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TRASPOSIZIONE ANAGRAFICA

Le istruzioni sono:

Immaginate una storia in cui GIULIETTA e ROMEO sono in realtà sulla sessantina quando scocca la scintilla d'amore. Come sarà la loro relazione? Dovranno affrontare non più l'opposizione dei genitori, ma quella dei figli. Come potranno incontrarsi di soppiatto? Con quali parole esprimeranno la loro passione? Quali i progetti?
In alternativa RENZO e LUCIA vent'anni dopo il matrimonio (Lucia è ingrassata...Renzo si e rivelato un donnaiolo...o no?)


~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Tra poveri bisogna aiutarsi

Lorenzo Tramaglino, da tutti brevemente chiamato Renzo, e la sua sposa, Lucia Mondella, vivevano ormai da vent'anni, dal giorno delle loro tanto sospirate nozze, in un paese del Bergamasco. Renzo era divenuto ormai benestante grazie al suo lavoro imprenditoriale nel campo della seta. Si era trasformato in un borghese e aveva fatto studiare i numerosi figli, consentendo loro quel grado di cultura sufficiente per difendersi da sé dagli azzeccagarbugli di turno, che avrebbero potuto ostacolarli nella realizzazione dei loro sogni. Sei figli non erano certo pochi: quattro maschi e due femmine. Per la povera Lucia fu un gran lavoro ad accudire a una famiglia così numerosa, con una predominanza di maschi, e menomale che la Divina Provvidenza le serbò la madre Agnese sempre in buona salute e longeva, che lo aiutò in tutte le faccende domestiche. Non si può dire che non perdesse la pazienza con tutti quei discoli, ma dopo tutte le peripezie che avevano dovuto subire a causa del defunto don Rodrigo e a causa della peste, che comunque li liberò da quel diavolo per sempre, quella presente sembrava fatica da nulla.
Una sera Renzo stava tornando a casa dopo una giornata intera trascorsa nel filatoio insieme al figlio maschio più grande cui avevano dato il nome di Cristoforo, e scorse, lungo la strada del ritorno, Maria, la primogenita ormai ventenne, così chiamata per dedizione alla Vergine Maria, madre di Gesù. Ella si nascondeva dietro a dei cespugli ad amoreggiare con un giovane, figlio del garzone del panettiere. Era un ragazzotto coetaneo di Maria, che non lavorava ancora. Renzo richiamò la figlia e le ordinò di tornare a casa. La povera ragazza, turbata, rientrò in casa e andò a nascondersi nella stanza che divideva con la sorella. Renzo entrò e urlò:
«Lucia!»
Lucia arrivò tutta trafelata. Non era cambiata molto negli anni, era rimasta quasi uguale al giorno in cui era andata in sposa a Renzo, solo qualche capello le si sbiancava qua e là. Non sembrava che avesse avuto sei figli e sì che molto bella non era stata mai. Vedendola arrivare, Renzo invece del solito bacio, incominciò a urlare:
«Possibile che nessuno qui presti attenzione a quella svergognata che sembra non aver punto imparato il timor di Dio?»
«Che cosa dici Renzo? Di chi parli?»
«Parlo di nostra figlia Maria. L'ho sorpresa con quel ragazzo, il figlio di Giuseppe, il garzone del panettiere.»
Giungeva anche Agnese che era stata richiamata dalle urla del genero e con la saggia calma derivante dalla sua età e dalla sua indole, disse:
«Sì, li ho visti anch'io. Lei mi ha detto che lui vuole venire da te a chiedere la sua mano. Per questo non ho detto niente.»
Avreste dovuto vedere la faccia adirata che aveva fatto, nel sentire ciò, il signor Tramaglino, perché era così che voleva essere chiamato. Anche lui, a parte qualche chilo in più, poca roba comunque, era rimasto identico al tempo in cui andava cacciandosi nei guai, come la storia dei tumulti cui aveva preso parte. Solo che ora sentiva di stare dall'altra parte, da quella di chi non ha bisogno di lottare contro i potenti, poiché un po' di potere, grazie ai denari, l'ha acquisito anch'esso.
«Quel buono a nulla vuole chiedere la mano di mia figlia? Ed io dovrei mandare mia figlia a fare la vita di pezzente dalla quale con tanta fatica sono riuscito a venire fuori io? No, sto matrimonio non si ha da fare, né oggi né mai!»
Agnese che aveva sempre avuto buoni consigli da dispensare, rispose:
«Renzo, Renzo, l'esperienza delle tue fatiche passate non ti ha insegnato nulla?»
Allora Lucia, madre amorevole e comprensiva, ne approfittò per aggiungere:
«Maria ama quel giovane, perché non dai loro una mano tu? Ricordi com'eravamo? Guarda come siamo diventati oggi! Perché non aiutare chi è ancora nella sventura e che nostra figlia ama tanto, essendo ricambiata con sincerità? Pensaci un poco su, non affrettare la tua decisione. Comunque ricorda che qualunque decisione tu prenderai, come tua moglie, io dovrò accettarla e appoggiarla. Per l'amore che però ancora ci lega, fresco come vent'anni fa, ripensa alla tua decisione. Tra poveri, perché noi lo siamo stati fino a ieri, bisogna aiutarsi.»
Renzo la guardò in silenzio per un po' e poi rispose:
«Ah, la mia Lucia. Tu sei stata il mio faro, per te io ho lottato tanto. Tu sei ancora il mio faro, quindi credo che farò come dici tu, che sei sempre tanto saggia.»
Fu così che l'armonia tra i due, non più novelli sposi, si ricompose, non senza un tenero bacio cui seguì un fragoroso applauso di tutta la famiglia.



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Scrittura creativa scritta il 21/03/2017 - 10:21
Da Giulia Bellucci
Letta n.236 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Piacevolmente scorrevole, letto con vero piacere complimenti 5*

donato mineccia 21/03/2017 - 19:13

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PORGO LE MIE SCUSE PIU' SINCERE, PROFONDO AMANTE DELLA LETTERATURA NON SOLO CONTEMPORANEA, MI SONO PERMESSO DI FARE UNA BATTUTA, FORSE NON FELICE, MA VOLEVA SOLO ESSERE L'INVITO A CONTINUARE. VISTO CHE AVEVO SOTTOLINEATO LA QUALIITA' DI QUANTO SCRITTO.

ALFONSO BORDONARO 21/03/2017 - 17:47

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Lo so, avevo promesso di non fare il botta e risposta, per cui chiedo scusa ad Adriano Martini, umilmente. Paragonare I Promessi Sposi a Dinasty, farà rivoltare il Manzoni nella tomba, lui che gli aveva attribuito un grande significato. Che piaccia o no, è e resterà uno dei capisaldi della nostra letteratura, questa è cultura. Per cui, Alfonso, ti consiglio una rilettura del capitolo 38 dell'opera e comprenderai che non ho messo la mia fantasia nel dire che Renzo diventerà socio del cugino Bortolo nell'acquisto di un filatoio, dopo essersi trasferito nel Bergamasco con Lucia e Agnese. Il resto, ovviamente, è frutto della mia immaginazione.

Giulia Bellucci 21/03/2017 - 16:18

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Carinissima
Ehhhh
Quando la storia si ripete....

laisa azzurra 21/03/2017 - 16:15

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Piacevolmente scorrevole quanto forte della tua maestria letteraria.
Lieto meriggio, Giulia.
*****

Rocco Michele LETTINI 21/03/2017 - 15:43

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Cara Giulia la DINASTY Bergamasca di Renzo e Lucia proprio non me l'aspettavo. Troppo bella, comunque hai un dono speciale, creatività, fantasia e stupenda capacità di scrivere.
E' vero nel bergamasco c'erano molte aziende di confezionisti, ricamifici e abbigliamento.
Non credo ci priverai della prossima puntata:
DINASTY DEVE CONTINUARE...


ALFONSO BORDONARO 21/03/2017 - 13:29

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Rivivere i Promessi Sposi rivisitati, mi ha emozionato. In più hai messo una morale appropriata, che dovrebbero applicare tutti i ricchi rifatti, che hanno avuto la fortuna fi uscire dalla miseria. Mai rinnegare le proprie origini e mai rifiutare aiuto a chi ne ha bisogno.

Teresa Peluso 21/03/2017 - 13:03

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Ciao Giulia,scusa se te lo chiedo da qui, se posso,ho esaudito la tua curiosità a riguardo la data ed il nome del paese,sulle mie poesie?Comunque se non avessi letto la mia risposta,(la data indica quando l'ho scritta ed il paese, dove mi trovavo in quel momento).Ciao a rileggerti.

Bruno Abbondandolo 21/03/2017 - 12:48

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una scrittura liscia e lineare molto apprezzata 5*

GIANCARLO POETA DELL'AMORE 21/03/2017 - 12:12

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Molto bello,ciao Giulia.

Bruno Abbondandolo 21/03/2017 - 12:08

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