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Lasciare Ur dei Caldei

Mia madre e mio padre
vogliono sapere cosa sarà di me.
Lui guarda il giardino
seduto sulla panchina rossa
la tazza del caffè tra le mani,
spia i bulbi spuntati del giacinto.
Lei in piedi, accanto al cancello
scuote la testa grigia
e ammutolisce.
Un riflesso del giorno gioca
con i suoi orecchini.
" Se vuoi partire, parti" dicono
" Non pensare a noi".
Non penso a voi
che rimarrete nel chiuso della noce,
nel bisogno di sole
a riscaldarvi.
Per me, lasciarvi, è come perdere
Ur dei Caldèi dalla sabbiosa voce,
incontro ad una terra promessa
dove dune squassate
mi confonderanno le oasi.



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Opera scritta il 12/03/2015 - 10:22
Da mariateresa morry
Letta n.1725 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Mi è piaciuta moltissimo la tua poesia ,per profondità di contenuto e ricercatezza di stile.Davvero bravissimo!

Rosa Chiarini 13/03/2015 - 16:07

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Poesia profonda e ben disegnata, bellissima l'immagine del riflesso che gioca con gli orecchini, bellissima la chiusa!
Ciao Elisa

elisa longhi 12/03/2015 - 19:17

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Apprezzo moltissimo questa tua poesia. Difficilissimo distaccarsi dalle proprie radici in cerca di una terra promessa dove oasi difficilmente si potranno vedere perché confuse da dune squassate!
Che bella. Eccellente è il mio voto.

luciano rosario capaldo 12/03/2015 - 19:07

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Il distacco dalle radici non è mai facile, ma spesso urge per tante ovvie ragioni. Molto apprezzata. Ciao...

Gio Vigi 12/03/2015 - 18:59

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Un intrigo di emozioni si celano nei tuoi componimenti. Il tema dell'andare
si mischia con l'attrazione delle "radici".
Sempre elegantissimi i tuoi versi

Giancarlo Gravili 12/03/2015 - 18:55

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Ci hai messo dentro le emozioni più forti che ci prendono o ci hanno preso tutti nel prendere quella decisione.Brava come al solito. Ciao

Nino Curatola 12/03/2015 - 17:33

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Ad un certo momento della vita bisogna cedere al richiamo della vita e lasciare il giardino di casa. La terra è promessa, ma non garantita.. Molto bella. Saluti, Fabricio

Fabricio Guerrini 12/03/2015 - 16:00

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