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Fiammina

Fiammina
Infine ecco la quarta ed ultima fatina. Ha una grande massa di capelli ramati, che con la luce del sole sembrano accendersi di toni brillanti, un carattere piperino e collerico e un impertinente nasino all’insù cosparso di graziose lentiggini. Il suo nome è Fiammina, fatina con la missione di tenere a bada il fuoco, utile per la vita di tutti i giorni, ma molto pericoloso se non controllato o acceso nel modo sbagliato. Dovrà combattere contro un gruppo di uomini che per i loro interessi accendevano fuochi e scatenavano incendi pericolosi. Il suo intervento sarà decisivo per evitare un grosso pericolo e far catturare quegli uomini che finiranno per pagare il loro misfatto.
Già il suo aspetto la diceva tutta sul suo carattere impulsivo e ribelle, con gli occhi scuri che sembravano brillare e la grande chioma rossa indomita, mentre l’energia che possedeva la impiegava per difendere i deboli dalle ingiustizie e il mondo dalla cattiveria. Era coraggiosa e idealista, pronta a combattere le sue battaglie, però a volte era polemica ed esagerava un po’. Come le altre fatine aveva una residenza nei pressi della città e data la sua natura stava all’interno della montagna che anticamente era un vulcano. Aveva trasformato una piccola grotta in una graziosa stanzetta, dove non poteva mancare un bel camino sempre acceso. Il suo lavoro maggiore era durante il periodo estivo, quando alcuni uomini, profittando del caldo afoso e del vento di scirocco, accendevano dei fuochi per i loro interessi , che poi si trasformavano in grandi roghi che bruciavano tutto quello che incontravano, rovinando ettari di terreno, meravigliose piante e alberi e che per ricrescere avrebbero impiegato degli anni. Per non parlare delle creature che vi abitavano: spesso morivano o dovevano fuggire. Pompieri e guardie forestali non sapevano dove dividersi prima e faticavano per spegnere il fuoco devastatore.
Fiammina amava il caldo e le belle giornate. Volteggiava, agitando le sue piccole ali, sopra i campi coltivati, le scogliere e le lunghe spiagge, dove spesso si incontrava con le altre fatine. D’estate si divertiva a guardare i falò che i ragazzi, nelle calde serate, accendevano in spiaggia aspettando l’alba. Guardava quei piccoli fuochi che in spiaggia davano una suggestione particolare, con i rami che spesso scoppiettavano e mandavano scintille. Tuttavia viveva con grande impegno il suo incarico di tenere a bada i fuochi pericolosi e quindi mentre sorvolava il territorio, guardava attenta le campagne dove spesso si originavano roghi per incuria o disattenzione o peggio erano voluti dalla volontà malefica di alcuni umani. Incendi spaventosi e difficili da domare.
Aveva un rapporto di amicizia molto speciale con un bellissimo cavallo bianco che viveva presso una azienda agricola della zona. Era possente e di grande intelligenza, sensibile e affettuoso verso i numerosi animali che vivevano in quel posto : pecorelle, galline, cagnolini e anche qualche gatto.
Fiammina si avvicinava e il suo nitrito di benvenuto la invitava a poggiarsi sulla sua criniera vicino le piccole orecchie dritte e attente.
-Ciao Fulco!- così si chiamava il cavallo che nel frattempo trotterellava seguendo il perimetro della staccionata.
-Ciao, carissima Fiammina -
-Va tutto bene qui?- indagò la fatina – Mi sembri un po’ nervoso… -
-Già , è vero mi sento nervoso ed anche le pecorelle oggi non sono tranquille. -
-Ma come mai? -
-Non so di preciso, ma sai che noi avvertiamo prima degli umani il pericolo!-
-E che pericolo senti?-
Il bel cavallo bianco scosse un po’ il capo e la criniera, poi aggiunse:
-Sai, abbiamo visto passare un gruppo di uomini con una jeep, con dei bidoni dentro che emanavano una puzza di benzina insopportabile e poi anche loro emanavano brutti sentimenti.
-Può essere che ti sbagli?-
Il cavallo che già era nervoso, si indispettì e rispose:
-Ti risulta che mi sbaglio su queste cose? – Sembrava proprio offeso!
- Dai Fulco, non volevo offenderti-
Vista la discussione si avvicinarono anche le pecorelle che belando diedero man forte al loro amico Fulco.
-Fiammina devi fare qualcosa! siamo in pericolo!-
Due di esse si guardarono suggestionate e spaventate dicendosi:
-Io sento puzza di bruciato!-
- Eh si, anche io! –
Anche gli altri animali nel frattempo si avvicinavano a quello strano raduno: cagnolini, gattini, anatre e galline, tutti in coro si lamentavano e si agitavano. Fiammina vista tutta quella confusione si innervosì e sbottò:
-Insomma smettetela, ora farò un giro di perlustrazione e vedo cosa succede, ma voi state tutti calmi!-
Così, accaldata per la discussione, agitò i capelli e per un attimo i riflessi ramati brillarono al sole.
Iniziò a sorvolare la zona e si accorse che due colonne di fumo denso si alzavano verso il cielo, nei pressi di quella azienda agricola.
La fatina capì che qualcosa di brutto stava per succedere e poi si accorse che alcuni uomini velocemente si allontanavano a bordo di una Jepp.
Per accordi presi con il capo dei pompieri suonò un fischietto che gli aveva regalato . – Quando hai bisogno di aiuto, suona questo fischietto e io arrivo- Gli aveva detto l’uomo.
Il suono lungo e penetrante del fischietto giunse subito all’orecchio dell’uomo, un uomo alto e robusto che amava molto il suo lavoro e faceva di tutto per proteggere il territorio dalle fiamme devastanti. Immediatamente diede l’allarme e si misero con le autobotti in cammino.
Fiammina nel frattempo seguì la jeep che correva sulla strada principale. Riuscì a raggiungere la vettura e si piazzò davanti ad essa con la bacchetta magica rossa e quasi incandescente, posta davanti alla vettura quasi come una spada.
-Fermateti!- intimò coraggiosa a quei brutti ceffi.
-E tu chi sei, sgorbietto, dovremmo avere paura di te?- sghignazzavano quegli uomini cattivi, ma lei senza lasciarsi intimidire rispose:
-Vi sembra una azione coraggiosa quella che avete appena compiuta? Dare fuoco ad una campagna e scappare via!- Gli occhi le brillavano per l’indignazione, ma era anche molto preoccupata per il suo amico cavallo , per gli altri animali e per quel fuoco che se non domato, poteva divampare e distruggere tutta quella azienda.
Con un colpo di bacchetta magica, fece cadere le armi che quegli uomini avevano in pugno, pronti a utilizzarle e tutti rimasero sbalorditi a guardarsi le mani nude. Tentarono di fuggire ma Fiammina con un altro colpetto della sua bacchetta mise insieme quei quattro individui legandoli con una fune che si muoveva da sola e li stringeva l’uno con l’altro. Gridavano e imprecavano, ma non sghignazzavano più. Nel frattempo giungeva la polizia che arrestò immediatamente quei furfanti che avrebbero dovuto rispondere di questo e di altri reati precedenti.
Fiammina tornò nella azienda già in preda alle fiamme, mentre i pompieri cercavano di spegnerle con una azione veloce, azione difficile perché le fiamme erano alimentate da un forte vento di scirocco, ma stavano ormai per domarlo.
Fiammina, andò dai suoi amici animali che spaventatissimi emettevano i loro versi tutti insieme quasi in un lamentoso coro . La fatina aprì velocemente la staccionata e guidati da lei, si allontanarono e si misero al sicuro in un campo vicino. Infine Il caseggiato non aveva subito danni , né le persone, si registrava solo qualche pianta e un gruppo di alberi di arance bruciati e anche un casotto di legno era andato in rovina.
Il titolare della tenuta arrivò dove si erano radunati gli animali e rimase felice di vederli tutti salvi, galline comprese.
-Grazie Fiammina, se non fosse stato per te !- disse
-Già, però ti posso dire che ad avvertirmi sono stati proprio i tuoi animali che già sentivano il pericolo. Dovremmo osservarli e capire di più il loro linguaggio, dicono molte cose e capiscono molte più cose rispetto agli umani che si sentono tanto intelligenti.-Rimbrottò la fatina quasi a rimprovero.
-Hai ragione Fiammina. Sai avevo deciso di vendere Fulco, perché sono un po’ in difficoltà, ma adesso so che non posso farlo. Mi sono disperato al pensiero che gli fosse successo qualcosa. Non mi separerò più da lui.-
L’uomo abbracciò Fulco, ma pronunciò parole affettuose agli altri animali, che si erano un po’ ingelositi per le attenzioni rivolte principalmente a quel meraviglioso cavallo. Poi, l’uomo aprì il palmo della mano e Fiammina dopo aver svolazzato un po’ sopra, fini per poggiarsi con i suoi piccoli piedini.
-Grazie di tutto, piccola, ma grande fatina.
Lei si avvicinò e gli diede un bacio sulla fronte, poi commossa da quelle effusioni, si allontanò decisa più che mai a proteggere quei luoghi dal fuoco, utile nella vita di tutti i giorni, pericoloso se scatenato nel modo sbagliato.
La lunga giornata si concludeva con un tramonto che accendeva di rosso il cielo e il mare e Fiammina si ritirava nella sua piccola stanzetta all’interno della montagna. Guardando il camino acceso rifletteva sugli avvenimenti carichi di emozioni che aveva appena vissuto. Per quel giorno si sentiva contenta di aver compiuto bene il suo lavoro, ma in futuro? Guardando il caminetto scoppiettante si disse che avrebbe fatto il possibile e avrebbe lottato per far capire alla gente che deve fare buon uso dei doni che la vita ci offre.
Con la storia di Fiammina si conclude il ciclo delle quattro fatine. Piccole, deliziose e pronte a difendere, con le piccole bacchette magiche e i buoni sentimenti, le meraviglie di un territorio che la vita ci ha regalato e che noi dovremmo conoscere meglio e magnificare.



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Racconto scritto il 15/01/2018 - 08:07
Da Patrizia Lo Bue
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