolescenza in questi tuoi versi ricercati e splendidi.

antonio girardi 17/07/2017 - 14:21

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la mia, più che infanzia, adolescenza....

laisa azzurra 17/07/2017 - 14:07

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hai ripercorso la mia infanzia...
e la nottata che fece mia madre davanti alla tv nella speranza che quel tentativo di salvare Alfredino andasse a buon fine...
ed i pianti che poi seguirono...nn li dimenticherò mai
questo accadeva nell'81...avevo già 13 o 14 anni...eppure, ero ancora così bambina
sei grande Sabry,
eccezionale, direi

laisa azzurra 17/07/2017 - 13:49

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Molto toccante nel finale, mentre il preludio ti fa ritornare a quando tutto rientrava nella normalità ( per noi), ascoltando un Juke box 'che andava a gettoni, o facendo una telefonata da una cabina telefonica, sempre a gettoni....
Per noi vita vera, per altri vintage.5"

Teresa Peluso 17/07/2017 - 12:41

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Molto bella nella sua tenera nostalgia.
Triste nel ricordo di Alfredino.
Sempre brava. Ciao Sabry.

Loris Marcato 17/07/2017 - 12:25

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Particolarissima poesia, che mi ha catapultato in quegli anni magici, forse per tanti aspetti migliori dell'oggi, troppo tecnologico in situazione spesso non necessarie. Il finale, un po' forte, ci ricorda però che persino nella spensieratezza di quei giorni c'era anche la sofferenza e la morte, purtroppo.
Piaciutissima
Nicol
*****

Nicol Marcier 17/07/2017 - 12:24

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stupenda mi hai fatto rivivere alcuni momenti magici molto molto bella

GIANCARLO "LUPO" POETA DELL 17/07/2017 - 12:09

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